Semrush la guida definitiva al monitoraggio delle keywords

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Semrush è uno strumento reperibile online, utilizzato tutti i giorni dai professionisti del marketing internazionale per ottenere informazioni sulle modalità in cui i prodotti sono ricercati e promossi sul web.

 

 

Semrush la guida definitiva alle keywords

 

Il tipo di ricerche, il posizionamento online e la spesa dei concorrenti sono elementi utili per definire corrette strategie di marketing.

Vi sono prodotti interessanti come Seoprofiler oppure Majestic ma a mio parere, Semrush è il migliore (e non mi pagano per affermarlo :-))

Questo post su Semrush è un tutorial che ha l’obiettivo di mostrare, anche a chi non è proprio un esperto SEO, quali sono le principali funzioni e come poterle sfruttare per analizzare l’andamento del proprio sito web. 

semrush-rapporto-keywords

Per questa guida useremo la versione gratuita e limitata di Semrush e come sito dimostrativo su cui fare la nostra recensione, utilizzeremo il sito ufficiale del Torino Calcio, per la precisione il sito del TorinoFC la gloriosa società granata ricca di storia e tradizioni, di cui sono un orgoglioso tifoso.

Detto ciò, dopo esserci portati sul sito Italiano di Semrush, e cioè https://it.semrush.com/ inseriamo l’indirizzo web del sito che vogliamo analizzare, nel nostro caso digiteremo torinofc.it.

Vi ricordo che Semrush è un prodotto professionale e come molti altri a pagamento ma, previa registrazione, è possibile effettuare un numero limitato di ricerche giornaliere.

 

Grafico organico e ADS

 

Questa è la videata che riceviamo in risposta, diamo un’occhiata per vedere che cosa ci può essere utile.

La prima cosa che salta all’occhio è il grafico sulla destra che mostra, con step che vanno dagli ultimi 30 giorni a più anni, l’andamento della ricerca organica e degli ADS (annunci a pagamento) del sito in questione.

In questo caso i dati degli ADS non sono presenti.

 

torinofc-grafico

Box Panoramica

semrush-posizionamentoAppena a sinistra del grafico, compare un interessante box che fornisce una serie di utili informazioni:

  • Posizionamento Semrush: il numero di parole chiave che rientrano nei primi 20 risultati dei motori di ricerca, 2264 nel caso di Torinofc.it;
  • Traffico organico: il numero stimato di visitatori, al mese, generati dalle 2264 parole chiave, 137995 nel nostro caso.
  • Prezzo del traffico organico, in dollari : costo per portare lo stesso numero di visitatori attraverso gli ADS 31736$ per il sito del Torino FC.

Infine ci sono alcune info sul Traffico ADS di che il sito del Torino FC non utilizza.

Piu’ sotto, all’interno della stessa videata, notiamo altri due box interessanti:

  • Parole chiave organiche
  • Concorrenti nella ricerca organica

Box parole chiave organiche

 

 

semrush-parole-chiave-organicheIl rapporto sulle parole chiave è molto importante poiché ci fa vedere per quali parole chiave è posizionato un sito.

Il lavoro che fa un SEO è di ottimizzare un sito per determinate parole chiave: con questo rapporto possiamo vedere non solo se si è raggiunto il successo ma anche le parole che sono, per così dire, ‘giunte a rimorchio’ di quelle programmate.

In questa videata compare un’anteprima in cui ci viene mostrata

  • La chiave di ricerca (keyword).
  • La posizione (dell’ultimo rilevamento, e tra parentesi, del penultimo rilevamento).
  • Il volume di ricerche mensili per keyword.
  • Il costo per click (CPC) per keyword degli annunci a pagamento.

Semrush ha un database proprietario per quello che riguarda i dati delle ricerche.

Questo database viene aggiornato regolarmente e vedremo nel dettaglio come avviene il processo.

Per quanto riguarda i volumi di ricerca, i dati sono quelli di Google (nella versione a pagamento). Da questo box possiamo andare nel dettaglio cliccando su ‘Rapporto completo’, oppure ottenere lo stesso rapporto su file excel o CSV cliccando su ‘Esporta’.

Box parole chiave: Rapporto Completo

semrush-rapporto-keywords

 

 

Con questa selezione ci troviamo nel cuore delle informazioni che ci fornisce Semrush. Come prima cosa, il rapporto è ordinato per i dati di una determinata colonna ed è possibile riordinarlo per qualsiasi colonna, il che fornisce utili e interessanti viste dei dati presentati.

Per default, il report è ordinato per la colonna ‘Traffico %’, ne riparleremo più avanti. Dunque analizziamo le colonne sulla base della prima parola chiave del nostro esempio e cioè, la parola chiave ‘Torino fc’.

Le colonne mostrano:

  • Colonna POS: La posizione attuale e, tra parentesi, la posizione della precedente rilevazione. Attenzione a non dimenticare da quanto tempo questo dato è stato analizzato (vedi colonna ‘last update’). Nel nostro esempio se cerchiamo su Google la chiave ‘torino fc’ scopriamo, con poca sorpresa direi, che il sito www.torinofc.it è in prima posizione e lo era anche in data della precedente rilevazione per l’interrogazione ‘torino fc’;
  • Colonna VOL: Il volume medio delle ricerche per la keyword in esame, rilevato negli ultimi 12 mesi.
  • Colonna CPC : Il costo medio, in dollari, di ogni click su per gli annunci a pagamento per questa ricerca. 
  • Colonna URL : L’indirizzo web della pagina mostrata per questa interrogazione (dove la keyword è stata rilevata come performante). 
  • Colonna Traffico % : Il rapporto tra il numero di visitatori che arrivano al sito da questa interrogazione di ricerca, e tutti i visitatori che arrivano dai risultati di ricerca.
  • Colonna Costi % : Il rapporto tra il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori per questa interrogazione di ricerca e il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori target che arrivano a questo sito dai risultati di ricerca.
  • Colonna Com: Indice di concorrenza degli inserzionisti di annunci a pagamento: maggiore è il numero, più alta è la concorrenza.
  • Colonna Risultati: Numero dei risultati di ricerca, quante pagine il motore di ricerca conosce per questa interrogazione
  • Colonna Tendenza: Un piccolo grafico ad istogrammi per mostrare il riscontro delle ricerche suddiviso per mese
  • Colonna SERP source: Mostra istantaneamente una pagina con i risultati per la ricerca della keyword in esame
  • Colonna Last update: Mostra la data dell’ultima volta che la keyword è stata analizzata. Dato molto importante perchè a volte si tende a pensare che il report fornisca sempre dati ‘freschi’ ma non sempre e non per tutte le chiavi, è cosi. Vi faccio notare, inoltre, che i dati non vengono rinfrescati in maniera omogenea per tutte le chiavi.

 

Come leggere questo report

 

Viste brevemente le colonne, vediamo come ottenere le informazioni utili per capire quali sono le chiavi più importanti del nostro business, quali performano e quali no.

La prima cosa da fare è guardare il report cosi’ come è, per dare un’occhiata alla colonna Traffico % che ci dice quanto pesa allo stato attuale sul sito ogni interrogazione.

Nel nostro esempio, la chiave ‘Torino fc’ porta un 30,82 % di tutte le ricerche che associato al volume di 90500 interrogazioni mensili, ne fanno un’ottima chiave.

Bisogna sempre guardare ai volumi e a quante visite una chiave porta. Molti si fermano solo a guardare la posizione e si accontentano di essere primi o in prima pagina.

Ma per quale interrogazione ? Che valore ha essere in prima pagina per una interrogazione che viene effettuata poche decine di volte in un mese ?

La posizione è importante nella valutazione di una parola chiave ma altrettanto importante è il volume di interrogazioni che questa chiave porta con se.

Verificare la percentuale di traffico di una chiave è importante.

Potreste scoprire che una chiave a cui non davate molto peso, in realtà’, vi porta molto traffico.

Un’altra cosa sulla quale riflettere è la URL che il motore di ricerca ‘vede’ per questa interrogazione.

E’ possibile e non infrequente avere 2 o più’ pagine che sono ottimizzate per la stessa parola chiave.

Un’altra colonna che vi consiglio di guardare è quella del CPC che aiuta a capire quanta concorrenza esiste per ogni chiave di ricerca e quanto ci potrebbe costare un’ipotetico click.

Sottolineo ancora una volta, infine, l’importanza della colonna ‘last update’.

E’ importante verificare da quanto tempo il dato non viene aggiornato: una posizione 2(2) che non viene aggiornata da 1 mese o più ci può far dubitare che la posizione possa essere ancora attuale.

 

Box Concorrenti nella ricerca organica

 

Come già detto, Semrush è un’ottimo strumento per valutare il lavoro di ottimizzazione svolto sul sito attraverso le parole chiave, i volumi e la concorrenza esistente.

La concorrenza è uno degli aspetti da non dimenticare quando si ottimizza un sito.

Vediamo come ci aiuta Semrush.

concorrenti

 

Semrush prende in esame e ci mostra tutte le chiavi di ricerca che compaiono entro le prime 20 interrogazioni dei motori di ricerca.

Questo punto comune di partenza ci puo’ aiutare a valutare l’andamento del nostro sito e  quello dei nostri concorrenti. Guardiamo l’immagine qui sopra.

Ci mostra i siti dei nostri 5 concorrenti più agguerriti.

Le informazioni che ci mostra sono:

  • Dominio.
  • Livello della competizione. Un’istogramma che mostra, graficamente, quanto il dominio in questione sia simile al nostro per la tipologia di chiavi di ricerca che utilizza.
  • Parole chiave in comune.
  • Parole chiave organiche. (il numero di parole chiave che si classificano entro i primi 20 risultati della ricerca organica).

Identificare i propri concorrenti per verificare cosa fanno e come lo fanno è un punto importante per capire come aumentare la visibilità del proprio sito web.

Cliccando su concorrenti della ricerca organica, questo stesso box si espande mostrandoci le ulteriori colonne.

concorrenti-ricerca-organica

 

  • Traffico organico. Il numero di visite mensili del sito
  • Prezzo traffico organico. Costo stimato acquistando lo stesso numero di visitatori attraverso annunci a pagamento.
  • Parole chiave Ads. Numero di parole chiave che il sito ha nei Top 20 degli annunci a pagamento.

Conclusioni

 

Semrush è un’ottimo software e già’ nella versione gratuita e limitata, mostra i propri punti di forza.

Naturalmente questo è solo un punto di partenza, al suo interno nella versione a pagamento, oltre al non avere il limite dei 10 migliori risultati per ogni Box, troviamo altri strumenti come il raffronto tra due siti, il keyword difficulty, il site audit e molte altre cose.

Spero che questa piccola introduzione a Semrush vi sia stata utile.

Con questo si conclude l’articolo “Semrush la guida definitiva”, provatelo e commentate la vostra esperienza con Semrush.

Come ottimizzare Google My Business per le attività locali

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In questa guida ti darò indicazioni su come ottimizzare Google My Business poiché molti non sanno che più il profilo dell’attività è ottimizzato e maggiori sono le probabilità che venga mostrato a un utente della tua area geografica quando cerca prodotti e servizi come quelli che offri tu.

Google My Business è uno strumento gratuito che l’azienda di Mountain View mette a disposizione dei proprietari di piccole imprese per promuovere la propria attività locale sul motore di ricerca Google e su Google Maps

Ho già scritto una guida su Google My Business che puoi trovare a questo link,  in questo articolo voglio darti alcune indicazioni su come ottimizzare Google My Business per le attività locali.

Al seguente link il sito ufficiale di Google.

A questo link la pagina di Wikipedia sull’argomento.

Tanto per cominciare Google My Business è’ un’ottima opportunità di marketing per la tua azienda, in particolare se è un’azienda che opera in prevalenza su un determinato territorio.

Se hai rivendicato la pagina della tua attività su Google My Business e pensi che il lavoro sia finito, purtroppo ti sbagli.

Adesso è il momento di ottimizzare la tua pagina per cogliere il momento in cui il consumatore ha bisogno di prodotti e servizi simili ai tuoi.

I bisogni dei consumatori riguardano essenzialmente il ‘sapere’, ‘andare’, ‘fare’ o ‘acquistare’.

Quando il consumatore si trova in uno di questi momenti per soddisfare il suo bisogno, agisce con una ricerca su un dispositivo mobile correlato alla sua posizione geografica.

Per questo motivo è fondamentale che la tua attività si presenti in modo coerente e professionale su ogni dispositivo.

Per acquisire una quota di queste ricerche è consigliabile ottimizzare la pagina aziendale su Google My Business.

Tramite questa applicazione puoi pubblicare gli orari di apertura, gli aggiornamenti sulla tua attività, foto e video che aiutano il consumatore a conoscerti e a fidarsi del tuo marchio.

Dal punto di vista dei motori di ricerca, un profilo ottimizzato di Google My Business conferma al motore di ricerca che la tua attività è un risultato pertinente per quel consumatore.

Questo aumenta di molto la visibilità del tuo marchio su Google.

 

Ottimizzare Google My Business in cinque semplici passaggi

Per le ricerche locali, Google favorisce le aziende con le informazioni sul profilo Google My Business più complete e accurate.

Questo perché è importante che i potenziali clienti siano informati non solo sui tuoi prodotti e servizi, ma anche su dove si trova fisicamente la tua attività e quando possono farti visita o telefonarti.

 

completa il profilo

Completa il profilo di Google My Business

 

Quando un utente effettua una ricerca locale per soddisfare uno dei suoi bisogni, Google abbina questa necessità con i risultati più pertinenti.

Pensa al seguente scenario: il tuo prodotto o servizio è l’ideale per la ricerca di un determinato consumatore ma il tuo profilo è incompleto perché ad esempio, manca del contatto telefonico.

Come potrà contattarti in maniera rapida, se lo desidera?

Non aver compilato accuratamente il profilo, non averlo compilato completamente fa supporre al motore di ricerca che la tua attività non sia rilevante.

Il valore di un profilo di Google My Business risiede nella qualità delle informazioni in esso contenute.

Non perdere potenziali clienti solo perché il tuo profilo non è completo.

 

compila la descrizione

Compila la descrizione della tua attività

 

La descrizione della tua attività ti consente di fornire contenuti informativi e molto spesso anche multimediali direttamente a Google.

Stai rilasciando informazioni sui tuoi prodotti e servizi direttamente al motore di ricerca.

Hai a disposizione circa 750 caratteri per descrivere la tua attività, cerca di utilizzarli tutti, se possibile.

Cosa inserire nella descrizione della tua attività?

Ad esempio una breve descrizione dei tuoi prodotti e servizi più importanti.

Se hai bisogno d’ispirazione posso mostrarti la descrizione della mia attività sulla mia pagina di Google My Business:

Teutra è una web agency di Torino. Come web agency, la nostra mission è aiutare imprese come la tua a crescere mettendo al centro del progetto il TUO cliente.
Solo se conosci il tuo cliente puoi vendere i tuoi prodotti e servizi sul web.
Tra i nostri servizi offriamo l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) e consulenza web marketing.

Offriamo servizi come la gestione di pagine aziendali sui social network, annunci pay per click su Google ADS (ex Adwords), recupero di penalizzazioni su Google, costruzione di e-commerce e ogni altro tipo di servizio sul web per le aziende.
Contattateci per un preventivo gratuito.

 

aggiorna gli orari

Mantieni aggiornati i tuoi orari

 

Non c’e’ niente di peggio di un cliente che si presenti alla soglia della tua attività per trovare il negozio chiuso.

Se il tuo profilo dice che sei aperto ma non è vero, perdi credibilità agli occhi del cliente e sei fuori dal gioco, almeno per lui.

Ricorda che quando scatta l’attimo del ‘bisogno’ nel cliente, cresce immediata la necessità di una soluzione.

Se decide di raggiungerti, visitarti e acquistare non puoi deluderlo.

Gli orari su Google My Business si possono facilmente modificare ed è possibile farlo in anticipo rispetto ai giorni di festa e ai tuoi giorni programmati di chiusura, come le vacanze estive o invernali.

 

scegli le categorie

Scegli le giuste categorie per la tua attività

 

Quando configuri Google My Business puoi selezionare la categoria principale della tua attività.

Oltre a questo puoi selezionare fino a un massimo di dieci categorie.

Ricorda che l’intento di Google è di catalogare la tua attività per mostrarla in maniera pertinente agli utenti e quindi non è necessario utilizzare tutte e dieci le categorie.

Usa solo quelle che aiutano il motore di ricerca a identificare al meglio la tua attività.

Ad esempio, una pizzeria può scegliere le categorie “pizzeria”, “pizza a domicilio” e “catering”.

Questa classificazione aiuta Google a mostrare la tua attività per ricerche locali come ad esempio “pizza vicino a me” o “pizza a domicilio vicino a me”.

 

verifica la posizione

Verifica la tua posizione

 

Google My Business è un valido alleato per le attività locali.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca locale detta Local SEO si applica solo se l’attività dell’azienda e locale.

Per questo motivo, Google ti richiede di verificare l’indirizzo e la proprietà dell’attività tramite un processo di verifica che puoi attivare attraverso Google My Business.

Dopo la tua richiesta in cui devi indicare l’indirizzo postale della tua attività riceverai una cartolina all’indirizzo indicato in modo da concludere la procedura.

Non puoi usare una casella postale per questo passaggio.

Se non verifichi la sede della tua attività, non potrai usufruire di tutte le funzioni di Google My Business.

 

Conclusioni

Google My Business è un ottimo strumento che ti aiuta a presentare la tua attività ai potenziali clienti che hanno bisogno di prodotti e servizi come i tuoi.

Come un po’ tutte le cose, è uno strumento che dà un vantaggio solo in base all’impegno che ci metti.

Assicurati quindi di ottimizzare il tuo profilo seguendo i passaggi precedenti.

Se hai dei dubbi sarò felice di risponderti nei commenti.

Se hai bisogno di una consulenza nella costruzione e ottimizzazione del profilo aziendale di Google My Business, contattami.

 

Migliorare la SEO: 9 consigli pratici per migliorare il posizionamento su Google

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Migliorare la SEO (Search Engine Optimization) significa ottimizzare le pagine del proprio sito web per guadagnare visibilità sui motori di ricerca. Nel mercato attuale è un concetto ormai noto a tutti i proprietari d’impresa. La maggior parte dei consumatori infatti utilizza i motori di ricerca (in Italia prevalentemente Google) per trovare marchi e prodotti di cui hanno bisogno.

Dunque cosa puoi fare per migliorare la visibilità del tuo brand sulla pagina dei risultati della ricerca di Google quando vengono ‘cercati‘ prodotti e servizi simili ai tuoi? Per prima voglio dirti che non è facile.

Google prende in considerazione circa 200 fattori diversi per decidere come comporre la pagina dei risultati delle ricerche (SERP) ogni volta che un utente cerca qualcosa. In questo articolo ti mostro 9 attività che puoi svolgere per migliorare decisamente il tuo attuale posizionamento su Google.

 

Migliorare la SEO e ottenere maggiore visibilità non solo è difficile ma richiede tempo e questo dipende da diversi fattori:

  • Competenze: hai competenze interne alla tua attività che possono aiutarti a migliorare la SEO del tuo sito aziendale? Sai quali sono le attività da pianificare e come farle?
  • Budget: quale budget hai a disposizione per l’attività di ottimizzazione del tuo sito web?
    Concorrenza: chi sono i tuoi concorrenti? Che cosa fanno in materia di ottimizzazione? Da quanto tempo lo fanno.
    Situazione attuale del tuo sito: dal punto di vista dell’ottimizzazione, in quali condizioni si trova il tuo sito? Ha bisogno di un restyling grafico e strutturale?

Tutti questi fattori incidono sul tempo che occorre per ottenere un miglioramento della visibilità su Google. Non è per niente facile e immediato. Tuttavia esistono delle priorità, delle cose che puoi fare per accelerare il processo di posizionamento.

 

1. Audit SEO del tuo sito web

 

La prima cosa da fare è l’audit del sito web da un punto di vista SEO. Questa operazione consente d’identificare i punti di forza e di debolezza del tuo sito attuale. Un audit SEO prende in esame l’architettura e la struttura esistenti e i contenuti presenti: questo esame non ti aiuta direttamente a migliorare la SEO ma ti consegna gli elementi che ti consentono di elaborare un piano che esalti i punti di forza e aggredisca le debolezze.

Questa fase richiede l’utilizzo di conoscenze e strumenti specifici che molte aziende non hanno internamente, per questo motivo molti imprenditori si rivolgono ad agenzie o consulenti esterni che li accompagnino in questo percorso.

 

2. Migliora la navigazione del sito.

 

Google è diventato il più utilizzato motore di ricerca al mondo perché riesce a fornire la migliore esperienza di ricerca possibile ai suoi utenti. Per questo motivo premia quei siti che forniscono un’esperienza utente positiva. Assicurati che il tuo sito sia facile da navigare.

Se gli utenti non riescono a trovare facilmente quello che stanno cercando, lasciano il tuo sito e si rivolgono alla concorrenza. Questo aspetto negativo Inoltre fa aumentare la frequenza di rimbalzo che è quella situazione che si verifica quando un utente visita un’unica pagina del sito e capisce che non sei quello che sta cercando ‘rimbalzando’ indietro.

Un alta frequenza di rimbalzo influisce direttamente sul tempo di permanenza sul sito e sul numero di pagine visitate. Sono tutti fattori negativi per Google. Un architettura strutturale del sito web chiara e semplice è fondamentale per aiutare i visitatori a trovare quello che cercano.

La regola pratica per la navigazione è di non fare mai una pagina a più di 3 clic di distanza da qualsiasi altra. 

struttura a albero 3 clic

Questo schema mostra una struttura ad albero che indica come dovrebbero essere collocate le pagine di un sito web e i collegamenti tra di loro. Il tuo menu di navigazione riveste un ruolo fondamentale nella navigazione perché’ è l’elemento che aiuta i visitatori a capire dove trovare le informazioni che stanno cercando.

E’ nel menu di navigazione che dovrebbero comparire le voci ad esempio di ‘prodotti’ e ‘servizi’ in modo da dare all’utente che cerca un determinato prodotto un indicazione chiara su come orientarsi.

 

3. Contenuti duplicati.

 

I contenuti duplicati hanno un impatto decisamente negativo sui tuoi sforzi di ottimizzazione. Google premia contenuti unici e penalizza i contenuti duplicati. Controllare il tuo sito per verificare il contenuto è sempre una buona idea.

Non sto solo parlando del ‘copia e incolla’ di contenuti da altri siti (cosa da evitare assolutamente) ma anche di pagine dello stesso sito con contenuti simili. Un esempio classico quando si parla di contenuti duplicati, è quello relativo al sito con o senza il www.

Per Google avere un sito del tipo https://www.miosito.it e https://miosito.it significa avere 2 siti diversi e questo genera duplicazione di contenuto. Per venire a capo di un problema del genere bisogna ricorrere a metodi di reindirizzamento che se non sai come risolvere, ti portano a problemi ancora maggiori.

 

4. Dispositivi mobili.

 

A partire dal 2015, Google penalizza i siti internet che non sono ottimizzati per i dispositivi mobili. Non è più un’opzione ma una necessità. I consumatori cercano continuamente prodotti e servizi dai dispositivi mobili. E lo fanno in ogni momento e ogni condizione.

Stanno aspettando il loro turno all’ufficio postale? Aspettano che i figli escano da scuola? Sono in pausa pranzo? Molti di loro ne approfittano per cercare qualcosa sul web o semplicemente curiosare. E utilizzano i dispositivi mobili per farlo.

Se stai costruendo il tuo nuovo sito internet utilizza o assicurati che venga utilizzato lo strumento WordPress che garantisce l’ottimizzazione per i dispositivi mobili. Se invece hai già un sito non troppo recente, rivolgiti a un consulente per verificare che il tuo sito sia già ottimizzato per tablet e smartphone.

 

5. Velocità del caricamento delle pagine del sito

 

La velocità con cui vengono caricate le pagine di un sito web è uno tra i fattori più importanti che Google utilizza quando mostra i risultati della ricerca. Più tempo si impiega a caricare la pagina, più l’utente si spazientisce e questo lo induce a lasciare la tua pagina a favore di un tuo concorrente.

Con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo della ricerca, Google ha formalizzato questo tempo in due secondi e mezzo. Puoi verificare direttamente la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito sulla pagina ufficiale di Google, il Pagespeed Insight  al seguente link

Per migliorare la velocità di caricamento delle pagine puoi seguire degli accorgimenti: sono tutti accorgimenti ‘tecnici’ che comportano come ti ho già indicato prima, l’intervento di un consulente web.

  • Dimensione delle immagini: più un’immagine è definita in termine di risoluzione e di pixel e più ‘pesa’ in termini di kbyte. Più un file è corposo e maggiore è il tempo che si impiega a trasferirlo dal server dove risiede il tuo sito web, al dispositivo usato dall’utente. Questo come puoi capire influisce sulla velocità del sito. Bisogna comprimere e ottimizzare i files delle immagini per ridurre i tempi di caricamento. Puoi approfondire l’argomento a questo link.
  • Ottimizza la cache del browser: quando un utente visita una pagina web, il browser carica il contenuto localmente sul dispositivo dell’utente in modo che non debbano essere ricaricato con una nuova visita. Ottimizzare questo processo ha un impatto rilevante sulla velocità del sito.
  • Gestione degli script: sono che è una questione molto ‘tecnica’ ma è giusto che tu la conosca. Un sito è composto da molti file. Tra questi i file JS e CSS che sono parte del codice e possono rallentare la velocità di caricamento delle pagine del sito, se non sono collocati in una posizione adeguata (ad esempio dopo che la pagina non sia stata completamente mostrata all’utente). Alcuni di questi file vengono anche caricati pur non essendo più utilizzati.

Quando migliori la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito non solo fornisci una migliore esperienza all’utente ma stai anche aumentando i tassi di conversione e la considerazione che avrà il motore di ricerca nei confronti delle tue pagine. Puoi approfondire l’argomento a questo link.

 

6. Contenuti di qualità

 

Probabilmente questo è il punto più importante, la via maestra da seguire per guadagnare posizioni sui motori di ricerca. Produrre contenuti interessanti e di qualità che valga la pena leggere, fa crescere la considerazione che visitatori e motori di ricerca hanno del tuo sito web.

Sforzati di produrre contenuti di qualità, ricercati,  ben scritti e utili alla nicchia di mercato a cui ti rivolgi. Crea un blog aziendale dove pubblicare regolarmente articoli rilevanti su argomenti importanti per i tuoi clienti.

Identifica quali sono gli argomenti, le domande e i bisogni che sono rilavanti per i tuoi clienti e scrivi articoli di approfondimento, recensioni di prodotti e servizi, tutorial su come fare delle cose e risolvere problemi specifici.

Pensa alle domande che ti vengono fatte dai clienti ai problemi che vogliono risolvere e scrivi articoli che forniscano la soluzione. I contenuti sono molto importanti e se non hai risorse interne che se ne possono occupare, valuta se rivolgerti ad agenzie o consulenti esterni. Leggi questo articolo per approfondire l’argomento.

 

7. Metadati

 

I crawler o robot sono software automatici di Google che navigano in continuazione il web per ‘leggere’ le pagine, identificare gli argomenti trattati per valutarle e classificarle nei propri indici. Facilitare il compito a Google è sicuramente una buona idea da punto di vista del posizionamento. Utilizzare i metadati o migliorare quelli esistenti e un azione che porta sicuramente dei benefici in termini di visibilità sui motori di ricerca.

Per semplificare al massimo, questi sono gli elementi principali:

  • Titolo: viene visualizzato in alto nel browser e nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP) ed è il primo elemento che l’algoritmo di Google utilizza per identificare l’argomento della pagina. Assicurati di agevolare questa operazione inserendo l’argomento come parola chiave nel titolo.
  • Descrizione: la descrizione e quella frase che compare sotto il titolo nella pagina dei risultati e indica agli utenti di cosa tratta la pagina. Scrivi nei pochi caratteri che hai a disposizione una descrizione chiara e accurata e inserisci la parola chiave, l’argomento di cui tratta la pagina.
  • Tag ALT: è la descrizione di testo alternativa associata a immagini e video della pagina. Questo viene utilizzato dall’algoritmo non solo per classificare l’argomento della pagina ma anche per determinare quando fornire il tuo contenuto nei risultati della ricerca.

Ricorda che meglio Google riesce a identificare il contenuto, l’argomento che tratti nella tua pagina, più efficacemente mostrerà i contenuti agli utenti giusti a momento giusto. Puoi approfondire l’argomento a questo link.

 

8. Collegamenti ipertestuali (link)

 

I collegamenti (link) tra le pagine stesse del tuo sito o tra le pagine del tuo sito e quelle di altri siti sul web sono un altro modo significativo di migliorare la SEO e ottimizzare il sito web. I link che arrivano da pagine esterne al tuo sito web sono quelli di maggior valore. Il modo migliore che hai per ottenerli è di scrivere contenuti a cui valga la pena collegarsi. Se scrivi un contenuto che risolve un problema, chi legge l’articolo lo può condividere ad esempio sui social, con i suoi contatti generando un moderno ‘passaparola digitale’.

Collega tra di loro le pagine del tuo sito. Se tratti di un argomento che ne richiama uno che hai trattato in un altro articolo, collegali con un link. Aiuterai i lettori a trovare altri contenuti utili per loro e ottimizzerai ulteriormente le tue pagine.

 

9. Semplifica la lettura

 

Dell’importanza dei contenuti abbiamo detto. Semplificare il modo con cui questi contenuti vengono letti riveste una certa importanza. Facilitare la lettura formattando in modo che i contenuti siano semplici da navigare e leggere, garantisce un tempo di permanenza maggiore sulle tue pagine da parte dei visitatori aumentando la SEO e i tassi di conversione e diminuendo la frequenza di rimbalzo. Utilizza titoli e sottotitoli, spezza il contenuto in sezioni in modo da identificare meglio gli argomenti.

Un altro suggerimento è quello di usare elenchi puntati e numerati che scompongono le informazioni in blocchi più semplici da leggere e forniscono una pausa dal testo a blocchi. Usa il grassetto e il corsivo per enfatizzare il testo che ti interessa mettere in evidenza.

Questi suggerimenti ti aiuteranno a migliorare la leggibilità del testo e a trovare in modo rapido ed efficace le informazioni cercate.

Come creare e impostare la scheda di Google My Business per la tua attività

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Le piccole imprese a volte sottovalutano l’efficacia del web per il proprio business. Un esempio è la scheda di Google My Business associata alla propria attività. E’ gratuita, offre un’opportunità alternativa per attirare clienti, permetter di scoprire come le persone entrano in contatto con te e come interagiscono ma molto spesso non viene neanche impostata.

Con questa guida ti darò una panoramica dettagliata sulla sua importanza e su come impostarla. Partiamo!

 

Crea la tua pagina con Google My Business

 

Crea la tua pagina di Google My Business collegandoti a questo link.

La scheda è essenziale perché fornisce agli utenti e di Google e Google Maps le informazioni ‘anagrafiche’ di base sulla tua attività e non solo. Qui sotto puoi vedere un esempio per la ricerca ‘Teutra’ su Google Maps.

teutra on google maps

 

Come puoi vedere ci sono le informazioni di contatto più importanti come indirizzo, telefono, orari di apertura e indirizzo del sito web. Queste informazioni Google Maps le ricava proprio dalla scheda di Google My Business.

Per costruire la scheda della tua attività su Google My Business dovrai affrontare una serie di passaggi e rispondere a una serie di domande: cerca di farlo nella maniera più corretta possibile, solo in questo modo Google saprà come inserire la tua attività nella categoria più appropriata.

 

Inserisci le informazioni ‘anagrafiche’

 

Le informazioni ‘anagrafiche’ sono molto importanti e saranno tra le prime cose che ti verranno chieste. Inserisci dunque:

  • Indirizzo.
  • Contatti telefonici.
  • Indirizzo del sito web.
  • Orario di apertura dell’attività.

Queste informazioni come puoi capire, sono essenziali per farti trovare. Assicurati di tenere sempre aggiornate queste informazioni.

 

Verifica la proprietà

 

Occorre ora rivendicare la proprietà dell’attività cioè comunicare a Google che sei tu il titolare dell’attività. A questo link puoi verificare che nessuno abbia già rivendicato la proprietà della scheda di Google My Business ed eventualmente rivendicarla.

Questo può capitare poiché molto spesso Google stessa genera in modo automatico schede delle attività commerciali che a volte hanno dati imprecisi o peggio, errati.

Si può rivendicare la proprietà dell’attività attraverso vari metodi tra cui i principali:

  • Per mezzo di una telefonata.
  • Tramite l’invio di una cartolina. (si proprio la cara, vecchia e tradizionale posta).
  • Con una email.

Il processo non richiede molto tempo (se hai richiesto la verifica tramite posta, solitamente si riceve la cartolina in pochi giorni lavorativi) e fino a che Google non ‘certifica’ l’associazione tra te e l’attività in questione, la scheda non sarà attiva.

 

Ottimizza la scheda per il tuo business

 

Adesso è il momento di fornire informazioni sulla tua attività ai tuoi visitatori. Devi utilizzare nelle varie descrizioni, le parole chiave più importanti della tua nicchia, del settore merceologico di cui ti occupi. Come fare? Per prima cosa pensa a quali sono le parole chiave che ti aspetti che gli utenti inseriscano su Google quando cercano un attività come la tua: come seconda cosa guarda cosa fa la tua concorrenza.

Immaginiamo tu sia un elettricista a Milano. Probabilmente le persone cercano attività come la tua con parole chiavecome  ‘elettricista a milano’, ‘impianti elettrici a milano’ o simili. Cerca d’inserire queste chiavi di ricerca nelle tue descrizioni perché contribuiranno a farti trovare sui motori di ricerca.

Quando crei la scheda sulla tua attività commerciale non inserire le chiavi a casaccio ma concentrati nell’inserire le parole chiave in frasi che abbiano un aspetto grammaticale del tutto corretto. Guarda e ispirati a quello che scrive la tua concorrenza, soprattutto di quei concorrenti che compaiono ai primi posti delle ricerche. Ispirati ma non copiare, questo non piace a Google.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere la mia guida.

 

Foto e video di qualità

 

Aggiungi foto e video alla tua scheda commerciale di Google My Business. Lo scopo dei social e della scheda, è quello di creare relazioni tra la tua attività e i tuoi clienti. Il miglio modo è quello di mostrare che sei una persona ‘reale’ e hai un’attività ‘reale’.

Certo, questo è molto più vero se hai un’attività ‘tradizionale’, meglio se hai un negozio. In questo caso mostrare foto del tuo negozio mentre interagisci con i tuoi clienti, oppure far vedere i tuoi prodotti è decisamente una buona idea. Cerca la qualità. Scatta foto e gira video in alta risoluzione.

Il tutto legittimerà il tuo marchio e ti renderà più credibile nel processo decisionale dell’acquisto da parte di potenziali clienti.

 

Le recensioni

 

Le recensioni sono molto, molto importanti nel processo che porta gli utenti ad acquistare prodotti e servizi sul web. Parallelamente al vecchio ‘passaparola’ conoscere l’esperienza degli altri utenti prima di acquistare è diventato uno dei principali fattori decisionali.

Molti imprenditori non lo fanno e trascurano questo aspetto, perdendo opportunità di business. Se la recensione è positiva, tutto va bene. Ma che succede se la recensione è negativa? Se rispondi cercando di capire il problema e mostrandoti disponibile a risolverlo avrai dimostrato cura e attenzione verso i tuoi clienti.

Se invece ignori la cosa avrai mostrato supponenza e disinteresse e i potenziali clienti che successivamente leggeranno la tua scheda, non ti considereranno un opzione credibile. Prenditi del tempo ma rispondi sempre alle recensioni nel modo più professionale possibile.

 

Mantieni la scheda sempre aggiornata

 

Un altro errore è quello di costruire una scheda e poi dimenticarsene. Grave errore. Le informazioni che hai inserito in fase di creazioni, non rimangono costanti nel tempo. Mi riferisco ad esempio all’orario di apertura, il numero di telefono, il sito web, i prodotti e servizi e qualsiasi altra informazione associata alla tua attività.

Se non aggiorni queste informazioni dai un’immagine passiva di te e di quello che fai mettendoti in cattiva luce. E questo allontana i clienti.

Programma periodicamente del tempo da dedicare a recensioni e aggiornamento della pagina. Eccoti un esempio di come le imprese utilizzano con profitto Google My Business.

 

Imprese e ripartenza post covid-19: cosa fare sul web

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Le piccole imprese sono state duramente colpite dalla pandemia di COVID-19. Ma prima o poi questa situazione finirà e sI cominciano a intravvedere piccoli segnali di ripresa. La maggior parte delle regioni permettono già un’attività commerciale, seppur limitata. Dobbiamo prepararci a ripartire.

Che cosa puoi fare ora per la tua attività e trovarti pronto alla ripartenza? Questa è una lista di cose che puoi fare adesso per essere pronto quando le misure di quarantena COVID-19 saranno revocate.

1 – Aggiorna il tuo sito web o realizzane uno

Il tuo modello di business che ha funzionato prima della pandemia potrebbe aver bisogno di qualche aggiustamento in questa nuova situazione. Se hai sempre e solo avuto un negozio fisico, forse dovresti valutare l’utilità di un negozio o una semplice vetrina online come supporto alla tua attività.

I clienti si sono abituati in questo difficile periodo a cercare con maggiore frequenza acquisti da casa e questa tendenza pur attenuandosi, resterà molto presente nelle loro abitudini. Ma non solo. Alcune attività come ad esempio i ristoranti, possono innovare la loro attività come hanno già fatto nel periodo del lockdown, con l’utilizzo dei QR-Code per i loro menù.

Se hai già un sito web, crea una pagina di riapertura. Indica quali norme vanno rispettate nei tuoi locali se hai un negozio fisico. i tuoi clienti consulteranno il tuo sito web e i profili social aziendali per controllare se sei ancora aperto e gli orari di apertura. Aggiorna le informazioni di contatto del sito web e dei social e di Google my business.

2 – Messaggi pubblicitari

Alla riapertura come è già stato a giugno 2020, promuovere la propria attività con messaggi del tipo “sostieni le piccole imprese” o “acquista prodotti del territorio” potrebbe essere una buona idea.

3 – Tieni traccia dei tuoi investimenti

Le tue transazioni commerciali sono diminuite durante la quarantena. Internet può darti una mano a ripartire ma assicurati di monitorare i tuoi investimenti online.

  • Google Analytics: è una risorsa gratuita indispensabile se hai un sito web aziendale perché fornisce informazioni sui tuoi clienti (chi sono, come ti hanno trovato sul web e come usano il tuo sito).
  • Analisi dei profili social: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube, e Linkedin hanno la possibilità di visualizzare dei rapporti in cui è possibile monitorare l’andamento del profilo. Se investi nei social devi monitorare la piattaforma per vedere quali sono i contenuti che funzionano meglio, in quali giorni e in quali orari. Se investi su più piattaforme puoi valutare l’utilizzo di app di analisi multipiattaforma. Eccoti un elenco:

 

 

4 – Risolvi i problemi, proponi soluzioni

Nel periodo di quarantena, si è fatto spesso il necessario ma con molti limiti. Alla ripartenza la gente vorrà recuperare il tempo perduto, ricordagli questa necessità.

Ad esempio, per molti mesi le persone sono rimaste senza tagli di capelli. Alla ripartenza i barbieri e i parrucchieri dovrebbero investire sui social media e in annunci pay per click su Google ADS per termini di ricerca in linea con le attività locali come ad esempio “barbiere vicino a me”. Come recita un mantra del marketing “vedi un bisogno, soddisfa un bisogno”.

5 – Vendi online

Valuta la possibilità di vendere online con un ecommerce o con servizi di vendita a domicilio. Il tuo sito web e i social possono un’ottima vetrina per mostrare ai potenziali clienti i tuoi prodotti.

6 – Tieni d’occhio le tue recensioni

Una percentuale del 89% dei clienti che fanno acquisti online non intraprende alcuna azione prima di aver letto le recensioni dell’azienda e dei suoi prodotti e servizi (fonte Hosting Tribunal). Tieni sempre d’occhio le recensioni che i tuoi clienti lasciano su Google, Yelp, Facebook e altri luoghi in cui potrebbero segnalare la loro esperienza. Rispondi pro attivamente a una recensione negativa, dimostra che ti preoccupi nel capire e risolvere un problema per migliorare il servizio.

7 – Incentiva i clienti

Offri un incentivo per visitare la tua attività. Dopo il lockdown la concorrenza sarà ancora più agguerrita di prima. Assicurati che la tua azienda abbia un vantaggio. Potresti offrire sconti esclusivi per acquisti dal web e ulteriori incentivi per acquisti che superano determinate cifre.

8 – Contenuti di valore

Cura il tuo sito web aziendale e i social con contenuti di valore. Creare un contenuto di valore (webinar, tutorial, infografica, video, etc…) stimola un cliente a conoscerti meglio e a condividere ai suoi contatti i tuoi contenuti.

9 – Investire in PPC

Una campagna di annunci su Google ADS per termini locali, può essere una buona idea al termine di questo difficile periodo. Quest’estate ad esempio dopo i mesi del lockdown, il turismo e i viaggi in generale avranno un grosso incremento. Attività come alberghi, bed & breakfast e agriturismo potranno sfruttare annunci basati sulla posizione geografica.

E’ periodo difficile. Ci auguriamo che questi suggerimenti possano aiutare la tua attività a ripartire.