Link rotti : come evitarli e perché

Cosa sono i link rotti e come sistemarli

 

Un sito web che ha al suo interno link verso pagine non più esistenti (link rotti) può per questo motivo:

  • Perdere parte della base clienti. Gli utenti attuali reindirizzati verso pagine inesistenti prima o poi si sentiranno abbastanza frustrati e non torneranno più. 
  • Generare problemi con l’acquisizione di nuovi clienti. A causa dei collegamenti ipertestuali errati le persone non trovano cose e pagine che cercano e a cui il tuo sito le ha indirizzate.
  • Danneggiare la tua reputazione online. La maggior parte dei clienti online considera i link rotti come dimostrazione d’inaffidabilità del sito web.
  • Inoltre i link rotti hanno un impatto negativo sulle valutazioni del tuo sito web con i principali motori di ricerca come Google, Yahoo, Bing etc…

Differenze tra link interni ed esterni

 

Con la crescita d’internet e dei suoi contenuti sta diventando sempre più difficile gestire le relazioni tra le singole pagine e tenere traccia dei collegamenti ipertestuali all’interno di un sito web.

Non esistono strumenti o servizi automatici che possano imporre il corretto rapporto tra i siti web, tenere traccia dei contenuti, aggiornare le relazioni tra le singole pagine web. 

Con il passare del tempo, alcuni collegamenti ipertestuali diventano obsoleti stantii o più semplicemente morti. Questi collegamenti non portano più a risorse valide. I visitatori ricevono il codice di errore 404 che significa pagina non trovata.

Per quanto riguarda i link interni questa situazione è più controllabile perché il problema si può presentare quando modifichiamo l’URL, l’indirizzo web di una pagina esistente nel nostro sito.

Per ovviare a questo problema è necessario ricordarsi di mettere in atto le opportune operazioni di reindirizzamento delle pagine web. Prestate la massima attenzione su questo punto, in particolare se state migrando un sito web da un indirizzo a un altro questo per non trovarvi con decine di pagine con il codice di errore 404.

Con i link in uscita o link esterni la situazione è ancora peggiore: il sito web al quale si ci sta collegando può cambiare nome e posizione delle proprie pagine in qualsiasi momento senza preavviso.

La pagina può essere cancellata, i server disattivati ​​(temporaneamente o per sempre) oppure i loro domini scadono o vengono venduti. Purtroppo non si può avere alcun controllo su queste cose quindi l’unico rimedio è quello di eseguire regolarmente test sondando ogni singolo riferimento in uscita per assicurarsi che sia ancora vivo e funzionante.

Come identificare i link rotti

È davvero difficile identificare quali collegamenti interni ed esterni siano rotti. Ed è ancora più difficile correggerli perché per la pulizia devi conoscere la posizione precisa del tag di collegamento interrotto nel codice HTML.

La maggior parte dei tools online che effettuano audit delle pagine web hanno l’opzione di test sui link rotti e non più funzionanti. Ad esempio Semsrush offre questo tipo di servizio di seguito il link.

Il software esegue dei test per verificare la ‘salute’ del vostro sito web e tra le altre cose, ti offre l’opportunità di verifica di eventuali link rotti interni o esterni. Se il tuo sito utilizza WordPress come CMS, posso consigliarti l’uso di un plugin chiamato Broken Link Checker che una volta installato, fornirà costanti aggiornamenti e segnalazioni su eventuali link rotti presenti. Puoi scaricare questo plugin da questo link. L’ultima soluzione che ti propongo è quella di affidare questo compito a dei professionisti. Teutra può ottimizzare il tuo sito web e migliorare il traffico derivante dai motori di ricerca. Contattaci per un site audit e un preventivo gratuito e senza impegno.

Come migliorare la velocità di caricamento delle pagine web

Home » SEO » Ottimizzazione

 

La velocità di caricamento delle pagine web è una parte cruciale dell’usabilità di un sito. Google infatti, considera la velocità di caricamento delle pagine come uno dei 200 fattori di ranking che influenzano la posizione di un sito web nei risultati di ricerca organici (SERP).

 

Perché velocità di caricamento delle pagine è cosi’ importante?

 

Se la pagina di un sito viene caricata troppo lentamente, aumentano le possibilità che un visitatore ritorni indietro alla pagina dei risultati di Google per rivolgersi a un altro sito.

Se sei un professionista o un piccolo imprenditore sai bene che guadagnare traffico e garantire una navigazione fruibile in maniera semplice e funzionale sta diventando ogni giorno più cruciale.

Con una concorrenza così agguerrita e i numerosi siti web nella tua nicchia, se il tuo sito web non viene caricato rapidamente, è probabile che perda visitatori e potenziali clienti.

Avere un tempo di caricamento veloce della pagina può anche aumentare la velocità di scansione del tuo sito da parte del web crawler di Google. Questo implica anche l’aumento della frequenza con cui Google visiterà il tuo sito.

Su internet puoi verificare la velocità di caricamento di una pagina web con il Page Speed Insights di Google che puoi trovare a questo indirizzo, oppure con GTmetrix a questo indirizzo. Sono ottimi strumenti gratuiti che evidenziano i punti critici sui quali intervenire.

Ecco alcuni suggerimenti per ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito web.

 

Ottimizza script e plugin

 

Se utilizzi WordPress sappi che l’utilizzo dei plugin appesantisce la velocità di caricamento delle pagine web. Non tutti i sono necessari, valuta con attenzione l’utilizzo di un nuovo plugin in termini di vantaggi rispetto al peso che questo ha sulla velocità del sito.

Per quanto riguarda gli script , non è consigliabile utilizzare più di un software di tracciamento poiché ciò potrebbe ostacolare il tempo di caricamento della pagina. Se utilizzi ad esempio, lo script fornito da Google Analytics per tenere sotto controllo le statistiche sul traffico del tuo sito web, non è consigliabile aggiungere altri script che facciano la stessa cosa.

Infine se si utilizza un CMS come WordPress ti consiglio di tenere sempre aggiornato il software. Tenere il passo con gli aggiornamenti del software migliora anche la velocità del sito.

 

Dimensioni e formato dell’immagine

 

Le immagini che sono presenti sul tuo sito possono richiedere molta larghezza di banda, il che influisce sul tempo di caricamento della tua pagina. Non è sufficiente ridimensionare le immagini perché questo cambia solo l’aspetto dell’immagine e non le sue dimensioni reali.

La cosa da fare è diminuire il peso in byte delle immagini stesse utilizzando alcuni editor d’immagini come ad esempio Photoshop. Se utilizzi WordPress, ci sono diversi plugin che agevolano questa azione, il migliore a mio parere è Smush, che puoi scaricare da questo link, che svolge in automatico questa attività nel migliore dei modi.

Per ottimizzare i tempi di caricamento della tua pagina è ideale attenersi a formati grafici standard come JPG, PNG e GIF. Per approfondire questo argomento, ti rimando alla lettura della mia guida su come ottimizzare le immagini su Google.

 

File JS e CSS esterni

 

È una buona pratica posizionare il codice JS e CSS del tuo sito web in file esterni e non dentro la pagina. Quando la pagina viene caricata, il browser memorizza questi file esternamente e riduce il tempo di caricamento sulle richieste successive. Inoltre, avere i file JS e CSS esternamente consente una più facile manutenzione del sito.

 

Evita reindirizzamenti

 

Evitando i reindirizzamenti si aumenta la velocità del servizio. Alcuni reindirizzamenti sono inevitabili e devono essere presenti, ma è necessario ricordare che ciò richiede un ulteriore codice HTTP che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Controlla i link non più funzionanti e risolvili immediatamente.

 

Ottimizzare la memorizzazione nella cache

 

Ogni volta che un navigatore visita un sito, vengono caricati i file immagine, i file CSS e Java, il che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Se impostiamo correttamente la memorizzazione nella cache del nostro sito web, il browser può memorizzare queste risorse o file per le richieste successive.

Su carichi di pagina ripetuti questi file possono essere recuperati dalla cache anziché scaricarli di nuovo dalla rete. Ciò riduce anche la larghezza di banda e i costi di hosting. Se utilizzi WordPress, ti consiglio WP Fastest Cache per questo utilizzo.

Puoi utilizzare le intestazioni di expires per i componenti statici del sito e le intestazioni di Cache-Control per quelle dinamiche. L’uso di queste intestazioni rende i vari componenti di un sito, incluse immagini, fogli di stile, script e flash, memorizzabili nella cache.

Questo a sua volta riduce al minimo le richieste HTTP e quindi migliora il tempo di caricamento della pagina. Con l’uso delle intestazioni Expires puoi effettivamente controllare il periodo di tempo in cui i componenti di una pagina web possono essere memorizzati nella cache.

Se il tuo sito è ospitato su server Apache puoi impostare il tempo per il contenuto memorizzato nella cache usando la direttiva ExpiresDefault. Imposta la data di scadenza come un certo numero di anni dalla data corrente: ExpiresDefault “access plus 2 years”.

 

Configurare la codifica G-Zip

 

Analogamente ai file sul PC che vengono compressi per ridurre le dimensioni totali durante i trasferimenti di file online, i file pesanti sul tuo sito Web possono essere compressi con qualcosa chiamato G-Zip Compression. Ciò consente di risparmiare larghezza di banda e tempo di download e riduce la velocità di caricamento della pagina. È necessario configurare il server in modo che restituisca il contenuto compresso.

 

Evita di eseguire il rendering di script di blocco

Metti i file javascript alla fine del corpo o usa l’attributo ‘async’ per caricarli in modo asincrono.

 

Minificazione di JavaScript e CSS

 

La minimizzazione è il processo di compressione del codice rinominando le variabili in nomi più brevi che aiutano a ridurre le sue dimensioni e il successivo tempo di caricamento. Ti consiglio di utilizzare uglify.js per questa operazione.

 

Riduci dimensione cookie

 

I cookie vengono utilizzati per memorizzare i dati che devono persistere tra le richieste. Questi dati vengono inviati ad ogni richiesta e aumentano il tempo di caricamento. Quindi, riducendo le dimensioni dei cookie riduci la dimensione dei dati che vengono trasferiti e diminuisci il tempo di caricamento della pagina. Elimina i cookie non necessari o riduci le loro dimensioni.

Che differenza c’e’ tra posizionamento, indicizzazione e ottimizzazione?

Home » SEO » Ottimizzazione

Tutti capiamo l’importanza dell’ottimizzazione in ottica SEO per migliorare il posizionamento nella pagina dei risultati delle ricerche di Google.

Per chi non opera nel settore del web marketing e della SEO, può risultare ostico districarsi fra termini come indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento di un sito web. 

Per quanto sottili possano sembrare le differenze, sono decisamente concetti importanti da comprendere. Scopriamoli insieme in questa guida. 

 

Indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento 

 

  • Per indicizzazione si intende la segnalazione al motore di ricerca dell’esistenza del sito web e delle sue pagine.
  • Per ottimizzazione si intende l’attività che prevede la corretta gestione del codice delle pagine del sito web. Questo comprende tra le altre cose, l’utilizzo di determinati tag HTML e la corretta scelta delle parole chiave da utilizzare per l’indicizzazione sui motori di ricerca. 
  • Per posizionamento si intende la presenza di una pagina di un sito web il più in alto possibile nella pagina dei risultati della ricerca o SERP in inglese, per una determinata parola chiave. 

E’ intuibile quindi che meglio un sito è ottimizzato, migliore e più veloce è l’indicizzazione  e quindi il relativo posizionamento.

Le attività sono quindi tra loro propedeutiche e la terza è la “naturale evoluzione” delle prime due.

Scendiamo adesso nel dettaglio spiegando i tre concetti sopra descritti.

 

L’indicizzazione di un sito web

 

L’indicizzazione è quel processo mediante il quale un documento web (pagina) riesce ad essere presente nei motori di ricerca (indice). I motori di ricerca, come Google, usano principalmente 5 sistemi per indicizzare le pagine dei siti web:

  • Spider: sono software automatici programmati per setacciare la rete a caccia di nuovi di nuove pagine web da indicizzare.
  • Controlla URL”: è un modulo messo a disposizione nella Search Console di Google  che permette di segnalare l’URL, l’indirizzo web di una pagina. 
  • Sitemap: non è altro che un file, in formato XML, che contiene al suo interno tutte le pagine di un sito web e che viene utilizzato dai motori di ricerca per indicizzare il sito stesso.
  • RSS (Really Simple Syndication): sono sistemi di fruizione dei contenuti web che ci permettono di essere avvisati quando ci sono nuovi post o novità da un sito web.
  • Tramite i servizi di Google: se nessuna delle opzioni precedenti è stata realizzata, può accadere che una pagina web venga indicizzata comunque da Google se si è utilizzato Google Adsense sulla pagina, oppure se è stato inserito nel sito un indirizzo email Gmail o ancora, se è stato inserito un link verso la pagina da una pagina esterna (backlink).

 

Che cosa è la Sitemap

 

Abbiamo detto prima che la Sitemap non è altro che un file che contiene tutte le pagine di un sito e che può essere aggiornata spesso e anche in maniera automatica. Attraverso la Sitemap i motori di ricerca indicizzano un sito web, poiché in definitiva, la Sitemap è l’indice delle pagine di un sito web. 

Dal sito del protocollo Sitemaps si legge:

Le Sitemap permettono ai webmaster di indicare, in maniera preferenziale ai motori di ricerca, le pagine dei siti disponibili per la scansione.

Negli ultimi anni i motori di ricerca hanno standardizzato le Sitemap  adeguandosi al protocollo. Di conseguenza basta creare un’unica Sitemap da presentare ai vari motori di ricerca.

Grazie a questo processo di standardizzazione è possibile riuscire a segnalare tutte le pagine con un’unica operazione. Possiamo comunicare in maniera diretta con i vari motori di ricerca, presentando nel medesimo modo tutte le pagine del sito web e le informazioni a esso correlate, creando così un aggiornamento continuo e costante.

 

L’ottimizzazione di pagine web

 

Ottimizzare un sito internet per i motori di ricerca significa mettere in atto tecniche tendenti a migliorare e facilitare la lettura e l’analisi da parte degli spider, delle pagine del sito in questione.

Google, il punto di riferimento mondiale per ciò che concerne i motori di ricerca, ha definito delle linee guida sulla sintassi del codice html della pagina, che è necessario seguire per ottimizzare la pagina stessa.

Quando si ottimizza un sito, però, dobbiamo sempre ricordare che i fruitori finali delle pagine web sono i navigatori della rete, i lettori e non i motori di ricerca. Sforzarsi nella realizzazione di modifiche tecniche che hanno, come unico obiettivo, un miglior posizionamento su Google potrebbe non generare i risultati sperati.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca consiste nel presentare il proprio sito internet nel miglior modo possibile tenendo conto della sua visibilità per i motori stessi, ma ricordando sempre che i navigatori del web sono i “clienti finali”.

Per le tecniche di ottimizzazione vere e proprie si rimanda ad un post scritto in precedenza.

 

Posizionamento sui motori di ricerca

 

Posizionare un sito web in prima pagina sui motori di ricerca per una determinata parola chiave non è un lavoro semplice e immediato.

Se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti e duraturi, occorre rivolgersi a uno specialista: il cosi detto SEO.

Il SEO è un consulente che studia e segue l’evolversi delle regole e degli algoritmi che i motori di ricerca mettono in campo per determinare i risultati delle ricerche.

Infatti, per guadagnare visibilità sulla SERP (Search Engine Report Page, la pagina dei risultati dei motori di ricerca) non basta solo ottimizzare il codice del sito. Il posizionamento su Google è un processo complesso e mutevole che necessita di continui controlli e verifiche, l’applicazione di strategie e tecniche che solo un consulente SEO può garantire.

Una volta raggiunta l’agognata “prima pagina su Google” occorre mantenere questo risultato ponendo in atto strategie di supporto.

Il posizionamento di un sito internet è la naturale conseguenza di una ottima indicizzazione e di una perfetta ottimizzazione, ma non solo. Determinati risultati di visibilità si ottengono solamente affidando la responsibilità di crescita del proprio marchio a consulenti esperti, consulenti SEO.

Indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento: capire bene questi concetti per avere una giusta visione d’insieme quando si collabora con un consulente SEO. Per approfondire il discorso, vi consiglio la lettura di articolo su come le aziende con un business locale, possono guadagnare visibilità in rete con una consulenza SEO.  

SEO on page, ottimizzare il sito web per incrementare il business

Home » SEO » Ottimizzazione

 

Un buon lavoro di ottimizzazione SEO on page e off page su un sito internet può fare davvero la differenza in termini di visibilità e, di conseguenza, di guadagno. Essere reperibili sul web oggi è fondamentale, ma non basta avere un sito internet, è necessario che questo abbia un buon posizionamento su Google per riuscire ad ottenere un buon numero di visite.

Quali sono i vantaggi di un sito web ottimizzato con la SEO?

 

E’ troppo semplicistico pensare di “fare un sito e avere successo online”: la verità è che oltre 29 milioni di siti web fanno meno di 10 visite al giorno.

Praticamente un disastro. Avere un sito e non investire in marketing e visibilità equivale a buttar via denaro. In questo articolo voglio darti dei consigli per migliorare la situazione e trarre vantaggi dalla tua presenza online.

 

Cos’è la SEO

 

La branca del web marketing che si occupa di migliorare in maniera organica il posizionamento nei motori di ricerca di un sito internet si chiama SEO. Questa sigla sta per Search Engine Optimization, che tradotto in italiano significa “Ottimizzazione per i motori di ricerca”.

L’esperto SEO si occupa, in breve, di mettere in pratica una serie di tecniche per ottimizzare un sito web in relazione a determinate parole chiave.

 

Ottimizzazione SEO On Page

 

La differenza sostanziale tra un sito ottimizzato e uno che, invece, non lo è, consta nel numero di visite che esso riceve.

Un sito ottimizzato infatti, è un sito che dialoga bene sia con i visitatori che con il motore di ricerca, ottenendo successo e visite targetizzate, cioè visite che vengono da visitatori effettivamente interessati a quello che il sito propone.

Avere un sito internet sul quale non è stato effettuato questo genere di lavoro, infatti, corrisponde un po’ all’immagine di una cattedrale nel deserto: bellissima ma al tempo stesso irraggiungibile e quindi inutile.

È attraverso i motori di ricerca che i potenziali clienti entrano in contatto con il bene o il servizio ricercato e se in relazione alle principali parole chiave legate all’argomento il sito in questione compare solo nelle ultime pagine dei risultati è molto difficile che questo venga raggiunto dai potenziali clienti.

Il sito web ben fatto, accattivante e con contenuti interessanti ma senza un lavoro adeguato di ottimizzazione non porta a nessun tipo di aumento del guadagno, come viene mostrato anche in questo articolo. 

 

Alcuni errori di ottimizzazione

Troppo spesso viene trascurata la struttura del sito: né i visitatori né tanto meno Google riescono a capire cosa venga offerto nel portale. Non implementare un’ottimizzazione on site porta al fallimento di un sito web, che magari avrebbe un grande potenziale.

Creare contenuti senza uno studio adeguato delle parole chiave e di quel che le persone in target (i potenziali clienti) desiderano è grave, ma il tutto può essere risolto con un buon lavoro di analisi del business e conseguente ottimizzazione SEO.

Il vantaggio dell’ottimizzazione SEO: un caso concreto

 

L’ottimizzazione SEO on page e off page può portare un sito web a moltiplicare in maniera esponenziale il numero di visite ricevute, aumentando così la propria visibilità e le proprie possibilità di guadagno.

Nel seguente grafico, ad esempio, è evidente come il numero di visite partendo da un livello decisamente minimo (inerente al periodo in cui il sito non era ottimizzato) sia invece arrivato a più che decuplicare le visite al giorno in seguito al lavoro di ottimizzazione.

 

grafico ottimizzazione on page

 

 

Non è difficile comprendere come una media così alta di visite giornaliere possa influire sui profitti di qualsiasi tipo di attività. Avere un sito ben ottimizzato, infatti, non è un problema che riguarda solo le attività che vendono prodotti online, ma coinvolge anche liberi professionisti, aziende che offrono servizi e così via.

Basti pensare che ogni singolo mese quasi 500 persone cercano un dentista nella città di Bari, e sempre più italiani sfruttano servizi online per scegliere ristoranti e agenzie viaggio.

I clienti, infatti, ormai attingono principalmente al web per ottenere informazioni che veicolino la scelta finale. E avere un immagine nitida e raggiungibile grazie a un buon lavoro di ottimizzazione seo on page può aumentare i profitti di grandi e piccole attività di ogni genere e settore.

Affidarsi a un esperto di SEO  è un ottimo investimento, così come mettere in pratica le così dette tecniche SEO “fai da te”.

In entrambi i casi vi è un costo in termini di tempo o di denaro che viene ripagata con l’aumento dei vostri guadagni.

 

Le tecniche SEO per migliorare il posizionamento di un sito web
 

Sappiate che il lavoro di un SEO si divide principalmente in tre fasi distinte:

  • Analisi del business e ricerca delle parole chiave.
  • Ottimizzazione SEO on page.
  • Ottimizzazione SEO off page o Link Building.

La ricerca delle parole chiave è fondamentale per riuscire a ottimizzare un sito internet. È attraverso queste, infatti, che il cliente arriva al prodotto o al servizio in vendita e, per questa ragione, devono essere attinenti e sufficientemente specifiche.

Scegliere parole chiave troppo generiche aumenta la competitività e rende più difficile ottenere un buon posizionamento. Per ottenere buoni risultati, al contrario, queste devono essere molto specifiche e strettamente correlate al servizio o al prodotto in vendita.

Al tempo stesso tali parole chiave devono presentare un sufficiente volume di ricerche, in modo tale che effettivamente vadano a incidere sul traffico che il sito riceverà.

Una volta stabiliti gli obiettivi, da qui si partirà per il lavoro di ottimizzazione SEO on page. L’ottimizzazione seo on page consiste principalmente nell’ottimizzare la struttura del sito e i suoi contenuti al fine di ottenere visibilità per le ricerche stabilite nella fase precedente.

Oltre allo studio dei menu e dei link interni vanno ottimizzati aspetti relativi alle singole pagine, come le URL, i titoli, i sottotitoli e i contenuti testuali.

Per quanto riguarda quest’ultimi è importante sapere che non bisogna esagerare con l’inserimento delle parole chiave, ma che è sufficiente ripeterle in maniera naturale nel corpo del testo, cercando di renderlo piacevole e scorrevole per i lettori.

Inserimenti troppo artificiosi, infatti, potrebbero rendere difficile la lettura del testo e portare l’utente ad abbandonare la pagina, il che rappresenterebbe un fattore negativo agli occhi di Google che ne penalizzerebbe il posizionamento.

È importante in questa fase lavorare anche sull’inserimento delle parole chiave all’interno di nomi e descrizioni delle immagini e mettere in pratica tutte le operazioni possibili per far sì che l’utente che visita il sito internet in questione abbia una buona esperienza.

Quest’ultimo scopo può essere raggiunto lavorando sulla sicurezza della connessione, sulla navigabilità per ogni tipo di schermo (quindi anche da smartphone e tablet), sulla velocità di caricamento delle pagine e sulla risoluzione di possibili errori che indirizzino a risultati non trovati.

Un buon lavoro di ottimizzazione SEO on page può in molti casi per le parole chiave con minore competitività comportare già da solo il raggiungimento della prima pagina nei risultati di ricerca. Per alcune attività commerciali, però, questo non basta ed è necessario svolgere anche un buon lavoro off page.

La Link Building consiste, dunque, nell’ottenimento di link su altri siti che rimandino al sito internet che si desidera posizionare.

Questo procedimento è necessario per aumentare agli occhi di Google l’autorevolezza di un sito web che, come già accennato, è un fattore che ne determina il posizionamento. Se una pagina viene linkata da più fonti questa assume autorevolezza per il motore di ricerca che ne migliora la posizione all’interno dei risultati.

Un tempo directory e comunicati stampa di dubbia qualità la facevano da padrone, mentre oggi è necessario puntare sulla qualità dei link, provenienti magari da portali relativi lo stesso argomento, quindi che trattano un tema affine al prodotto o al servizio che si offre sul proprio  sito.

Considerando l’importanza di un buon posizionamento oggi queste operazioni rappresentano solo uno sforzo minimo in relazione alla grande portata dei risultati ottenibili. Per qualsiasi tipo di attività, dunque, è importante non trascurare le grandi potenzialità del web e della SEO, e, al contrario, cercare di volgere la situazione a proprio vantaggio grazie ad un lavoro accurato e mirato.

Filippo Jatta

Come ottimizzare le immagini su Google, regole e consigli


Se lavori con il web, sai fin troppo bene che le immagini su Google possono essere ottimizzate, ma se sei nuovo del settore questo argomento potrebbe rappresentare un grosso punto interrogativo.

Quella che all’apparenza sembra una banale operazione, ma che a lungo può significare molto in termini di visibilità, per te e per il sito web che stai sviluppando.

Lavorare sulle immagini ti aiuta a posizionare al meglio le pagine del tuo sito sui motori di ricerca, motivo per cui presta molta attenzione ai consigli che sto per darti.

Ottimizzazione immagini su Google, 5 accorgimenti necessari


L’ottimizzazione delle immagini su Google è un processo semplice ma al tempo stesso, un insieme di accorgimenti indispensabili affinché si possano ottenere buoni risultati.

Quando ottimizzi il codice di una pagina web, gestisci ogni elemento con naturalezza senza strafare, affinché il motore di ricerca per eccellenza, ovvero Google, veda di buon occhio il tuo sito e ti consenta di cavalcare le pagine dei risultati di ricerca in modo più agevole.


Il Tag ALT


Sono sicuro che anche tu ne avrai già sentito parlare, si tratta di un particolare attributo HTML che non dove mai mancare in una pagina web, anche se non tutti hanno capito come lo si usa.

Il tag Alt deve contenere la parola chiave da te scelta, ma al tempo stesso è importante che vi sia un nesso logico con quello che è effettivamente il contenuto all’interno di una determinata pagina, con estrema naturalezza, senza forzature di alcun genere.

Sfruttando questo attributo, si hanno diversi vantaggi, soprattutto nell’ottimizzazione vera e propria, quindi dai a questo elemento tutta l’importanza che merita.

Altra particolarità è che esso viene utilizzato continuamente da “Google Immagini”, per permettere ai non vedenti, di accedere a determinate pagine web, attraverso un lavoro specifico svolto proprio dai lettori vocali.


Titolo e Descrizione

 

Ecco qui altri elementi fondamentali se parliamo di ottimizzazione d’immagini su Google. Proprio il titolo, identificato dal tag Title va curato al meglio.  La prima cosa da fare è di adattarlo alla parola chiave dell’articolo sostituendo da subito il titolo provvisorio che apparirebbe completamente fuori luogo, come ad esempio un banale ”IMG_200”.

Gli altri campi che meritano attenzione sono quelli relativi alla Descrizione e alla Didascalia, che a differenza del tag Alt, possono contenere molti più caratteri, quindi possono essere sfruttati per creare una descrizione in linea con l’elemento visualizzato.


Occhio agli spazi


I titoli delle immagini vanno gestiti con estrema attenzione tenendo sempre ben a mente quelle che sono le regole fondamentali, ad esempio mai separare le parole con un trattino basso o con uno spazio.

E’ lo stesso principio valido in fase di assegnazione dell?URL di una pagina quindi fate molta attenzione. Preferite sempre un trattino normale, così facendo non avrete problemi. 

Esempio: se vogliamo che la nostra foto abbia come titolo ”Ottimizzazione immagini su Google” il modo corretto prevederà, l’inserimento di trattini normali tra una parola e l’altra, motivo per cui il risultato finale sarà ”ottimizzazione-immagini-su-google”.


Stop alle immagini pesanti


Tutti sappiamo che inserire immagini originali e di ottima risoluzione significa dare ancor più bellezza a un determinato articolo o pagina del nostro sito web, ma bisogna fare attenzione al loro peso in termini di byte, perché un’immagine troppo pesante va automaticamente a diminuire la velocità di caricamento di una pagina.


Google non vede di buon occhio immagini di molti megabyte. Inserisci immagini compresse e con una buona risoluzione, leggere e ideali per il web.

A oggi esistono tante soluzioni per far fronte a questo problema, ma io te ne consiglio una su tutte, ovvero quella di affidarti a un servizio esterno, ma totalmente semplice, veloce e gratuito, proprio come questo, che ti permette di caricare un’immagine, per poi restituirtela con un peso minore, pronta per essere inserita nel tuo sito web senza problemi.

 

Dimensioni Immagine

 

Se utilizzi un CMS come WordPress è proprio il sistema stesso a segnalare le dimensioni di ogni immagine, specificandone quindi l’altezza (height) e la larghezza (width). Se usi altre piattaforme ricordati di inserire manualmente height e width di ogni immagine.

 

Ottimizzare le immagini su Google è complesso?


Il processo di ottimizzazione delle immagini non è affatto difficile, possiamo dire che sia a prova di neofita web, motivo per cui, da oggi non dimenticare di porre grande attenzione a questi elementi, perché in futuro ne potrai toccare con mano i benefici.

Sei hai dubbi a riguardo o consigli da offrire, non dimenticare di segnalarlo, magari con un commento.