Web design, web marketing e SEO

Link rotti : come evitarli e perché

Link rotti : come evitarli e perché


Perché bisogna evitare di avere collegamenti errati (link rotti)

 Un sito web che ha al suo interno link verso pagine non più esistenti (link rotti) può per questo motivo:

  • Perdere parte della base clienti esistente (gli utenti attuali reindirizzati verso pagine non più esistenti prima o poi si sentiranno abbastanza frustrati da non tornare più)
  • Generare problemi con l’acquisizione di nuovi clienti (a causa dei collegamenti ipertestuali errati le persone non troveranno cose / pagine che stanno cercando e a cui il tuo sito le ha indirizzate).
  • Danneggiare la tua reputazione online (la maggior parte dei clienti online considera i link rotti come dimostrazione di inaffidabilità del sito web)
  • Inoltre i link rotti hanno un impatto negativo sulle valutazioni del tuo sito web con i principali motori di ricerca come Google, Yahoo, Bing etc…

Differenze tra link interni ed esterni

Con la crescita di internet e dei suoi contenuti sta diventando sempre più difficile gestire le relazioni tra le singole pagine e tenere traccia dei collegamenti ipertestuali all’interno di un sito internet. Non esistono strumenti o servizi automatici che possano imporre il corretto rapporto tra le pagine, tenere traccia dei contenuti, rinominare le pagine web in buona sostanza, aggiornare le relazioni tra le singole pagine web.

Con il passare del tempo, alcuni collegamenti ipertestuali diventano obsoleti, stantii o più semplicemente morti. Questi collegamenti non portano più a risorse valide e i visitatori riceveranno il codice di errore 404 cioè ‘pagina non trovata’. Per quanto riguarda i link interni questa situazione è più controllabile.

La questione si può presentare quando modifichiamo l’URL, l’indirizzo web di una pagina esistente nel nostro sito. Per ovviare a questo problema è necessario ricordarsi di mettere in atto le opportune operazioni di re-indirizzamento delle pagine web. Prestate la massima attenzione su questo punto, in particolare se state migrando un sito web da un indirizzo ad un altro per non trovarvi con decine di pagine web con il codice di errore 404.

Con i link in uscita o link esterni la situazione è ancora peggiore: il sito web al quale si ci sta collegando può cambiare nome e posizione delle proprie pagine in qualsiasi momento senza preavviso. La pagina può essere cancellata, i server possono essere disattivati ​​(temporaneamente o per sempre) oppure i loro domini scadono o vengono venduti.

Purtroppo non si può avere alcun controllo su queste cose quindi l’unico rimedio è quello di eseguire regolarmente test sondando ogni singolo riferimento in uscita per assicurarsi che sia ancora vivo e funzionante.

Come identificare i link rotti

È davvero difficile identificare quali collegamenti interni ed esterni siano rotti, ed è ancora più difficile correggerli perché per la pulizia è necessario conoscere la posizione precisa del tag di collegamento interrotto nel codice HTML.

La maggior parte dei tools online che effettuano audit delle pagine web hanno l’opzione di test sui link rotti e non piu’ funzionanti. Ad esempio Semsrush offre questo tipo di servizio di seguito il link. Il software eseguirà dei test per verificare la ‘salute’ del vostro sito web e tra le altre cose, vi offrirà l’opportunità di verificare eventuali link rotti interni od esterni.

Se il tuo sito utilizza WordPress come CMS, posso consigliarti l’uso di un plugin chiamato Broken Link Checker che una volta installato, fornirà costanti aggiornamenti e segnalazioni su eventuali link rotti presenti sul tuo sito. Puoi scaricare questo plugin da questo link.

L’ultima soluzione che ti propongo è quella di affidare questo compito a dei professionisti. Teutra può ottimizzare il tuo sito web e migliorare il traffico derivante dai motori di ricerca. Contattaci per un site audit e un preventivo gratuito e senza impegno.

Guida a Google Analytics per principianti

Guida a Google Analytics per principianti


Con questa guida a Google Analytics per principianti, voglio presentare a tutti coloro che non lo conoscono, lo strumento gratuito che Google ci mette a disposizione per monitorare il traffico del nostro sito web.

Se siete il responsabile marketing di un’azienda, oppure un professionista o un piccolo imprenditore e intendete generare contatti commerciali e vendite online con una campagna di web marketing, certamente avrete la necessità di verificare cosa funziona e cosa non funziona nella vostra strategia.

Google Analytics, è lo strumento di analisi che il colosso di Mountain View mette a disposizione gratuitamente a tale scopo.

Con questa guida vi mostrerò:

  • come impostare il vostro account per massimizzare i risultati
  • quali sono i report più importanti
  • una serie di tattiche avanzate

Se state cercando di prendere maggior confidenza con Google Analytics, con questa guida riuscirete ad ottenere una maggiore comprensione su come i vostri potenziali clienti stanno utilizzando il vostro sito web. 

Guida a Google Analytics per principianti: accedere ai dati del sito web

Il requisito per utilizzare Google Analytics è quello di avere un account Google. Visitate la pagina ufficiale di Google Analytics e accreditatevi con la vostra username e password. Selezionate il vostro sito dall’elenco e verrete reindirizzati alla dashboard o in Italiano, pannello di controllo.

La Dashboard o pannello di controllo

Accedendo alla dashboard, è possibile vedere una serie di “istantanee” di diversi rapporti generati da Google Analytics. Questi rapporti possono includere visitatori, fonti di traffico, le conversioni, etc…. È possibile spostare, aggiungere report dalla dashboard  o rimuovere quelli che non vi piacciono, semplicemente con un’azione di drag and drop. Tra i dati presenti nella dashboard vi segnalo:

  • Sessioni: Il numero totale di sessioni nell’intervallo di date. Una sessione corrisponde al periodo di tempo in cui un utente interagisce con il sito web.
  • Utenti: Il numero di utenti che hanno avviato almeno una sessione nell’intervallo di tempo selezionato.
  • Visualizzazioni di pagina: Il numero totale di pagine visitate nel periodo di tempo selezionato.
  • Frequenza di rimbalzo: La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite di una sola pagina, ossia visite in cui la persona esce dal sito dalla stessa pagina in cui è entrata senza interagire con essa. Questo dato è spesso ingannevolmente alto poiché un certo numero di utenti arriva sul vostro sito rendendosi conto che non era quello che stavano cercando.
  • Durata sessione media: La quantità media di tempo che un visitatore trascorre al vostro sito.
  • % Di nuove sessioni: La percentuale di nuovi visitatori al sito rispetto a tutti i visitatori. E’ un dato interessante poiché’ alcune aziende potrebbero volere un sacco di nuovo traffico, mentre altre potrebbero volere generare visite ripetute.

analytics-dashboard

 

 

 

Per impostazione predefinita, Google mostra gli ultimi 30 giorni di attività. Tuttavia, è possibile modificare questa impostazione, o anche confrontare due diversi intervalli di date, ad esempio agosto 2017 rispetto ad agosto 2018. È possibile raggiungere questo obiettivo facendo clic sulla casella di date trovato nell’angolo in alto a destra e cambiando il flag “Confronta con” e inserendo le date appropriate. 

Rapporti utili

I dati evidenziati da Google Analytics sono moltissimi e il rischio è quello di perdersi e non riuscire a estrarre, da questa mole di dati, i risvolti più significativi. Il mio consiglio è di esplorare i vari rapporti alla ricerca di quelli che vi sembrano più utili ed interessanti per i vostri obiettivi e, una volta individuati, rivederli regolarmente. Eccone alcuni:

  • Acquisizione/Panoramica: Da dove provengono gli utenti che visitano il sito? Per monitorare le strategie di web marketing e ottimizzazione SEO, è fondamentale capire da dove arrivano i vostri visitatori. Con questo rapporto si ha il dettaglio delle visite suddiviso in organic search il numero di utenti che arrivano al sito dai motori di ricerca, direct coloro che digitano e conoscono già l’indirizzo web del sito, social quelli che arrivano direttamente dai social media, referral  sono i visitatori che arrivano dai link del vostro sito presenti su altri siti (backlinks), paid search gli utenti che scoprono il vostro sito da ricerche a pagamento, tipicamente da Google Adwords o Google Adsense. Perché’ questi dati sono importanti e da rivedere? Perché è il modo per verificare se si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati. Il singolo dato può essere ulteriormente esplorato: ad esempio cliccando sui social si ottiene un rapporto che evidenzia i singoli social con il numero esatto di sessioni per social.

 

social-analytics

  • Comportamento/Contenuti del sito/Tutte le pagine: con questo rapporto analizziamo le pagine del sito alla scoperta di dati interessanti come Visualizzazioni di pagina che indica il numero di volte che la singola pagina è stata visualizzata nel periodo di tempo selezionato, Tempo medio su una pagina che denota la quantità media di tempo passato dagli utenti a visualizzare una specifica pagina o la Frequenza di rimbalzo. Questo dato è utile per capire quali pagine sono visitate e quali no, se sono interessanti per il pubblico della vostra nicchia e se gli utenti leggono altre pagine oltre quella da cui arrivano. 
  • Acquisizione/Tutto il traffico/sorgente-mezzo: Siti di riferimento (sotto sorgenti di traffico) – Questi sono siti i visitatori sono stati in prima di arrivare al vostro sito, ad esclusione di motori di ricerca.
  • Comportamento/Contenuti del sito/Tutte le pagine: Questo rapporto vi dirà, e vi darà informazioni dettagliate su come i visitatori navigano il vostro sito e più precisamente, su quali pagine vengono visitate. E’ molto utile perché suddivide per pagine l’interesse che il web ha per il vostro sito web. Scoprendo quali sono le pagine più visitate in un sito di e commerce ad esempio, si può capire quali sono i prodotti di maggior interesse. Questo rapporto è utile per capire anche che cosa non funziona. Se una pagina o un contenuto non vengono visitati come vi sareste aspettati, si possono porre in essere correzioni e modifiche per migliorare la situazione.
  • Pubblico/Dati Geografici/Località: Nella scheda “pubblico” troverete questa mappa del mondo che vi mostrerà da dove proviene il vostro traffico. Cliccando su ogni paese si può ancora affinare la ricerca. Con un clic su ‘Italia’ ad esempio, otteniamo un report che ci suddivide i visitatori per città di provenienza. Questo è molto utile se il vostro business è locale. Se gestite un negozio di fiori a Torino, questo rapporto deve evidenziare che la maggior parte dei vostri visitatori proviene dal capoluogo sabaudo. In caso contrario c’e’ qualche cosa che non va nella vostra strategia di web marketing.

In conclusione

Google Analytics è uno strumento potentissimo e in questo articolo vi abbiamo illustrato solo una minima parte delle sue potenzialità. La creazione di obiettivi, il monitoraggio di link a siti esterni o dei download dei vostri ebook, il tracciamento delle ricerche all’interno del sito sono solo alcune ulteriori funzionalità di questo preziosissimo strumento gratuito che Google ci mette a disposizione per monitorare le pagine del nostro sito web.

Se hai bisogno di aiuto l’installazione di Google Analytics o per la comprensione è l’utilizzo ottimale di questo strumento puoi sempre rivolgerti a Teutra, l’agenzia di web marketing di Torino. Alla prossima. 

Approfondimenti

Come ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine web

Come ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine web


Perché velocità di caricamento delle pagine è cosi’ importante?

La velocità di caricamento delle pagine web è una parte cruciale dell’usabilità di un sito. Google infatti, considera la velocità di caricamento delle pagina come uno dei 200 fattori di ranking che influenzano la posizione di un sito web nei risultati di ricerca organici (SERP).

Se la pagina di un sito viene caricata troppo lentamente, aumentano le possibilità che un visitatore ritorni indietro alla pagina dei risultati di Google per rivolgersi ad un altro sito.

Se sei un professionista o un piccolo imprenditore sai bene che guadagnare traffico e garantire una navigazione fruibile in maniera semplice e funzionale sta diventando ogni giorno più cruciale.

Con una concorrenza così agguerrita e i numerosi siti web nella tua nicchia, se il tuo sito web non viene caricato rapidamente, è probabile che perderai visitatori e potenziali clienti.

Avere un tempo di caricamento veloce della pagina può anche aumentare la velocità di scansione del tuo sito da parte del web crawler di Google. Questo implica anche l’aumento della frequenza con cui Google visiterà il tuo sito.

Come migliorare il tempo di caricamento della pagina

Ecco alcuni suggerimenti per ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito web:

  • Ottimizza script e plugin : Se utilizzi WordPress sappi che l’utilizzo dei plugin appesantisce la velocità di caricamento delle pagine web. Non tutti i plugin sono necessari, valuta con attenzione l’utilizzo di un nuovo plugin in termini di vantaggi rispetto al peso che questo ha sulla velocità del sito. Per quanto riguarda gli script , non è consigliabile utilizzare più di un software di tracciamento poiché ciò potrebbe ostacolare il tempo di caricamento della pagina. Se utilizzi ad esempio, lo script fornito da Google Analytics per tenere sotto controllo le statistiche sul traffico del tuo sito web, non è consigliabile aggiungere altri script che facciano la stessa cosa. Infine se si utilizza un CMS come WordPress vi consiglio di tenere sempre aggiornato il software. Tenere il passo con gli aggiornamenti del software migliora anche la velocità di un sito.
  • Dimensioni e formato dell’immagine : Le immagini che sono presenti sul tuo sito possono richiedere molta larghezza di banda, il che influisce sul tempo di caricamento della tua pagina. Non è sufficiente ridimensionare le immagini perché questo cambia solo l’aspetto dell’immagine e non le sue dimensioni reali. La cosa da fare è diminuire il peso in byte delle immagini stesse utilizzando alcuni editor di immagini come ad esempio Photoshop. Se utilizzi WordPress, ci sono diversi plugin che agevolano questa azione, il migliore a mio parere è Smush, che puoi scaricare da questo link, che svolge in automatico questa attività nel migliore dei modi. Per ottimizzare i tempi di caricamento della tua pagina è ideale attenersi a formati di immagine standard come JPG, PNG e GIF. Per approfondire questo argomento, ti rimando alla lettura della mia guida su come ottimizzare le immagini su Google.
  • File JS e CSS esterni: È una buona pratica posizionare il codice JS e CSS del tuo sito web in file esterni. Quando la pagina viene caricata, il browser memorizza questi file esternamente e riduce il tempo di caricamento della pagina sulle richieste successive. Inoltre, avere i file JS e CSS esternamente consente una più facile manutenzione del sito.
  • Evita reindirizzamenti: Evitando i reindirizzamenti si aumenta la velocità del servizio. Alcuni reindirizzamenti sono inevitabili e devono essere presenti, ma è necessario ricordare che ciò richiede un ulteriore codice HTTP che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Controlla i link non più funzionanti e risolvili immediatamente.
  • Ottimizzare la memorizzazione nella cache: Ogni volta che un navigatore visita un sito, vengono caricati i file immagine, i file CSS e Java, il che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Se impostiamo correttamente la memorizzazione nella cache del nostro sito web, il browser può memorizzare queste risorse o file per le richieste successive. Su carichi di pagina ripetuti questi file possono essere recuperati dalla cache anziché scaricarli di nuovo dalla rete. Ciò riduce anche la larghezza di banda e i costi di hosting. Se utilizzi WordPress, ti consiglio WP Fastest Cache per questo utilizzo. Puoi utilizzare le intestazioni di expires per i componenti statici del sito e le intestazioni di Cache-Control per quelle dinamiche. L’uso di queste intestazioni rende i vari componenti di un sito, incluse immagini, fogli di stile, script e flash, memorizzabili nella cache. Questo a sua volta riduce al minimo le richieste HTTP e quindi migliora il tempo di caricamento della pagina. Con l’uso delle intestazioni Expires puoi effettivamente controllare il periodo di tempo in cui i componenti di una pagina web possono essere memorizzati nella cache. Se il tuo server è Apache puoi impostare il tempo per il contenuto memorizzato nella cache usando la direttiva ExpiresDefault. Imposta la data di scadenza come un certo numero di anni dalla data corrente: ExpiresDefault “access plus 2 years”.
  • Configurare la codifica G-Zip: Analogamente ai file sul PC che vengono compressi per ridurre le dimensioni totali durante i trasferimenti di file online, i file pesanti sul tuo sito Web possono essere compressi con qualcosa chiamato G-Zip Compression. Ciò consente di risparmiare larghezza di banda e tempo di download e riduce la velocità di caricamento della pagina. È necessario configurare il server in modo che restituisca il contenuto compresso.
  • Evita di eseguire il rendering di script di blocco: Metti i file javascript alla fine del corpo o usa l’attributo ‘async’ per caricarli in modo asincrono.
  • Minificazione di JavaScript e CSS: La minimizzazione è il processo di compressione del codice rinominando le variabili in nomi più brevi che aiutano a ridurre le sue dimensioni e il successivo tempo di caricamento. Ti consiglio di utilizzare uglify.js per questa operazione.
  • Riduci dimensione cookie: I cookie vengono utilizzati per memorizzare i dati che devono persistere tra le richieste. Questi dati vengono inviati ad ogni richiesta e aumentano il tempo di caricamento. Quindi, riducendo le dimensioni dei cookie riduci la dimensione dei dati che vengono trasferiti e diminuisci il tempo di caricamento della pagina. Elimina i cookie non necessari o riduci le loro dimensioni.
Adwords Tutorial

Adwords Tutorial


Adwords Tutorial: In cosa consiste il programma Adwords

Adwords Tutorial: Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Se tutti effettuano ricerche su Google, non credi che sia un buon punto di partenza per pubblicizzare la tua attività?

Ma prima è importante capire come funziona.  Normalmente la prima azione che un utente compie quando desidera un informazione, un servizio o un oggetto, è l’inserimento di una determinata frase all’interno della casella di ricerca. Google legge la frase e in un batter d’occhio mostra la pagina con i risultati.

Al centro della pagina vengono visualizzati i “risultati organici”, cioè quei risultati generati da sofisticati algoritmi, che valutano la pertinenza delle pagine rispetto ai termini di ricerca inseriti.

I risultati sui quali invece si può facilmente essere inseriti, sono quelli che vengono visualizzati nella parte alta della pagina subito dopo la casella di ricerca e sono contrassegnati dalla etichetta Ann.

Si tratta dei collegamenti sponsorizzati, denominati annunci. Una soluzione pubblicitaria che ti consente di ottenere visibilità su Google quando e dove vuoi. Comparire in questi risultati è semplice. Segui questo tutorial e imparerai come fare.

Come attivare i tuoi annunci su Google AdWords

adwords tutorialPer prima cosa occorre creare un account AdWords: segui queste semplici indicazioni. 

Vai sul sito adwords.google.it e fai clic su “Prova AdWords ora”. La procedura per l’attivazione dell’account varia a secondo che si utilizzi già un prodotto di Google (Google+, Google AdSense, etc) oppure no.

Quindi nel caso in cui si abbia già un account Google, inserire il nome utente e la password, altrimenti creare un account Gmail o quant’altro. Una volta entrati in Google AdWords selezionare il Paese, il proprio fuso orario e la valuta da utilizzare.

Cliccare su “continua” e cercare nella casella di posta l’e-mail di avvenuta registrazione. Fare clic sul link di verifica e attivare l’account. Una volta arrivati nel proprio contatto si apre una finestra che ti dà il benvenuto.

Vi è una guida introduttiva che aiuta i principianti nella scelta del budget, nella creazione dell’annuncio, nella selezione delle giuste parole chiavi e un aiuto per il corretto inserimento dei dati per la fatturazione.

Se si conoscono già tutte queste variabili si può creare direttamente la propria campagna pubblicitaria, cliccando il tasto “crea la tua prima campagna”.

In definitiva i dati da inserire saranno poi:

  • definire da chi vuoi essere trovato. Selezionare la lingua e la provenienza geografica dei tuoi clienti, inserendo paese, regione o città.
  • scrivere l’annuncio. Scrivere il titolo dell’annuncio, quindi due righe che descrivano la tua attività in breve.
  • inserire l’URL. Inserire nel modulo l’indirizzo internet completo della pagina di destinazione del vostro annuncio.

I benefici che si ottengono da questo tipo di pubblicità.

new-adwords-clickLa prima cosa che fa un utente quando accede a Google è inserire delle parole nella casella di ricerca, che definiscono ciò che desidera trovare. Perciò dovrai selezionare quelle parole che facciano si che il tuo annuncio venga visualizzata con i termini che pensi i tuoi potenziali clienti usino per trovarti. Queste sono le così dette “parole chiave”. Quanto più sono specifiche le parole chiave tanto maggiore sarà la probabilità di raggiungere quei clienti che cercano esattamente ciò che offri.

Si può scegliere il prezzo massimo che si desidera pagare per ogni click ricevuto dal tuo annuncio e il budget giornaliero totale che sei disposto a pagare. Un vantaggio molto importante del programma di Google AdWords è che pagherai solo se un utente fa click su un tuo annuncio e non solo per ottenere uno spazio pubblicitario, come di solito avviene nella pubblicità tradizionale.

Senza che tu te ne renda conto starai facendo una pubblicità diversa, del tutto differente da quella tradizionale. Non si tratta di normale pubblicità perché pagherai solo per ogni cliente che accede al tuo sito internet. Il prezzo viene stabilito tramite un asta. Perciò bastano pochi centesimi per clic per iniziare a ricevere traffico sulla tua pagina. Inoltre potrai controllare in qualsiasi momento quanto stai spendendo e modificare il budget giornaliero quando e come vuoi.

Non si tratta di pubblicità tradizionale, perché  non c’ è una quantità minima da investire.

Apparire su Google è un opportunità alla portata di tutti. Potrai controllare le tue campagne in tempo reale, modificare gli annunci in qualsiasi momento, attivare e disattivare le campagne in base alle tue necessità. Non sembra pubblicità, ma molto di più: è Google AdWords.

Vuoi comparire tra i risultati di Google, cerchi una soluzione pubblicitaria più diretta e vantaggiosa: digita la pagina: www.adwords.it e crea subito la tua campagna. Inoltre se vuoi che la tua campagna di google adwords sia ottimizzata ed efficiente. contattami per un preventivo gratuito. Sperando che questo articolo su Adwords tutorial ti sia stato utile, aspetto i tuoi commenti. 

 

 

 

 

 

Ranking di un sito web, come incrementarlo

Ranking di un sito web, come incrementarlo


Consigli utili per aumentare il ranking o page rank

Il ranking o page rank è un algoritmo di proprietà di Google che serve per valutare l’importanza di una pagina web rispetto alle altre. Infatti quando effettuiamo una ricerca su Google per una determinata parola chiave, l’algoritmo applica una serie di criteri e infine valuta e ci presenta come risultato della ricerca, le pagine più pertinenti per quella determinata parola chiave.

Qualche anno fa il page rank rivestiva un ruolo determinate nel processo di valutazione, adesso è uno tra i 200 circa criteri di valutazione anche se è ancora molto significativo. 

L’ottimizzazione per i motori di ricerca di ogni pagina di un sito web è una parte importante del marketing sul web e chi si appresta a fare impresa deve conoscere questo meccanismo se vuole sfruttare le opportunità di business che internet offre.

Di seguito troverete alcuni consigli utili per ottimizzare le pagine del vostro sito web e migliorare la loro visibilità. 

Contenuti utili

Chi ha un’attività e comprende l’importanza del web per il proprio business, sa quanto sia importante che le pagine del sito web aziendale siano visitate dagli utenti. La cosa più importante, il consiglio più importante che posso dare è di creare pagine utili, pagine che abbiano un valore per chi le legge.

Noi tutti siamo fruitori della rete e quindi sappiamo bene che quando cerchiamo qualcosa su Google e atterriamo su una determinata pagina, vogliamo soddisfare una nostra necessità. Se ad esempio abbiamo pianificato un acquisto, cerchiamo caratteristiche tecniche, parere degli utenti e prezzi di un determinato prodotto, se cerchiamo informazioni su qualcosa o qualcuno desideriamo trovare una lettura chiara ed esaustiva sull’argomento.

L’utilità della lettura è determinata dalla qualità dei contenuti.  Affinché ciò sia possibile, è necessario che il contenuto sia utile, l’argomento trattato interessante di moda per così dire, sia fruibile dai più e che riceva quanti più contatti possibile, anche dopo molto tempo.

Pensare alle ricerche degli utenti

Mettersi nei panni degli utenti e quindi dei “potenziali” clienti, e pensare quali ricerche faranno, è il miglior modo per sapere se le parole chiavi da voi scelte sono quelle più appropriate per la vostra campagna di web marketing. Preferibile ovviamente cercare quelle parole non scelte da altri siti.

Chiedere ad un esperto

E’ sempre meglio rivolgersi ad un esperto di ottimizzazione di siti per motori di ricerca. Affidare l’incarico di migliorare la visibilità del proprio sito web ad una persona, o ad una web agency può essere una buona strategia di marketing, che alla lunga paga.

Utilizzate video

Girate dei brevi filmati; questo non solo darà maggiore visibilità all’azienda ma aumenterà anche le visite e lo scambio di video tra utenti.

Aggiornamento sito

Quanto più spesso aggiornate il vostro sito, più Google penserà che sia importante. Se per esempio pubblicate un post tutti i giorni o anche più volte al giorno, ai motori di ricerca il vostro sito sembrerà una grande fonte di informazione. Con ciascun contenuto pubblicato, aumentano le probabilità di competere con altri siti per parole chiavi nuove.

Tag e parole chiavi

Due modi per aumentare la visibilità sono l’utilizzare i tag (che non sono altro che delle etichette che poniamo ai nostri articoli) e le parole chiavi (Gli 11 Comandamenti sull’uso delle Keywords).

Capire i web crawler per capire come funziona il web

Capire i web crawler per capire come funziona il web


Come funziona un web crawler

Il world wide web è ricco di informazioni. Se vuoi conoscere e approfondire un argomento, quasi certamente puoi trovare tutte le informazioni online. Ma come puoi trovare la risposta che desideri, quando il web contiene migliaia di miliardi di pagine? Sai dove guardare?

Fortunatamente abbiamo i motori di ricerca che lo fanno per noi. Ma come fanno i motori di ricerca a sapere dove guardare? In che modo i motori di ricerca possono consigliare alcune pagine dei trilioni esistenti?

La risposta si trova nel web crawler

I web crawler sono programmi che eseguono la scansione del Web, “leggendo” tutto ciò che trovano. I web crawler sono anche noti come spider, bot o indicizzatori automatici.

Questi crawler analizzano le pagine Web per vedere quali parole contengono e dove vengono utilizzate. Il crawler trasforma i risultati acquisiti in un enorme indice. L’indice è fondamentalmente una grande lista di pagine web e di parole che le caratterizzano.

Quando chiedi (query) a un motore di ricerca pagine sugli ippopotami, il motore di ricerca controlla il suo indice e ti fornisce un elenco di pagine che menzionano ippopotami. I web crawler effettuano regolarmente la scansione del web in modo da avere sempre un indice sempre aggiornato.

Le implicazioni SEO dei web crawler

Ora che sai come funziona un web crawler, puoi immaginare il potenziale impatto che può avere sul modo in cui ottimizzi il tuo sito web.

Ad esempio, se vendi fiori, è importante che tu scriva su piante e fiori per il tuo sito web. Se non crei ottimi contenuti sui fiori, i motori di ricerca non suggeriranno mai il tuo sito agli utenti che stanno cercando informazioni su fiori e piante.

Tuttavia i motori di ricerca sono andati ben oltre questa logica che ha caratterizzato da sempre il web. Oggi infatti riescono a suggerire agli utenti, pagine e contenuti che rispecchiano sempre più fedelmente l’intento della ricerca. 

Che cosa vuol dire intento di ricercaVuol dire che se un utente sta cercando informazioni per acquistare online dei fiori riceverà un risultato differente da chi invece sta cercando solamente delle informazioni generiche sulla coltivazione dello stesso fiore.

È anche importante notare che i web crawler non si limitano a prestare attenzione a quali parole trovano, ma registrano anche dove sono state trovate le parole.

Quindi il web crawler sa che una parola contenuta in titoli, metadati e le prime frasi sono probabilmente più importanti che nel contesto della pagina, e che le parole chiave nelle posizioni principali suggeriscono che la pagina è davvero incentrata “su” quelle parole chiave.

Il fatto che i web crawler controllino regolarmente il web per assicurarsi che il loro indice sia aggiornato suggerisce anche che avere sempre contenuti nuovi e freschi sul tuo sito web è una buona cosa.

Non tutti i contenuti possono essere trovati dai web crawler

I web crawler sono programmi che a prima vista potrebbero sembrare molto semplici.
Iniziano con un elenco di collegamenti da esaminare e quindi seguono i collegamenti che trovano. Sembra semplice, giusto? Bene, sì lo sono, finché non arrivano a pagine complesse con contenuti dinamici.

Pensa a contenuti Flash, moduli, animazioni e altre risorse dinamiche. Ci sono molti motivi per cui un web crawler non veda il tuo sito web nello stesso modo in cui lo fanno i tuoi utenti.

In effetti, molte aziende adottano misure per garantire che i web crawler “vedano” tutti i contenuti disponibili. Tuttavia questo potrebbe rappresentare un problema per i siti web con molti contenuti dinamici, visibili solo dopo la ricerca dei contenuti.

Il ruolo di Robots.txt

Puoi dare istruzioni ai web crawler inserendoli in un file chiamato robots.txt.
Potresti chiedere ai web robot di ignorare il tuo sito web o saltare alcune sezioni.
Potresti anche voler aiutare il robot ad accedere a ogni parte del tuo sito Web, in particolare se disponi di un sito web complesso o dinamico.

Indici del motore di ricerca

Una volta che il crawler ha trovato le informazioni , eseguendo la scansione sul Web, il programma crea l’indice. L’indice è essenzialmente una grande lista di tutte le parole trovate dal crawler, oltre alla loro posizione.

Perché l’indicizzazione è solo l’inizio…

Per dare risposte pertinenti alle query di ricerca, i motori di ricerca devono interpretare i collegamenti nel loro indice. I motori di ricerca utilizzano algoritmi, che sono essenzialmente equazioni complesse, per “valutare” il valore o la qualità dei collegamenti nel suo indice.

Quindi quando cerchi “ippopotami”, il motore di ricerca prenderà in considerazione centinaia di fattori quando scegli quali siti web offrire all’utente.

Tra i fattori principali che i motori di ricerca considerano , sono inclusi :

  • Quando la pagina è stata pubblicata.
  • Se la pagina include testo, immagini e video.
  • La qualità del contenuto.
  • La corrispondenza alle query di ricerca dell’utente.
  • La velocità di caricamento della pagina e del sito web.
  • Quanti link da altri siti web puntano al contenuto.
  • Quante persone hanno condiviso i tuoi contenuti online …

…e molti altri. In un post futuro esamineremo più in dettaglio i 200 fattori che Google considera quando forniscono i risultati di ricerca.

Penalizzazioni e deindicizzazione da Google

Google non desidera raccomandare siti web di scarsa qualità, quindi se ti impegni in una serie di pratiche di spam potresti essere penalizzato dall’indicizzazione del tuo sito web. Cosa significa?

Significa che il tuo sito web non sarà più presente nell’indice di Google, pertanto il tuo sito web non verrà più visualizzato nei risultati di ricerca di Google.

Come puoi immaginare, questo è uno scenario catastrofico per qualsiasi azienda che abbia una presenza online. Affidarsi dunque a professionisti del settore , può essere la strada migliore per non incappare in spiacevoli quanto dannosi inconvenienti.

Analisi seo di un sito web

Analisi seo di un sito web


Analisi SEO: come capire perché il sito web non riceve visite

Effettuare l’ analisi SEO di un sito web è fondamentale per conoscere le cause che impediscono il desiderato posizionamento nelle prime pagine dei motori di ricerca.

La SEO e cioè l’ ottimizzazione per i motori di ricerca, è oggi fondamentale per il successo di qualsiasi sito web.

La maggior parte dei siti web però e questo in modo particolare in Italia, non è ottimizzata in maniera corretta, anche se il processo SEO dovrebbe essere un impegno costante fin dalle prime fasi di progettazione del sito.

Molti imprenditori si rendono conto della necessità di effettuare l’ottimizzazione SEO mesi o anni dopo che il loro sito è online.

Ed è allora che avranno probabilmente bisogno di una analisi SEO che misurerà e riferirà sui principali fattori che influenzano il posizionamento naturale nei motori di ricerca.

Una approfondita analisi SEO ed un consulente SEO sapranno valutare e dare nuovo slancio ad un sito non ottimizzato.

Il consulente SEO, si concentrerà sulle questioni principali e fornirà consigli personalizzati e una ‘tabella di marcia SEO’ per riparare tutte le imperfezioni del vostro sito.

Cosa e dove guardare

La guida introduttiva di Google all’ottimizzazione dei motori di ricerca è un ottimo punto di partenza ma, in alternativa, un’ analisi SEO approfondita è il primo passo da fare se si vuole capire come mai un sito web non si posiziona nelle prime pagine dei motori di ricerca.

Ecco i passi fondamentali che ogni esperto di SEO (o anche solo il proprietario di un sito web) dovrebbero seguire:

Tag <title> 

Il titolo della pagina è una parte molto importante della SEO.

E’ proprio da qui e dal meta name=”description” che i motori di ricerca con i loro algoritmi cercano di capire l’argomento di cui tratta la pagina web in analisi.

Esso dovrebbe includere la parola chiave corretta per ogni pagina che si desidera ottimizzare.

Si dovrebbe anche garantire una lunghezza del titolo adeguata, dal momento che la lunghezza massima che i motori di ricerca mostreranno, è tra i 55 caratteri e i 60 caratteri.

Meta name=”description”

Ogni pagina del tuo sito web deve avere una descrizione che va caricata nel campo Meta name=”description”.

La descrizione è quel breve riassunto che compare all’atto della ricerca all’utente, sempre se il tuo sito compare nei risultati delle ricerche. -:)

Da questo puoi capire quanto sia importante riassumere al meglio e in pochi caratteri l’argomento della tua pagina, cercando di inserire la parola chiave poiché’ i motori di ricerca utilizzano anche il campo descrizione per ricavare l’argomento della pagina.

Anche per la descrizione, la lunghezza massima ottimale sta tra i 300 e 310 caratteri.

Reindirizzamento 301 e rel=Canonical 

Nel web, siamo abituati a scrivere l’ URL di un sito indifferentemente preceduto o no dal www.

Per i motori di ricerca però, la pagina http://miosito.it/ e la pagina che inizia con il www. http://www.miosito.it/ sono due pagine diverse.

Per questo motivo è necessario utilizzare apposite istruzioni di redirect 301 per evitare il disperdersi della vostra visibilità sul web.

Discorso analogo per pagine con contenuti simili.

Ad esempio per un e-commerce dove un singolo prodotto può avere più pagine per taglie e colori diversi.

In questa situazione occorre gestire con il comando di rel=canonical la questione per garantire che gli utenti e i motori di ricerca vengano indirizzati alla pagina corretta e non vengano erroneamente indotti, da contenuti duplicati a penalizzare il vostro sito web.

Ottimizzazione della URL

Se avete mai provato ad acquistare un dominio, vi sarete resi conto della difficoltà di trovare nomi liberi.

Se non dovete utilizzare il brand avrete notato che la maggior parte dei nomi della nicchia di interesse sono già occupati.  

Questo è dato dal fatto che l’ indirizzo web della pagina dove possibile, dovrebbe contenere tutta o in parte la parola chiave per ottenere un vantaggio, lato SEO.

Pensate al vantaggio in termini di posizionamento che il sito di un hotel di roma che possiede il dominio www.hotelroma.it ha su tutta la sua concorrenza. Non è forse ‘hotel roma’ la parola chiave più cercata di quella nicchia di business ?

Meta name=”keywords”

C’e’ stato un tempo in cui Google e tutti gli altri motori di ricerca, cercavano di capire l’argomento della pagina dal meta name=”keywords”.

Molti ne hanno approfittato utilizzando questa opportunità per trarne vantaggi utilizzando chiavi non pertinenti ma molto usate per posizionare i propri siti.

Oggi la situazione è cambiata. 

Assicuratevi di rimuovere il meta name keyword da ogni pagina in quanto non offre più alcun vantaggio SEO anzi, alcuni motori di ricerca, lo trattano come spam in quanto siti di bassa qualità utilizzano questo tag per spammare decine di parole chiave.

Authorship

Anche se dopo i recenti aggiornamenti di Google, l’authorship ha perso importanza per la SEO, collegare i propri articoli attraverso la triangolazione tra il profilo di Google Plus, il markup authorship e il tag rel = autore della pagina, resta una valido motivo per ‘rivendicare’ il lavoro fatto sul web.

E poi non si sa mai, magari l’authorship potrà riprendere importanza in futuro…

Sitemap

Una Sitemap HTML permette ai visitatori di navigare facilmente un sito web.

Si tratta di un elenco in versione testo di tutte le pagine del tuo sito web. In questo elenco, Il testo di ancoraggio è collegato alla pagina a cui si riferisce.

Ma non basta. E’ molto importante, ai fini SEO, che una versione della Sitemap in formato xml, sia presente sul tuo sito e collegata con la search console (ex webmaster tools) di Google.

La Sitemap.xml e cioè l’elenco delle pagine del tuo sito web, facilita la corretta indicizzazione del tuo sito e la lettura che periodicamente i robot dei motori di ricerca fanno sul tuo sito, per verificarne freschezza novità ed aggiornamenti.

404 pagine di errore

Create una pagina di codice 404 personalizzata. L’ errore 404 viene generato quando un utente cerca un link non funzionante o morto.

L’errore 404 è uno degli errori più riconoscibili che gli utenti possono trovare sul web.

Si tratta di una buona pratica personalizzare la pagina di errore 404 in modo che includa una breve mappa del sito o una funzione di ricerca per il sito stesso.

Questo aiuta l’utente a trovare le informazioni che sta cercando e lo scoraggia dal lasciare il vostro sito web.

Conclusioni

Un’ analisi SEO è il primo fondamentale passo per l’intera procedura SEO, e se non viene eseguita correttamente, la procedura sarà basata su false stime.

E’ anche molto importante quando si desidera conoscere i motivi per cui un sito web non si posiziona nelle prime pagine dei motori di ricerca.

Da questa analisi, si può’ stabilire l’impegno SEO necessario a porre rimedio al problema.

 

 

Seo hero ovvero come ottimizzare i contenuti

Seo hero ovvero come ottimizzare i contenuti



In questo articolo vorrei parlarvi di SEO Hero, un tool online completamente gratuito che si rivela molto prezioso per la creazione di una efficace strategia di contenuti

E’ un tool gratuito e lo sviluppatore Walid Gabteni si è concentrato sulla sostanza: essendo uno strumento gratuito ed in beta test, potreste trovare qualche baco ma vi assicuro che un piccolo errore non sminuirà il valore di questo software, unico nel suo genere almeno nel panorama italiano.

Seo hero e la seo semantica

Sappiamo che con l’avvento della seo semantica, delle entità definite in schema.org e dello sviluppo delle interrogazioni ‘vocali’, l’interesse di google è quello di capire l’argomento di una pagina dalle relazioni tra i termini piuttosto che capire quale parola viene usata più volte.

Per ottimizzare i contenuti dobbiamo concentrarci non solo su una parola chiave ma soprattutto sulle parole collegate al topic, all’argomento del nostro contenuto. Facciamo un esempio

Se volessimo ottimizzare una pagina web per l’argomento ‘ravioli del plin’, il motore di ricerca si aspetterebbe di trovare anche alcuni tra i termini correlati come ad esempio ‘pasta fresca’, ‘pasta ripiena’, ‘primi piatti’, ‘burro e salvia’ e cosi’ via.

In breve SEO Hero partendo da una parola chiave, analizza i contenuti delle prime 100 pagine ed estrae i termini correlati con vari parametri che ci aiutano a capire quanto i singoli termini sono legati alla parola chiave di ricerca.

Ma facciamo un caso pratico che aiuti a capire di più. Per prima cosa navighiamo sino al sito di seo hero al seguente indirizzo web: http://www.seo-hero.tech/

Seo Hero e le entità

Inseriamo la chiave di ricerca e selezioniamo il database di Google nella lingua che ci interessa e diamo invio. Nell’esempio ho effettuato una ricerca su Google.it per la chiave ‘agnolotti alla piemontese’.

seo hero free

Dopo un paio di minuti di attesa per il completamento della ricerca e cioè fino a che la barra verde non è completa, otteniamo una videata simile a quella in figura.

Una pagina divisa in due sezioni: a sinistra le parole singole (ma non sempre) e sulla sezione di destra le frasi da almeno due parole e molte colonne che adesso esamineremo. Prendiamo sezione di destra.

  • DF (document frequency): Se osserviamo il DF della parola chiave ‘noce moscata’ che è 35% possiamo dedurne che tra le prime 100 pagine sulla serp che si piazzano per la parola chiave ‘agnolotti alla piemontese’ il 35% di quelle pagine contiene anche la chiave ‘noce moscata’.
  • W (words): Se rimaniamo nell’ambito della chiave ‘noce moscata’ sappiamo che tra le pagine che contengono questa chiave la media di parole del contenuto è di 1042 parole.
  • Occur (occurency):  Tra le prime 100 pagine per ‘agnolotti alla piemontese’ e nel 35% che contengono la chiave ‘noce moscata’, si è riscontrata una media di 2,3 ripetizioni.
  • TF (term frequency): è la densità
  • html: per questa opzione c’e’ una lente di ingrandimento che ci porta alla sezione HTML insight che vedremo dopo.
  • Txt: con questa, quella a forma di occhio, possiamo vedere dei suggerimenti delle vere e proprie frasi estrapolate tra le prime 100 pagine, che contengono la chiave di riferimento ‘noce moscata’ e in pratica come è stata usata nelle altre pagine.
  • LT: cliccando su questa colonna vedrete info sulle longtail di ‘noce moscata’

HTML Insights

Come dicevamo, la colonna html ci porta ad una nuova opzione presente anche nei tab della videata: gli html insights. Selezionando la lente di ingrandimento in corrispondenza della riga ‘noce moscata’ ci compare una nuova videata.

htlm insights

In questa videata per la chiave ‘agnolotti alla piemontese’ sono presenti le pagine che contengono anche la chiave ‘noce moscata’. Le colonne corrispondono ai tag html dunque vediamo insieme a dati già presenti nella videata principale anche altri tipo titl (title) desc(description), h1, h2, a (sono i link), b (bold), h3, h4, h5, h6, img (immagini), imga (link sulle immagini), li (elementi di lista), span (elementi di span).

html insights dettaglio

Che cosa ci dice questa videata? Nell’esempio che ho postato e che riguarda ‘agnolotti alla piemontese’ quello che c’e’ da notare è come le prime pagine si posizionano utilizzando i tag html in maniera a volte molto molto differente.

Notate ad esempio il numero di parole nel testo o la presenza della chiave di ricerca nella pagina. Addirittura ci son pagine che si posizionano senza avere la parola chiave nella descrizione. In pratica questa videata è una lente di ingrandimento sulla SEO onsite dei competitors di una determinata chiave di ricerca.

Concludendo questa breve presentazione che spero vi sia di stimolo per provare seo hero, trovo che sia un tool molto utile e che l’autore continui su questa strada migliorandolo sempre di più. Fatemi saper con i vostri commenti che cosa ne pensate. Alla prossima.

 

 

 

Come creare una pagina di errore 404 personalizzata

Come creare una pagina di errore 404 personalizzata


Tra tutti gli errori che allontanano i visitatori dal tuo sito web, l’errore 404 è al primo posto. Quando gli utenti atterrano su una pagina e non trovano ciò che si aspettavano, la cosa più probabile che faranno è lasciare il tuo sito e trovarne un altro.
Pertanto, creare una pagina di errore 404 personalizzata che offra scelte e informazioni è importante per migliorare l’user experience del sito e non perdere potenziali clienti.
Se non sei un’esperto ti consigliamo di affidarti ai nostri servizi di realizzazione siti Web a Torino. Se invece hai le competenze e vuoi provare a personalizzare una pagina errore 404, continua a leggere questo tutorial.

Le cause dell’errore 404

La pagina di errore 404 viene generata quando il server non riesce a trovare un contenuto specifico. Questo vale per un articolo o un’immagine. In generale, ci sono 4 motivi che causano l’errore 404 in un sito web.

  • Mancata installazione mod_rewrite.
  • Modifica del permalink.
  • Codice errato nei file index.php o search.php.
  • Eliminazione di una pagina.

Mod_rewrite – Per far funzionare il tuo permalink, devi assicurarti che mod_rewrite sia installato correttamente sul tuo server. Quindi, se appare una pagina di errore 404, la prima cosa da fare è controllare se c’è qualcosa di sbagliato nel mod_rewrite.

Modifica del permalink – Se hai cambiato di recente l’impostazione del permalink sul tuo sito WordPress, probabilmente, gli utenti non riusciranno ad accedere ai contenuti con i vecchi url.

Codice errato in Index.php o Search.php – Qualsiasi codice errato presente in questi file può portare a pagine o indirizzi non validi.

Eliminazione di una pagina – Se di recente hai eliminato una pagina, perchè aveva contenuti vecchi e obsoleti, o il tuo ecommerce ha modificato il catalogo dei prodotti, le vecchie pagine o i prodotti eliminati restituiranno una pagina di errore 404.

Oltre a conoscere cosa sta provocando una pagina errore 404 sul tuo sito web, è necessario adottare anche misure efficaci per limitare gli effetti negativi di un errore 404.

Suggerimenti su come creare una pagina di errore 404 personalizzata

Dunque è necessario progettare attentamente la pagina di errore 404 per mantenere sul proprio sito il maggior numero di visitatori possibile.

Detto questo ti guideremo nella creazione di una pagina di errore 404, fornita di un design personalizzato e di informazioni utili, che aiuteranno a trattenere i visitatori e a guidarli verso altre pagine del tuo sito web.

  1. Crea un modulo di ricerca
    La pagina di errore 404 di default non è affatto utile. Per un cliente che sta cercando i tuoi servizi o prodotti, imbattersi in una pagina 404 , potrebbe considerarti un gestore poco attento e non tornare più. La creazione di un modulo di ricerca interno al sito è una buona scelta. Ciò consente alle persone di cercare le informazioni sulla pagina ed essere indirizzato ad un’altro contenuto pertinente.
  2. Rendere familiare la pagina 404
    Quando i visitatori visualizzano una pagina di errore 404, possono credere di aver lasciato il tuo sito web. Pertanto, è necessario fornire loro suggerimenti che indichino che sono ancora sul tuo sito web. Per fare questo puoi creare un banner che contenga il logo della tua azienda o scrivere dei contenuti che rimandano in modo inequivocabile al tuo sito.
  3. Immagini adeguate
    Se un visitatore atterra su una pagina di errore 404  ha bisogno di capire perchè non trova quello che stava cercando. Praticamente, ha bisogno di scuse. Va bene se l’immagine è una foto di persone o un’immagine vettoriale. In ogni caso dovrebbe contenere un’ espressione triste. Solo in questo modo i lettori del tuo sito possono percepire le tue sincere scuse.
  4. Offri alcuni collegamenti utili
    Potresti aggiungere link che guidano i tuoi clienti alla home page del sito web. Oppure fornire link ai post più popolari, quelli più commentati, o i post più recenti. Insomma con l’inserimento di alcuni di questi collegamenti, la tua pagina 404 può essere utile per i visitatori che non hanno trovato i contenuti che cercavano, senza dover abbandonare il sito web.
  5. Rapporto sui collegamenti interrotti
    I collegamenti interrotti danneggiano l’esperienza dell’utente e il posizionamento SEO. Se hai un gran numero di articoli inclusi nel tuo sito web, eliminare o correggere i collegamenti interrotti tempestivamente può essere un problema. Quindi dovresti prendere in considerazione di utilizzare strumenti per individuare e correggere collegamenti interrotti, o consentire ai visitatori di segnalare i collegamenti interrotti nella pagina di errore 404.
  6. Impedisci l’indicizzazione di pagine 404
    Tutto ciò che hai fatto fin qui, è rendere la pagina 404 più utile e bella.
    Una pagina 404 personalizzata fornirà una migliore esperienza utente.
    Ma a parte questo, probabilmente vuoi impedire anche che la pagina venga indicizzata. In questo caso, è necessario che il server restituisca un codice di stato HTTP 404 effettivo.