Migliorare la SEO: 9 consigli pratici per migliorare il posizionamento su Google

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Migliorare la SEO (Search Engine Optimization) significa ottimizzare le pagine del proprio sito web per guadagnare visibilità sui motori di ricerca. Nel mercato attuale è un concetto ormai noto a tutti i proprietari d’impresa. La maggior parte dei consumatori infatti utilizza i motori di ricerca (in Italia prevalentemente Google) per trovare marchi e prodotti di cui hanno bisogno.

Dunque cosa puoi fare per migliorare la visibilità del tuo brand sulla pagina dei risultati della ricerca di Google quando vengono ‘cercati‘ prodotti e servizi simili ai tuoi? Per prima voglio dirti che non è facile.

Google prende in considerazione circa 200 fattori diversi per decidere come comporre la pagina dei risultati delle ricerche (SERP) ogni volta che un utente cerca qualcosa. In questo articolo ti mostro 9 attività che puoi svolgere per migliorare decisamente il tuo attuale posizionamento su Google.

 

Migliorare la SEO e ottenere maggiore visibilità non solo è difficile ma richiede tempo e questo dipende da diversi fattori:

  • Competenze: hai competenze interne alla tua attività che possono aiutarti a migliorare la SEO del tuo sito aziendale? Sai quali sono le attività da pianificare e come farle?
  • Budget: quale budget hai a disposizione per l’attività di ottimizzazione del tuo sito web?
    Concorrenza: chi sono i tuoi concorrenti? Che cosa fanno in materia di ottimizzazione? Da quanto tempo lo fanno.
    Situazione attuale del tuo sito: dal punto di vista dell’ottimizzazione, in quali condizioni si trova il tuo sito? Ha bisogno di un restyling grafico e strutturale?

Tutti questi fattori incidono sul tempo che occorre per ottenere un miglioramento della visibilità su Google. Non è per niente facile e immediato. Tuttavia esistono delle priorità, delle cose che puoi fare per accelerare il processo di posizionamento.

 

1. Audit SEO del tuo sito web

 

La prima cosa da fare è l’audit del sito web da un punto di vista SEO. Questa operazione consente d’identificare i punti di forza e di debolezza del tuo sito attuale. Un audit SEO prende in esame l’architettura e la struttura esistenti e i contenuti presenti: questo esame non ti aiuta direttamente a migliorare la SEO ma ti consegna gli elementi che ti consentono di elaborare un piano che esalti i punti di forza e aggredisca le debolezze.

Questa fase richiede l’utilizzo di conoscenze e strumenti specifici che molte aziende non hanno internamente, per questo motivo molti imprenditori si rivolgono ad agenzie o consulenti esterni che li accompagnino in questo percorso.

 

2. Migliora la navigazione del sito.

 

Google è diventato il più utilizzato motore di ricerca al mondo perché riesce a fornire la migliore esperienza di ricerca possibile ai suoi utenti. Per questo motivo premia quei siti che forniscono un’esperienza utente positiva. Assicurati che il tuo sito sia facile da navigare.

Se gli utenti non riescono a trovare facilmente quello che stanno cercando, lasciano il tuo sito e si rivolgono alla concorrenza. Questo aspetto negativo Inoltre fa aumentare la frequenza di rimbalzo che è quella situazione che si verifica quando un utente visita un’unica pagina del sito e capisce che non sei quello che sta cercando ‘rimbalzando’ indietro.

Un alta frequenza di rimbalzo influisce direttamente sul tempo di permanenza sul sito e sul numero di pagine visitate. Sono tutti fattori negativi per Google. Un architettura strutturale del sito web chiara e semplice è fondamentale per aiutare i visitatori a trovare quello che cercano.

La regola pratica per la navigazione è di non fare mai una pagina a più di 3 clic di distanza da qualsiasi altra. 

struttura a albero 3 clic

Questo schema mostra una struttura ad albero che indica come dovrebbero essere collocate le pagine di un sito web e i collegamenti tra di loro. Il tuo menu di navigazione riveste un ruolo fondamentale nella navigazione perché’ è l’elemento che aiuta i visitatori a capire dove trovare le informazioni che stanno cercando.

E’ nel menu di navigazione che dovrebbero comparire le voci ad esempio di ‘prodotti’ e ‘servizi’ in modo da dare all’utente che cerca un determinato prodotto un indicazione chiara su come orientarsi.

 

3. Contenuti duplicati.

 

I contenuti duplicati hanno un impatto decisamente negativo sui tuoi sforzi di ottimizzazione. Google premia contenuti unici e penalizza i contenuti duplicati. Controllare il tuo sito per verificare il contenuto è sempre una buona idea.

Non sto solo parlando del ‘copia e incolla’ di contenuti da altri siti (cosa da evitare assolutamente) ma anche di pagine dello stesso sito con contenuti simili. Un esempio classico quando si parla di contenuti duplicati, è quello relativo al sito con o senza il www.

Per Google avere un sito del tipo https://www.miosito.it e https://miosito.it significa avere 2 siti diversi e questo genera duplicazione di contenuto. Per venire a capo di un problema del genere bisogna ricorrere a metodi di reindirizzamento che se non sai come risolvere, ti portano a problemi ancora maggiori.

 

4. Dispositivi mobili.

 

A partire dal 2015, Google penalizza i siti internet che non sono ottimizzati per i dispositivi mobili. Non è più un’opzione ma una necessità. I consumatori cercano continuamente prodotti e servizi dai dispositivi mobili. E lo fanno in ogni momento e ogni condizione.

Stanno aspettando il loro turno all’ufficio postale? Aspettano che i figli escano da scuola? Sono in pausa pranzo? Molti di loro ne approfittano per cercare qualcosa sul web o semplicemente curiosare. E utilizzano i dispositivi mobili per farlo.

Se stai costruendo il tuo nuovo sito internet utilizza o assicurati che venga utilizzato lo strumento WordPress che garantisce l’ottimizzazione per i dispositivi mobili. Se invece hai già un sito non troppo recente, rivolgiti a un consulente per verificare che il tuo sito sia già ottimizzato per tablet e smartphone.

 

5. Velocità del caricamento delle pagine del sito

 

La velocità con cui vengono caricate le pagine di un sito web è uno tra i fattori più importanti che Google utilizza quando mostra i risultati della ricerca. Più tempo si impiega a caricare la pagina, più l’utente si spazientisce e questo lo induce a lasciare la tua pagina a favore di un tuo concorrente.

Con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo della ricerca, Google ha formalizzato questo tempo in due secondi e mezzo. Puoi verificare direttamente la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito sulla pagina ufficiale di Google, il Pagespeed Insight  al seguente link

Per migliorare la velocità di caricamento delle pagine puoi seguire degli accorgimenti: sono tutti accorgimenti ‘tecnici’ che comportano come ti ho già indicato prima, l’intervento di un consulente web.

  • Dimensione delle immagini: più un’immagine è definita in termine di risoluzione e di pixel e più ‘pesa’ in termini di kbyte. Più un file è corposo e maggiore è il tempo che si impiega a trasferirlo dal server dove risiede il tuo sito web, al dispositivo usato dall’utente. Questo come puoi capire influisce sulla velocità del sito. Bisogna comprimere e ottimizzare i files delle immagini per ridurre i tempi di caricamento. Puoi approfondire l’argomento a questo link.
  • Ottimizza la cache del browser: quando un utente visita una pagina web, il browser carica il contenuto localmente sul dispositivo dell’utente in modo che non debbano essere ricaricato con una nuova visita. Ottimizzare questo processo ha un impatto rilevante sulla velocità del sito.
  • Gestione degli script: sono che è una questione molto ‘tecnica’ ma è giusto che tu la conosca. Un sito è composto da molti file. Tra questi i file JS e CSS che sono parte del codice e possono rallentare la velocità di caricamento delle pagine del sito, se non sono collocati in una posizione adeguata (ad esempio dopo che la pagina non sia stata completamente mostrata all’utente). Alcuni di questi file vengono anche caricati pur non essendo più utilizzati.

Quando migliori la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito non solo fornisci una migliore esperienza all’utente ma stai anche aumentando i tassi di conversione e la considerazione che avrà il motore di ricerca nei confronti delle tue pagine. Puoi approfondire l’argomento a questo link.

 

6. Contenuti di qualità

 

Probabilmente questo è il punto più importante, la via maestra da seguire per guadagnare posizioni sui motori di ricerca. Produrre contenuti interessanti e di qualità che valga la pena leggere, fa crescere la considerazione che visitatori e motori di ricerca hanno del tuo sito web.

Sforzati di produrre contenuti di qualità, ricercati,  ben scritti e utili alla nicchia di mercato a cui ti rivolgi. Crea un blog aziendale dove pubblicare regolarmente articoli rilevanti su argomenti importanti per i tuoi clienti.

Identifica quali sono gli argomenti, le domande e i bisogni che sono rilavanti per i tuoi clienti e scrivi articoli di approfondimento, recensioni di prodotti e servizi, tutorial su come fare delle cose e risolvere problemi specifici.

Pensa alle domande che ti vengono fatte dai clienti ai problemi che vogliono risolvere e scrivi articoli che forniscano la soluzione. I contenuti sono molto importanti e se non hai risorse interne che se ne possono occupare, valuta se rivolgerti ad agenzie o consulenti esterni. Leggi questo articolo per approfondire l’argomento.

 

7. Metadati

 

I crawler o robot sono software automatici di Google che navigano in continuazione il web per ‘leggere’ le pagine, identificare gli argomenti trattati per valutarle e classificarle nei propri indici. Facilitare il compito a Google è sicuramente una buona idea da punto di vista del posizionamento. Utilizzare i metadati o migliorare quelli esistenti e un azione che porta sicuramente dei benefici in termini di visibilità sui motori di ricerca.

Per semplificare al massimo, questi sono gli elementi principali:

  • Titolo: viene visualizzato in alto nel browser e nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP) ed è il primo elemento che l’algoritmo di Google utilizza per identificare l’argomento della pagina. Assicurati di agevolare questa operazione inserendo l’argomento come parola chiave nel titolo.
  • Descrizione: la descrizione e quella frase che compare sotto il titolo nella pagina dei risultati e indica agli utenti di cosa tratta la pagina. Scrivi nei pochi caratteri che hai a disposizione una descrizione chiara e accurata e inserisci la parola chiave, l’argomento di cui tratta la pagina.
  • Tag ALT: è la descrizione di testo alternativa associata a immagini e video della pagina. Questo viene utilizzato dall’algoritmo non solo per classificare l’argomento della pagina ma anche per determinare quando fornire il tuo contenuto nei risultati della ricerca.

Ricorda che meglio Google riesce a identificare il contenuto, l’argomento che tratti nella tua pagina, più efficacemente mostrerà i contenuti agli utenti giusti a momento giusto. Puoi approfondire l’argomento a questo link.

 

8. Collegamenti ipertestuali (link)

 

I collegamenti (link) tra le pagine stesse del tuo sito o tra le pagine del tuo sito e quelle di altri siti sul web sono un altro modo significativo di migliorare la SEO e ottimizzare il sito web. I link che arrivano da pagine esterne al tuo sito web sono quelli di maggior valore. Il modo migliore che hai per ottenerli è di scrivere contenuti a cui valga la pena collegarsi. Se scrivi un contenuto che risolve un problema, chi legge l’articolo lo può condividere ad esempio sui social, con i suoi contatti generando un moderno ‘passaparola digitale’.

Collega tra di loro le pagine del tuo sito. Se tratti di un argomento che ne richiama uno che hai trattato in un altro articolo, collegali con un link. Aiuterai i lettori a trovare altri contenuti utili per loro e ottimizzerai ulteriormente le tue pagine.

 

9. Semplifica la lettura

 

Dell’importanza dei contenuti abbiamo detto. Semplificare il modo con cui questi contenuti vengono letti riveste una certa importanza. Facilitare la lettura formattando in modo che i contenuti siano semplici da navigare e leggere, garantisce un tempo di permanenza maggiore sulle tue pagine da parte dei visitatori aumentando la SEO e i tassi di conversione e diminuendo la frequenza di rimbalzo. Utilizza titoli e sottotitoli, spezza il contenuto in sezioni in modo da identificare meglio gli argomenti.

Un altro suggerimento è quello di usare elenchi puntati e numerati che scompongono le informazioni in blocchi più semplici da leggere e forniscono una pausa dal testo a blocchi. Usa il grassetto e il corsivo per enfatizzare il testo che ti interessa mettere in evidenza.

Questi suggerimenti ti aiuteranno a migliorare la leggibilità del testo e a trovare in modo rapido ed efficace le informazioni cercate.

Imprese e ripartenza post covid-19: cosa fare sul web

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Le piccole imprese sono state duramente colpite dalla pandemia di COVID-19. Ma prima o poi questa situazione finirà e sI cominciano a intravvedere piccoli segnali di ripresa. La maggior parte delle regioni permettono già un’attività commerciale, seppur limitata. Dobbiamo prepararci a ripartire.

Che cosa puoi fare ora per la tua attività e trovarti pronto alla ripartenza? Questa è una lista di cose che puoi fare adesso per essere pronto quando le misure di quarantena COVID-19 saranno revocate.

1 – Aggiorna il tuo sito web o realizzane uno

Il tuo modello di business che ha funzionato prima della pandemia potrebbe aver bisogno di qualche aggiustamento in questa nuova situazione. Se hai sempre e solo avuto un negozio fisico, forse dovresti valutare l’utilità di un negozio o una semplice vetrina online come supporto alla tua attività.

I clienti si sono abituati in questo difficile periodo a cercare con maggiore frequenza acquisti da casa e questa tendenza pur attenuandosi, resterà molto presente nelle loro abitudini. Ma non solo. Alcune attività come ad esempio i ristoranti, possono innovare la loro attività come hanno già fatto nel periodo del lockdown, con l’utilizzo dei QR-Code per i loro menù.

Se hai già un sito web, crea una pagina di riapertura. Indica quali norme vanno rispettate nei tuoi locali se hai un negozio fisico. i tuoi clienti consulteranno il tuo sito web e i profili social aziendali per controllare se sei ancora aperto e gli orari di apertura. Aggiorna le informazioni di contatto del sito web e dei social e di Google my business.

2 – Messaggi pubblicitari

Alla riapertura come è già stato a giugno 2020, promuovere la propria attività con messaggi del tipo “sostieni le piccole imprese” o “acquista prodotti del territorio” potrebbe essere una buona idea.

3 – Tieni traccia dei tuoi investimenti

Le tue transazioni commerciali sono diminuite durante la quarantena. Internet può darti una mano a ripartire ma assicurati di monitorare i tuoi investimenti online.

  • Google Analytics: è una risorsa gratuita indispensabile se hai un sito web aziendale perché fornisce informazioni sui tuoi clienti (chi sono, come ti hanno trovato sul web e come usano il tuo sito).
  • Analisi dei profili social: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube, e Linkedin hanno la possibilità di visualizzare dei rapporti in cui è possibile monitorare l’andamento del profilo. Se investi nei social devi monitorare la piattaforma per vedere quali sono i contenuti che funzionano meglio, in quali giorni e in quali orari. Se investi su più piattaforme puoi valutare l’utilizzo di app di analisi multipiattaforma. Eccoti un elenco:

 

 

4 – Risolvi i problemi, proponi soluzioni

Nel periodo di quarantena, si è fatto spesso il necessario ma con molti limiti. Alla ripartenza la gente vorrà recuperare il tempo perduto, ricordagli questa necessità.

Ad esempio, per molti mesi le persone sono rimaste senza tagli di capelli. Alla ripartenza i barbieri e i parrucchieri dovrebbero investire sui social media e in annunci pay per click su Google ADS per termini di ricerca in linea con le attività locali come ad esempio “barbiere vicino a me”. Come recita un mantra del marketing “vedi un bisogno, soddisfa un bisogno”.

5 – Vendi online

Valuta la possibilità di vendere online con un ecommerce o con servizi di vendita a domicilio. Il tuo sito web e i social possono un’ottima vetrina per mostrare ai potenziali clienti i tuoi prodotti.

6 – Tieni d’occhio le tue recensioni

Una percentuale del 89% dei clienti che fanno acquisti online non intraprende alcuna azione prima di aver letto le recensioni dell’azienda e dei suoi prodotti e servizi (fonte Hosting Tribunal). Tieni sempre d’occhio le recensioni che i tuoi clienti lasciano su Google, Yelp, Facebook e altri luoghi in cui potrebbero segnalare la loro esperienza. Rispondi pro attivamente a una recensione negativa, dimostra che ti preoccupi nel capire e risolvere un problema per migliorare il servizio.

7 – Incentiva i clienti

Offri un incentivo per visitare la tua attività. Dopo il lockdown la concorrenza sarà ancora più agguerrita di prima. Assicurati che la tua azienda abbia un vantaggio. Potresti offrire sconti esclusivi per acquisti dal web e ulteriori incentivi per acquisti che superano determinate cifre.

8 – Contenuti di valore

Cura il tuo sito web aziendale e i social con contenuti di valore. Creare un contenuto di valore (webinar, tutorial, infografica, video, etc…) stimola un cliente a conoscerti meglio e a condividere ai suoi contatti i tuoi contenuti.

9 – Investire in PPC

Una campagna di annunci su Google ADS per termini locali, può essere una buona idea al termine di questo difficile periodo. Quest’estate ad esempio dopo i mesi del lockdown, il turismo e i viaggi in generale avranno un grosso incremento. Attività come alberghi, bed & breakfast e agriturismo potranno sfruttare annunci basati sulla posizione geografica.

E’ periodo difficile. Ci auguriamo che questi suggerimenti possano aiutare la tua attività a ripartire.

Link rotti : come evitarli e perché

Cosa sono i link rotti e come sistemarli

 

Un sito web che ha al suo interno link verso pagine non più esistenti (link rotti) può per questo motivo:

  • Perdere parte della base clienti. Gli utenti attuali reindirizzati verso pagine inesistenti prima o poi si sentiranno abbastanza frustrati e non torneranno più. 
  • Generare problemi con l’acquisizione di nuovi clienti. A causa dei collegamenti ipertestuali errati le persone non trovano cose e pagine che cercano e a cui il tuo sito le ha indirizzate.
  • Danneggiare la tua reputazione online. La maggior parte dei clienti online considera i link rotti come dimostrazione d’inaffidabilità del sito web.
  • Inoltre i link rotti hanno un impatto negativo sulle valutazioni del tuo sito web con i principali motori di ricerca come Google, Yahoo, Bing etc…

Differenze tra link interni ed esterni

 

Con la crescita d’internet e dei suoi contenuti sta diventando sempre più difficile gestire le relazioni tra le singole pagine e tenere traccia dei collegamenti ipertestuali all’interno di un sito web.

Non esistono strumenti o servizi automatici che possano imporre il corretto rapporto tra i siti web, tenere traccia dei contenuti, aggiornare le relazioni tra le singole pagine web. 

Con il passare del tempo, alcuni collegamenti ipertestuali diventano obsoleti stantii o più semplicemente morti. Questi collegamenti non portano più a risorse valide. I visitatori ricevono il codice di errore 404 che significa pagina non trovata.

Per quanto riguarda i link interni questa situazione è più controllabile perché il problema si può presentare quando modifichiamo l’URL, l’indirizzo web di una pagina esistente nel nostro sito.

Per ovviare a questo problema è necessario ricordarsi di mettere in atto le opportune operazioni di reindirizzamento delle pagine web. Prestate la massima attenzione su questo punto, in particolare se state migrando un sito web da un indirizzo a un altro questo per non trovarvi con decine di pagine con il codice di errore 404.

Con i link in uscita o link esterni la situazione è ancora peggiore: il sito web al quale si ci sta collegando può cambiare nome e posizione delle proprie pagine in qualsiasi momento senza preavviso.

La pagina può essere cancellata, i server disattivati ​​(temporaneamente o per sempre) oppure i loro domini scadono o vengono venduti. Purtroppo non si può avere alcun controllo su queste cose quindi l’unico rimedio è quello di eseguire regolarmente test sondando ogni singolo riferimento in uscita per assicurarsi che sia ancora vivo e funzionante.

Come identificare i link rotti

È davvero difficile identificare quali collegamenti interni ed esterni siano rotti. Ed è ancora più difficile correggerli perché per la pulizia devi conoscere la posizione precisa del tag di collegamento interrotto nel codice HTML.

La maggior parte dei tools online che effettuano audit delle pagine web hanno l’opzione di test sui link rotti e non più funzionanti. Ad esempio Semsrush offre questo tipo di servizio di seguito il link.

Il software esegue dei test per verificare la ‘salute’ del vostro sito web e tra le altre cose, ti offre l’opportunità di verifica di eventuali link rotti interni o esterni. Se il tuo sito utilizza WordPress come CMS, posso consigliarti l’uso di un plugin chiamato Broken Link Checker che una volta installato, fornirà costanti aggiornamenti e segnalazioni su eventuali link rotti presenti. Puoi scaricare questo plugin da questo link. L’ultima soluzione che ti propongo è quella di affidare questo compito a dei professionisti. Teutra può ottimizzare il tuo sito web e migliorare il traffico derivante dai motori di ricerca. Contattaci per un site audit e un preventivo gratuito e senza impegno.

Come migliorare la velocità di caricamento delle pagine web

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La velocità di caricamento delle pagine web è una parte cruciale dell’usabilità di un sito. Google infatti, considera la velocità di caricamento delle pagine come uno dei 200 fattori di ranking che influenzano la posizione di un sito web nei risultati di ricerca organici (SERP).

 

Perché velocità di caricamento delle pagine è cosi’ importante?

 

Se la pagina di un sito viene caricata troppo lentamente, aumentano le possibilità che un visitatore ritorni indietro alla pagina dei risultati di Google per rivolgersi a un altro sito.

Se sei un professionista o un piccolo imprenditore sai bene che guadagnare traffico e garantire una navigazione fruibile in maniera semplice e funzionale sta diventando ogni giorno più cruciale.

Con una concorrenza così agguerrita e i numerosi siti web nella tua nicchia, se il tuo sito web non viene caricato rapidamente, è probabile che perda visitatori e potenziali clienti.

Avere un tempo di caricamento veloce della pagina può anche aumentare la velocità di scansione del tuo sito da parte del web crawler di Google. Questo implica anche l’aumento della frequenza con cui Google visiterà il tuo sito.

Su internet puoi verificare la velocità di caricamento di una pagina web con il Page Speed Insights di Google che puoi trovare a questo indirizzo, oppure con GTmetrix a questo indirizzo. Sono ottimi strumenti gratuiti che evidenziano i punti critici sui quali intervenire.

Ecco alcuni suggerimenti per ottimizzare la velocità di caricamento delle pagine del tuo sito web.

 

Ottimizza script e plugin

 

Se utilizzi WordPress sappi che l’utilizzo dei plugin appesantisce la velocità di caricamento delle pagine web. Non tutti i sono necessari, valuta con attenzione l’utilizzo di un nuovo plugin in termini di vantaggi rispetto al peso che questo ha sulla velocità del sito.

Per quanto riguarda gli script , non è consigliabile utilizzare più di un software di tracciamento poiché ciò potrebbe ostacolare il tempo di caricamento della pagina. Se utilizzi ad esempio, lo script fornito da Google Analytics per tenere sotto controllo le statistiche sul traffico del tuo sito web, non è consigliabile aggiungere altri script che facciano la stessa cosa.

Infine se si utilizza un CMS come WordPress ti consiglio di tenere sempre aggiornato il software. Tenere il passo con gli aggiornamenti del software migliora anche la velocità del sito.

 

Dimensioni e formato dell’immagine

 

Le immagini che sono presenti sul tuo sito possono richiedere molta larghezza di banda, il che influisce sul tempo di caricamento della tua pagina. Non è sufficiente ridimensionare le immagini perché questo cambia solo l’aspetto dell’immagine e non le sue dimensioni reali.

La cosa da fare è diminuire il peso in byte delle immagini stesse utilizzando alcuni editor d’immagini come ad esempio Photoshop. Se utilizzi WordPress, ci sono diversi plugin che agevolano questa azione, il migliore a mio parere è Smush, che puoi scaricare da questo link, che svolge in automatico questa attività nel migliore dei modi.

Per ottimizzare i tempi di caricamento della tua pagina è ideale attenersi a formati grafici standard come JPG, PNG e GIF. Per approfondire questo argomento, ti rimando alla lettura della mia guida su come ottimizzare le immagini su Google.

 

File JS e CSS esterni

 

È una buona pratica posizionare il codice JS e CSS del tuo sito web in file esterni e non dentro la pagina. Quando la pagina viene caricata, il browser memorizza questi file esternamente e riduce il tempo di caricamento sulle richieste successive. Inoltre, avere i file JS e CSS esternamente consente una più facile manutenzione del sito.

 

Evita reindirizzamenti

 

Evitando i reindirizzamenti si aumenta la velocità del servizio. Alcuni reindirizzamenti sono inevitabili e devono essere presenti, ma è necessario ricordare che ciò richiede un ulteriore codice HTTP che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Controlla i link non più funzionanti e risolvili immediatamente.

 

Ottimizzare la memorizzazione nella cache

 

Ogni volta che un navigatore visita un sito, vengono caricati i file immagine, i file CSS e Java, il che aumenta il tempo di caricamento della pagina. Se impostiamo correttamente la memorizzazione nella cache del nostro sito web, il browser può memorizzare queste risorse o file per le richieste successive.

Su carichi di pagina ripetuti questi file possono essere recuperati dalla cache anziché scaricarli di nuovo dalla rete. Ciò riduce anche la larghezza di banda e i costi di hosting. Se utilizzi WordPress, ti consiglio WP Fastest Cache per questo utilizzo.

Puoi utilizzare le intestazioni di expires per i componenti statici del sito e le intestazioni di Cache-Control per quelle dinamiche. L’uso di queste intestazioni rende i vari componenti di un sito, incluse immagini, fogli di stile, script e flash, memorizzabili nella cache.

Questo a sua volta riduce al minimo le richieste HTTP e quindi migliora il tempo di caricamento della pagina. Con l’uso delle intestazioni Expires puoi effettivamente controllare il periodo di tempo in cui i componenti di una pagina web possono essere memorizzati nella cache.

Se il tuo sito è ospitato su server Apache puoi impostare il tempo per il contenuto memorizzato nella cache usando la direttiva ExpiresDefault. Imposta la data di scadenza come un certo numero di anni dalla data corrente: ExpiresDefault “access plus 2 years”.

 

Configurare la codifica G-Zip

 

Analogamente ai file sul PC che vengono compressi per ridurre le dimensioni totali durante i trasferimenti di file online, i file pesanti sul tuo sito Web possono essere compressi con qualcosa chiamato G-Zip Compression. Ciò consente di risparmiare larghezza di banda e tempo di download e riduce la velocità di caricamento della pagina. È necessario configurare il server in modo che restituisca il contenuto compresso.

 

Evita di eseguire il rendering di script di blocco

Metti i file javascript alla fine del corpo o usa l’attributo ‘async’ per caricarli in modo asincrono.

 

Minificazione di JavaScript e CSS

 

La minimizzazione è il processo di compressione del codice rinominando le variabili in nomi più brevi che aiutano a ridurre le sue dimensioni e il successivo tempo di caricamento. Ti consiglio di utilizzare uglify.js per questa operazione.

 

Riduci dimensione cookie

 

I cookie vengono utilizzati per memorizzare i dati che devono persistere tra le richieste. Questi dati vengono inviati ad ogni richiesta e aumentano il tempo di caricamento. Quindi, riducendo le dimensioni dei cookie riduci la dimensione dei dati che vengono trasferiti e diminuisci il tempo di caricamento della pagina. Elimina i cookie non necessari o riduci le loro dimensioni.

Che differenza c’e’ tra posizionamento, indicizzazione e ottimizzazione?

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Tutti capiamo l’importanza dell’ottimizzazione in ottica SEO per migliorare il posizionamento nella pagina dei risultati delle ricerche di Google.

Per chi non opera nel settore del web marketing e della SEO, può risultare ostico districarsi fra termini come indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento di un sito web. 

Per quanto sottili possano sembrare le differenze, sono decisamente concetti importanti da comprendere. Scopriamoli insieme in questa guida. 

 

Indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento 

 

  • Per indicizzazione si intende la segnalazione al motore di ricerca dell’esistenza del sito web e delle sue pagine.
  • Per ottimizzazione si intende l’attività che prevede la corretta gestione del codice delle pagine del sito web. Questo comprende tra le altre cose, l’utilizzo di determinati tag HTML e la corretta scelta delle parole chiave da utilizzare per l’indicizzazione sui motori di ricerca. 
  • Per posizionamento si intende la presenza di una pagina di un sito web il più in alto possibile nella pagina dei risultati della ricerca o SERP in inglese, per una determinata parola chiave. 

E’ intuibile quindi che meglio un sito è ottimizzato, migliore e più veloce è l’indicizzazione  e quindi il relativo posizionamento.

Le attività sono quindi tra loro propedeutiche e la terza è la “naturale evoluzione” delle prime due.

Scendiamo adesso nel dettaglio spiegando i tre concetti sopra descritti.

 

L’indicizzazione di un sito web

 

L’indicizzazione è quel processo mediante il quale un documento web (pagina) riesce ad essere presente nei motori di ricerca (indice). I motori di ricerca, come Google, usano principalmente 5 sistemi per indicizzare le pagine dei siti web:

  • Spider: sono software automatici programmati per setacciare la rete a caccia di nuovi di nuove pagine web da indicizzare.
  • Controlla URL”: è un modulo messo a disposizione nella Search Console di Google  che permette di segnalare l’URL, l’indirizzo web di una pagina. 
  • Sitemap: non è altro che un file, in formato XML, che contiene al suo interno tutte le pagine di un sito web e che viene utilizzato dai motori di ricerca per indicizzare il sito stesso.
  • RSS (Really Simple Syndication): sono sistemi di fruizione dei contenuti web che ci permettono di essere avvisati quando ci sono nuovi post o novità da un sito web.
  • Tramite i servizi di Google: se nessuna delle opzioni precedenti è stata realizzata, può accadere che una pagina web venga indicizzata comunque da Google se si è utilizzato Google Adsense sulla pagina, oppure se è stato inserito nel sito un indirizzo email Gmail o ancora, se è stato inserito un link verso la pagina da una pagina esterna (backlink).

 

Che cosa è la Sitemap

 

Abbiamo detto prima che la Sitemap non è altro che un file che contiene tutte le pagine di un sito e che può essere aggiornata spesso e anche in maniera automatica. Attraverso la Sitemap i motori di ricerca indicizzano un sito web, poiché in definitiva, la Sitemap è l’indice delle pagine di un sito web. 

Dal sito del protocollo Sitemaps si legge:

Le Sitemap permettono ai webmaster di indicare, in maniera preferenziale ai motori di ricerca, le pagine dei siti disponibili per la scansione.

Negli ultimi anni i motori di ricerca hanno standardizzato le Sitemap  adeguandosi al protocollo. Di conseguenza basta creare un’unica Sitemap da presentare ai vari motori di ricerca.

Grazie a questo processo di standardizzazione è possibile riuscire a segnalare tutte le pagine con un’unica operazione. Possiamo comunicare in maniera diretta con i vari motori di ricerca, presentando nel medesimo modo tutte le pagine del sito web e le informazioni a esso correlate, creando così un aggiornamento continuo e costante.

 

L’ottimizzazione di pagine web

 

Ottimizzare un sito internet per i motori di ricerca significa mettere in atto tecniche tendenti a migliorare e facilitare la lettura e l’analisi da parte degli spider, delle pagine del sito in questione.

Google, il punto di riferimento mondiale per ciò che concerne i motori di ricerca, ha definito delle linee guida sulla sintassi del codice html della pagina, che è necessario seguire per ottimizzare la pagina stessa.

Quando si ottimizza un sito, però, dobbiamo sempre ricordare che i fruitori finali delle pagine web sono i navigatori della rete, i lettori e non i motori di ricerca. Sforzarsi nella realizzazione di modifiche tecniche che hanno, come unico obiettivo, un miglior posizionamento su Google potrebbe non generare i risultati sperati.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca consiste nel presentare il proprio sito internet nel miglior modo possibile tenendo conto della sua visibilità per i motori stessi, ma ricordando sempre che i navigatori del web sono i “clienti finali”.

Per le tecniche di ottimizzazione vere e proprie si rimanda ad un post scritto in precedenza.

 

Posizionamento sui motori di ricerca

 

Posizionare un sito web in prima pagina sui motori di ricerca per una determinata parola chiave non è un lavoro semplice e immediato.

Se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti e duraturi, occorre rivolgersi a uno specialista: il cosi detto SEO.

Il SEO è un consulente che studia e segue l’evolversi delle regole e degli algoritmi che i motori di ricerca mettono in campo per determinare i risultati delle ricerche.

Infatti, per guadagnare visibilità sulla SERP (Search Engine Report Page, la pagina dei risultati dei motori di ricerca) non basta solo ottimizzare il codice del sito. Il posizionamento su Google è un processo complesso e mutevole che necessita di continui controlli e verifiche, l’applicazione di strategie e tecniche che solo un consulente SEO può garantire.

Una volta raggiunta l’agognata “prima pagina su Google” occorre mantenere questo risultato ponendo in atto strategie di supporto.

Il posizionamento di un sito internet è la naturale conseguenza di una ottima indicizzazione e di una perfetta ottimizzazione, ma non solo. Determinati risultati di visibilità si ottengono solamente affidando la responsibilità di crescita del proprio marchio a consulenti esperti, consulenti SEO.

Indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento: capire bene questi concetti per avere una giusta visione d’insieme quando si collabora con un consulente SEO. Per approfondire il discorso, vi consiglio la lettura di articolo su come le aziende con un business locale, possono guadagnare visibilità in rete con una consulenza SEO.