Web design, web marketing e SEO

54 consigli per ottimizzare il tuo sito e-commerce

54 consigli per ottimizzare il tuo sito e-commerce

Migliorare la presenza marketing online di un sito di e-commerce è, di solito, un compito impegnativo. Questo perché i consulenti marketing online insieme ai SEO professionisti, al fine di ottenere un miglior posizionamento sui motori di ricerca, devono :

  • migliorare l’ esperienza dell’utente.ottimizzare-sito-e-ecommerce
  • usare tutti i canali disponibili per promuovere il business online.
  • trovare modi per aumentare i tassi di conversione e aumentare le vendite.

In questo articolo vi elenchiamo 54 importanti consigli SEO e tecniche di marketing online che possono essere utilizzati al fine di migliorare la presenza marketing online di un sito e-commerce. La lista coinvolge  diversi aspetti del processo di ottimizzazione.

  1. Utilizzare URL SEO friendly che contengano le parole chiave importanti di ciascun prodotto o categoria.
  2. Scegliere con attenzione le vostre categorie e utilizzare una struttura di link ad albero.
  3. Linkare direttamente in home page i vostri prodotti più venduti.
  4. Attenzione ai contenuti duplicati, utilizzare URL canonici . Non creare più pagine di destinazione per piccole differenze di prodotto (colore, formato etc…).
  5. Parola chiave di ricerca: scoprire con che termini i clienti ricercano i vostri prodotti.
  6. Utilizzare il singolare al posto del plurale, (ad esempio fotocamera vs telecamere), ma controllare le tendenze del vostro settore per vedere se è più popolare il plurale.
  7. Non utilizzare le descrizioni dei prodotti fornite dai produttori per evitare problemi di contenuti duplicati con gli altri siti di e-commerce che vendono i vostri stessi prodotti. Scrivere descrizioni significative e utili, almeno per i prodotti più venduti.
  8. Ottimizzare le vostre pagine per le parole chiave mirate.
  9. Non creare contenuti ‘sottili’ e pagine che non sono necessarie. Panda vi sta guardando!
  10. Scrivere meta description interessanti per aumentare il CTR della SERP.
  11. Usa schema.org per etichettare i dettagli del prodotto e prezzi.
  12. Aggiorna i tuoi contenuti regolarmente per mantenerli freschi (un blog serve principalmente a questo scopo).
  13. Ottimizzare le immagini (nomi di file, alt=, testo che le circonda) per aumentare il traffico che si riceve attraverso Search/Immagini di Google.
  14. Usa testi di ancoraggio utilizzando le parole chiave che compaiono sul titolo di ciascun prodotto / categoria (dove possibile).
  15. Analizzare le campagne di link building dei vostri concorrenti e cercare di acquisire i collegamenti dalle stesse fonti di alta qualità.
  16. Utilizzare i collegamenti ipertestuali di testo per il collegamento tra i vostri prodotti e categorie (link interni).
  17. Non concentrare tutti i backlinks sulla home page ma puntate, dove possibile, direttamente alle pagine di destinazione dei prodotti.
  18. Usare correttamente la ‘call to action’ . Posizionarla in bella vista e strategicamente su tutte tue pagine.
  19. Creare un sito gradevole da navigare, professionale e facile da usare.
  20. Usare “badge di sicurezza” (McAfee, VeriSign, o Direct Marketing Association) per guadagnare la fiducia dei tuoi visitatori.
  21. Non confondere il visitatore con 1 milione di opzioni. La sua attenzione deve sempre tendere alla ‘call to action’.
  22. I migliori e-commerce offrono funzioni interessanti come “Aggiungi alla lista dei desideri”, “Invia avviso email quando il prodotto sarà disponibile”, “iscriviti alla Newsletter” etc.. Essi sono utili agli utenti e possono aiutare ad aumentare i tassi di conversione.
  23. Utilizzare immagini e video dei prodotti più venduti
  24. Assicurarsi che il vostro sito sia responsive e navigabile da tutti i browser.
  25. Mantenere il vostro processo di pagamento semplice per aumentare il tasso di conversione e ridurre il tasso di abbandono Carrello .
  26. Ridurre il tempo di caricamento del tuo sito web, riducendo al minimo le dimensioni dei file css / js / immagine e utilizzando meccanismi di caching.
  27. Scegliere con attenzione la piattaforma di e-commerce che si intende utilizzare. Assicurarsi che venga regolarmente aggiornata, che abbia un sacco di plugin, che sia supportata da una comunità attiva o da una società seria e che sia ‘SEO friendly’. Non selezionare la piattaforma solo in base al sul costo.
  28. Creare sitemaps HTML e XML e trasmetterle ai vari motori di ricerca.
  29. Evitare di utilizzare AJAX , Flash e altre tecnologie non SEO friendly per parti importanti della tua pagina.
  30. Assicurarsi che le ID di sessione non compaiono negli URL. Questo può creare un problema di contenuti duplicati.
  31. Curare l’impaginazione e l’ordine dei prodotti nelle pagine. Assicurarsi che i / I più venduti / più popolari / più importanti appaiano per primi negli elenchi mostrati al pubblico.
  32. Offrite agli utenti la possibilità di cercare i prodotti in base al loro nome, marca, prezzo e caratteristiche.
  33. Aggiungere i pulsanti di condivisone dei contenuti sui social media, su tutte le tue pagine.
  34. Usare le recensioni e valutazioni dei prodotti.
  35. Organizzare promozioni e concorsi per generare interesse positivo per la vostra azienda.
  36. Creare un blog all’interno del tuo sito web e scrivere recensioni per i prodotti più venduti.
  37. Usare strumenti pay per click come Adwords, per ottenere traffico altamente mirato al tuo sito.
  38. Usare Campagne di email marketing e tenersi in contatto con i vostri clienti più fedeli.
  39. Iscrivetevi a Google Merchant Center per fare comparire i vostri prodotti su Google Product Search.
  40. Non utilizzare metodi di spam per promuovere il tuo sito.
  41. Tracciare il comportamento degli utenti per vedere come navigano attraverso il vostro sito web.
  42. Identificare i vostri buoni clienti, chiedere loro un feedback e premiarli offrendo sconti.
  43. Identificare le tendenze ed i prodotti più venduti .
  44. Focus su tassi di conversione e apportare le modifiche necessarie per migliorare le vendite.
  45. Usare A / B test per migliorare l’esperienza utente e le vendite.
  46. Decidere quante lingue dovrebbe supportare il vostro sito e quale dovrebbe essere quella predefinita.
  47. Scegliere il nome e il TLD del dominio saggiamente. Un .com o di un TLD specifico paese possono davvero fare la differenza.
  48. Per l’ host del vostro sito web scegliete una società di hosting affidabile. 
  49. Decidere se è necessario utilizzare i metodi di targeting GEO .
  50. Offrire una versione più leggera e più semplice su cellulare del tuo sito web.
  51. Fornire vari metodi di pagamento ai vostri clienti (Carta di Credito, PayPal, Bonifico bancario diretto, ecc).
  52. Offrire diversi metodi di spedizione e raggiungere il maggior numero possibile di paesi.
  53. Utilizzare robots.txt per garantire che gli spider dei motori di ricerca non possano accedere alle varie funzioni e-commerce / funzioni quali Aggiungere al carrello, completa l’acquisto, Aggiungi alla Wishlist etc…
  54. Creare Offerte Speciali e Landing Pages per aumentare le vendite.

nuoviclientiQuesto elenco, anche se l’ottimizzazione di un sito e-commerce è un compito complicato e impegnativo, é in grado di coprire le parti più importanti del processo e può essere un ottimo punto di partenza per la SEO e per i professionisti del marketing online. Auguro a tutti voi buona fortuna e sarò felice di sentire i vostri pensieri e suggerimenti.

Quali altri suggerimenti avete per l’ottimizzazione di un sito e-commerce? Lasciate i vostri commenti qui sotto e non dimenticate di condividere questo articolo se vi piace.:)

 

 

Tecniche di inbound marketing la pubblicità del futuro

Tecniche di inbound marketing la pubblicità del futuro


Tecniche di Inbound marketing per spendere meno e ottenere di più

Tecniche di inbound marketing: Siete alla ricerca di nuove modalità per promuovere i vostri prodotti? Siete stanchi di spendere tempo e denaro utilizzando i canali tradizionali di pubblicità? Perché non vi fermate dieci minuti a leggere questo articolo, noi cercheremo di convincervi che prendere in considerazione le tecniche di inbound marketing può soltanto migliorare le vostre prospettive.

Vediamo anzitutto di capire cosa significa il termine inbound marketing. L’ inbound marketing è quella modalità di marketing che si fonda sul fatto che è il cliente a cercare voi mentre la pubblicità tradizionale (outbound marketing), si basa sul concetto che siete voi a cercare il cliente. A livello di rete internet si tratta di attirare persone al vostro sito web fornendo loro contenuti utili e interessanti o che risolvono loro problemi. 

Tecniche-di-Inbound-MarketingL’ inbound marketing rispetto alla pubblicità tradizionale cerca di rovesciare le prospettive fornendo informazioni preziose a quei naviganti che sono in cerca di informazioni, di servizi specifici, approfondimenti tecnici.

L’ inbound marketing è dunque incentrato sulle persone ed i loro bisogni, in particolare quelli relativi alle decisioni di acquisto. Oggi la rete è utilizzata sempre di più per la ricerca on-line di contenuti che aiutino a rendere il processo di acquisto più completo. Potenziare l’ inbound significa quindi posizionare meglio la vostra azienda secondo i bisogni dei vostri potenziali clienti. In questo modo svilupperete una presenza online nuova fornendo contenuti e servizi che parlano a loro e dei loro interessi e bisogni specifici.

Vi chiederete perché ed in che modo funziona questo tipo di attività promozionale. La strategia di creazione di contenuti che elaborerete non deve soltanto attirare i visitatori sul vostro sito, ma piuttosto attirare quelli giusti.

Il sistema di lead generation, di generazione di contatti, può essere costruito offrendo contenuti scaricabili gratuitamente – ebook, cataloghi, video ed applicazioniPartiamo dunque creando traffico più qualificato, così da poter avere più possibilità di conversione dei visitatori in clienti. Recenti stime infatti dicono che l’ inbound marketing produce il 54% in più di contatti rispetto a tecniche come il direct mailing.

Certo, creare contenuti di qualità non è un gioco da ragazzi e per farlo dovrete rivolgervi ad esperti. Il contenuto deve essere abbastanza interessante da fare breccia nel caos di contenuti simili (creati dalla vostra concorrenza). Allo stesso tempo è molto delicata la distribuzione di tali contenuti attraverso vari canali online, come e-mail e social mediaLa conversione dei probabili clienti si basa sul credito che gli utenti vi danno, sul valore dei contenuti che state fornendo.

Inbound-Outbound-MarketingNell’ inbound marketing è poi importantissimo monitorare in tempo reale il successo delle vostre campagne marketing ed il comportamento degli utenti, così da poter eventualmente effettuare modifiche in corso d’opera.

Vi accorgerete da soli che se parlate troppo del vostro brand offrendo contenuti poco interessanti avrete meno successo. Sono premianti contenuti che generano il dialogo e la discussione, ecco perché dovete imparare a capire cosa è una call to action, una frase che invita ad interagire, che chiama qualcuno a fare qualcosa. Un invito all’azione non è un invito a comprare! Piuttosto un invito a saperne di più sui vostri clienti potenziali, un po’ come dire “rimaniamo in contatto”.

Attenzione al pulsante della CTA – call to action, deve essere chiaro e non trarre in inganno. Si deve capire dove conduce e deve quindi indicare chiaramente cosa succede quando un visitatore ci clicca sopra. Infine, una raccomandazione per chi si avvicina all’ inbound marketing.

Prediligete il contenuto visivo per distinguervi dalla massa, per sfruttare al meglio quei pochi secondi in cui un utente atterra sul vostro sito. Immagini accattivanti – se avete a disposizione grafici e designer, immagini semplici e belle che riguardino il vostro spazio, i vostri clienti, la vostra squadra di lavoro magari anche il vostro prodotto – se siete a corto di risorse. Ricordate che una foto vale più di 1.000 parole.

E voi ? come approcciate l’inbound marketing ? quali tecniche di inbound marketing utilizzate sul vostro sito web per attirare nuovi clienti ? Commentate qui sotto.

Semrush la guida definitiva al monitoraggio delle keywords – teutra.it

Semrush la guida definitiva al monitoraggio delle keywords – teutra.it


Semrush la guida definitiva alle keywords

semrush-rapporto-keywords

Semrush è un tool online, utilizzato tutti i giorni dai professionisti del marketing internazionale per ottenere informazioni sulle modalità in cui i prodotti sono ricercati e promossi sul web. Il tipo di ricerche, il posizionamento online e la spesa dei concorrenti sono elementi utili per definire corrette strategie di marketing. 

Questo post “Semrush la guida definitiva” è un tutorial che ha l’obiettivo di mostrare, anche a chi non è proprio un esperto SEO, quali sono le principali funzioni e come poterle sfruttare per analizzare l’andamento del proprio sito web. 

Per questa guida useremo la versione gratuita e limitata di Semrush e come sito dimostrativo su cui fare la nostra recensione, utilizzeremo il sito ufficiale del Torino Calcio, per la precisione il sito del TorinoFC la gloriosa società granata ricca di storia e tradizioni, di cui sono un orgoglioso tifoso.

Detto ciò, dopo esserci portati sul sito Italiano di Semrush, e cioè http://it.semrush.com/it/ inseriamo l’indirizzo web del sito che vogliamo analizzare, nel nostro caso digiteremo torinofc.it

Grafico organico e ADS

Questa è la videata che riceviamo in risposta, diamo un’occhiata per vedere che cosa ci può essere utile. La prima cosa che salta all’occhio è il grafico sulla destra che mostra, con step che vanno dagli ultimi 30 giorni a più anni, l’andamento della ricerca organica e degli ADS (annunci a pagamento) del sito in questione. In questo caso i dati degli ADS non sono presenti.

torinofc-grafico

Box Panoramica

semrush-posizionamentoAppena a sinistra del grafico, compare un interessante box che fornisce una serie di utili informazioni:

  • Posizionamento Semrush: il numero di parole chiave che rientrano nei primi 20 risultati dei motori di ricerca, 2264 nel caso di Torinofc.it;
  • Traffico organico: il numero stimato di visitatori, al mese, generati dalle 2264 parole chiave, 137995 nel nostro caso.
  • Prezzo del traffico organico, in dollari : costo per portare lo stesso numero di visitatori attraverso gli ADS 31736$ per il sito del Torino FC.

Infine ci sono alcune info sul Traffico ADS di che il sito del Torino FC non utilizza.

Piu’ sotto, all’interno della stessa videata, notiamo altri due box interessanti:

  • Parole chiave organiche
  • Concorrenti nella ricerca organica

Box parole chiave organiche

semrush-parole-chiave-organicheIl rapporto sulle parole chiave è molto importante poiché ci fa vedere per quali parole chiave è posizionato un sito. Il lavoro che fa un SEO è di ottimizzare un sito per determinate parole chiave: con questo rapporto possiamo vedere non solo se si è raggiunto il successo ma anche le parole che sono, per così dire, ‘giunte a rimorchio’ di quelle programmate. In questa videata compare un’anteprima in cui ci viene mostrata

  • La chiave di ricerca (keyword).
  • La posizione (dell’ultimo rilevamento, e tra parentesi, del penultimo rilevamento).
  • Il volume di ricerche mensili per keyword.
  • Il costo per click (CPC) per keyword degli annunci a pagamento.

Semrush ha un database proprietario per quello che riguarda i dati delle ricerche. Questo database viene aggiornato regolarmente e vedremo nel dettaglio come avviene il processo. Per quanto riguarda i volumi di ricerca, i dati sono quelli di Google (nella versione a pagamento). Da questo box possiamo andare nel dettaglio cliccando su ‘Rapporto completo’, oppure ottenere lo stesso rapporto su file excel o CSV cliccando su ‘Esporta’.

Box parole chiave: Rapporto Completosemrush-rapporto-keywords

 

 

Con questa selezione ci troviamo nel cuore delle informazioni che ci fornisce Semrush. Come prima cosa, il rapporto è ordinato per i dati di una determinata colonna ed è possibile riordinarlo per qualsiasi colonna, il che fornisce utili e interessanti viste dei dati presentati. Per default, il report è ordinato per la colonna ‘Traffico %’, ne riparleremo più avanti. Dunque analizziamo le colonne sulla base della prima parola chiave del nostro esempio e cioè, la parola chiave ‘Torino fc’. Le colonne mostrano:

  • Colonna POS: La posizione attuale e, fra parentesi, la posizione della precedente rilevazione. Attenzione a non dimenticare da quanto tempo questo dato è stato analizzato (vedi colonna ‘last update’). Nel nostro esempio se cerchiamo su Google la chiave ‘torino fc’ scopriamo, con poca sorpresa direi, che il sito www.torinofc.it è in prima posizione e lo era anche in data della precedente rilevazione per l’interrogazione ‘torino fc’;
  • Colonna VOL: Il volume medio delle ricerche per la keyword in esame, rilevato negli ultimi 12 mesi.
  • Colonna CPC : Il costo medio, in dollari, di ogni click su per gli annunci a pagamento per questa ricerca. 
  • Colonna URL : L’indirizzo web della pagina mostrata per questa interrogazione (dove la keyword è stata rilevata come performante). 
  • Colonna Traffico % : Il rapporto tra il numero di visitatori che arrivano al sito da questa interrogazione di ricerca, e tutti i visitatori che arrivano dai risultati di ricerca.
  • Colonna Costi % : Il rapporto tra il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori per questa interrogazione di ricerca e il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori target che arrivano a questo sito dai risultati di ricerca.
  • Colonna Com: Indice di concorrenza degli inserzionisti di annunci a pagamento: maggiore è il numero, più alta è la concorrenza.
  • Colonna Risultati: Numero dei risultati di ricerca, quante pagine il motore di ricerca conosce per questa interrogazione
  • Colonna Tendenza: Un piccolo grafico ad istogrammi per mostrare il riscontro delle ricerche suddiviso per mese
  • Colonna SERP source: Mostra istantaneamente una pagina con i risultati per la ricerca della keyword in esame
  • Colonna Last update: Mostra la data dell’ultima volta che la keyword è stata analizzata. Dato molto importante perchè a volte si tende a pensare che il report fornisca sempre dati ‘freschi’ ma non sempre e non per tutte le chiavi, è cosi. Vi faccio notare, inoltre, che i dati non vengono rinfrescati in maniera omogenea per tutte le chiavi.

Come leggere questo report

Viste brevemente le colonne, vediamo come ottenere le informazioni utili per capire quali sono le chiavi più importanti del nostro business, quali performano e quali no. La prima cosa da fare è guardare il report cosi’ come è, per dare un’occhiata alla colonna Traffico % che ci dice quanto pesa allo stato attuale sul sito ogni interrogazione.

Nel nostro esempio, la chiave ‘Torino fc’ porta un 30,82 % di tutte le ricerche che associato al volume di 90500 interrogazioni mensili, ne fanno un’ottima chiave. Bisogna sempre guardare ai volumi e a quante visite una chiave porta. Molti si fermano solo a guardare la posizione e si accontentano di essere primi o in prima pagina.

Ma per quale interrogazione ? Che valore ha essere in prima pagina per una interrogazione che viene effettuata poche decine di volte in un mese ? La posizione è importante nella valutazione di una parola chiave ma altrettanto importante è il volume di interrogazioni che questa chiave porta con se.

Verificare la percentuale di traffico di una chiave è importante. Potreste scoprire che una chiave a cui non davate molto peso, in realtà’, vi porta molto traffico. Un’altra cosa sulla quale riflettere è la URL che il motore di ricerca ‘vede’ per questa interrogazione. E’ possibile e non infrequente avere 2 o più’ pagine che sono ottimizzate per la stessa parola chiave.

Un’altra colonna che vi consiglio di guardare è quella del CPC che aiuta a capire quanta concorrenza esiste per ogni chiave di ricerca e quanto ci potrebbe costare un’ipotetico click. Sottolineo ancora una volta, infine, l’importanza della colonna ‘last update’. E’, infatti, importante verificare da quanto tempo il dato non viene aggiornato: una posizione 2(2) che non viene aggiornata da 1 mese o più ci può far dubitare che la posizione possa essere ancora attuale.

Box Concorrenti nella ricerca organica

Come già detto, Semrush è un’ottimo strumento per valutare il lavoro di ottimizzazione svolto sul sito attraverso le parole chiave, i volumi e la concorrenza esistente. La concorrenza è uno degli aspetti da non dimenticare quando si ottimizza un sito. Vediamo come ci aiuta Semrush.

concorrenti

Semrush prende in esame e ci mostra tutte le chiavi di ricerca che compaiono entro le prime 20 interrogazioni dei motori di ricerca. Questo punto comune di partenza ci puo’ aiutare a valutare l’andamento del nostro sito e  quello dei nostri concorrenti. Guardiamo l’immagine di fianco. Ci mostra i siti dei nostri 5 concorrenti più agguerriti. Le informazioni che ci mostra sono 

  • Dominio.
  • Livello della competizione. Un’istogramma che mostra, graficamente, quanto il dominio in questione sia simile al nostro per la tipologia di chiavi di ricerca che utilizza.
  • Parole chiave in comune.
  • Parole chiave organiche. (il numero di parole chiave che si classificano entro i primi 20 risultati della ricerca organica).

Identificare i propri concorrenti per verificare cosa fanno e come lo fanno è un punto importante per capire come aumentare la visibilità del proprio sito web. Cliccando su concorrenti della ricerca organica, questo stesso box si espande mostrandoci le ulteriori colonne.

concorrenti-ricerca-organica

 

  • Traffico organico. Il numero di visite mensili del sito
  • Prezzo traffico organico. Costo stimato acquistando lo stesso numero di visitatori attraverso annunci a pagamento.
  • Parole chiave Ads. Numero di parole chiave che il sito ha nei Top 20 degli annunci a pagamento.

Conclusioni

Semrush è un’ottimo software e già’ nella versione gratuita e limitata, mostra i propri punti di forza. Naturalmente questo è solo un punto di partenza, al suo interno nella versione a pagamento, oltre al non avere il limite dei 10 migliori risultati per ogni Box, troviamo altri strumenti come il raffronto tra due siti, il keyword difficulty, il site audit e molte altre cose. Spero che questa piccola introduzione a Semrush vi sia stata utile. Con questo si conclude l’articolo “Semrush la guida definitiva”, provatelo e commentate la vostra esperienza con Semrush.

             

Fare sondaggi usando Google Plus – teutra.it

Fare sondaggi usando Google Plus – teutra.it


Per vendere devi conoscere il tuo mercato

Sondaggi usando google plus. Al giorno d’oggi si fa un gran parlare di social media marketing, ma il marketing non si fa soltanto con le campagne promozionali fatte di banner ed annunci. Prima della pubblicità diretta ci vuole uno studio coerente e concreto per capire quale è il proprio target e quale potenzialmente lo può diventare. Per chi fa le cose sul serio è dunque essenziale soprattutto la fase di analisi del mercato, di profilazione dei clienti, la fase insomma in cui l’azienda conosce meglio il suo target, sia quello già acquisito che quello potenziale.

Per venire incontro a questo tipo di esigenze Google ha affinato un prodotto semplice e facile da utilizzare, le Consumer Surveys. Le ricerche di mercato erano fino ad oggi uno strumento utilizzabile solo da aziende ubicate in paesi anglofoni (Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia). Da qualche giorno però le cose sono cambiate e le Survey sono arrivate anche in Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone. L’idea è quella di offrire una singola piattaforma e un’unica metodologia di analisi per le imprese.

Capire come cambiano i tuoi clienti

sondaggi_google_plusSorvegliare il proprio mercato di riferimento, capire se va a restringersi o se ci sono possibilità di ampliamento, conoscere come stanno cambiando i propri clienti e quali esigenze hanno. Questa è senza ombra di dubbio un’operazione essenziale e se Google ci aiuta permettendoci di tenere bassi i costi, ancora meglio. Partire da una fase preliminare di indagine può essere infatti costoso in termini economici e produttivi, perché con gli strumenti tradizionali (questionari da somministrare porta a porta, indagini telefoniche) non è facile ottenere risultati validi in poco tempo. Un’analisi che si rispetti deve infatti avere un campione minimo di persone interpellate, un campione minimo di riferimento che ne certifichi la validità dei risultati.

Per creare prodotti e servizi in grado di soddisfare le esigenze del target di riferimento bisogna anzitutto raggiungerlo. Google Plus permette di creare un modulo di sondaggio da incorporare direttamente in un blog, in un post. Basta condividere il post come si fa abitualmente dal proprio profilo, dalla propria pagina o anche all’interno di una comunità, per raccogliere feedback diretto dal proprio pubblico di riferimento. Il sondaggio comparirà nel flusso delle news come link specifico oppure come elemento modificabile nell’area contenuto.

Come creare un sondaggi usando Google Plus step by step

sondaggi1Creare una survey è semplice. Ripercorriamo i passi. Da Home bisogna fare clic sulla scheda di Creazione Contenuto o Post che dir si voglia e quindi sulla sotto scheda Sondaggio che appare sul lato destro dello schermo. A questo punto scegliete una domanda con cui partire, lo farete anzitutto scegliendo i tipi di risposta che volete avere:

* Risposta singola: c’è la possibilità di scegliere una sola risposta da un elenco di risposte prefissate da voi;

* Risposte multiple: ciascuno degli intervistati può barrare una opzione scegliendola un elenco di risposte prefissate da voi;

Per attirare maggiormente l’attenzione potete inserire un’ immagine che diventa quella di riferimento per il vostro post/Sondaggio.  A questo punto basta Condividere allo stesso modo con cui condividiamo un post di testo o un link ad un sito web. Prima di pubblicare potete naturalmente fare delle prove di layout e dunque il nostro consiglio è di condividere il sondaggio con una cerchia ristretta che potrete controllare e da cui potrete ricevere i feedback. Chi trova il vostro sondaggio può rispondere e tornare a modificare la sua risposta quando vuole.

Quando volete vedere i risultati dei sondaggi usando google plus vi basterà cliccare sul numero dei voti e si aprirà il dettaglio delle percentuali e dei votanti.

Insomma Google Plus si propone come strumento duttile per gli addetti marketing delle aziende. I suoi numeri sono ancora difficilmente paragonabili a quelli di Facebook, ma rispetto a LinkedIn, Pinterest o Instagram il paragone si può fare eccome, perché Google Plus gode di una buona reputazione. La questione è che Google Plus genera molto più brand engagement rispetto ai concorrenti.

E voi, avete già’ provato a fare sondaggi usando google plus ? E con quali risultati ? Parliamone… 

 

Perché concentrare i contenuti sul lettore

Perché concentrare i contenuti sul lettore

L’utente al centro dell’universo di Google

Concentrare i contenuti sul lettore e non sui motori di ricerca. Che tu stia lanciando un sito online o promuovendo uno già esistente sicuramente ti sarai ritrovato a leggere articoli che parlano di posizionamento siti web, ottimizzazione per i motori di ricerca, indicizzazione, content  marketing, seo e sem e tante altre nozioni simili.

La confusione è inevitabile e chiunque a questo punto  cercherebbe, in un modo o nell’altro, di fare chiarezza soffermandosi sulle singole tematiche in maniera più approfondita.

Sicuramente la parte essenziale per avere successo sul web è il posizionamento sui motori di ricerca; anche se essa va di pari passo con tantissime altre caratteristiche che un sito web dovrebbe avere per essere conosciuto ed apprezzato.

Google, il maggiore motore di ricerca al mondo, è una sorta di consulente della comunicazione nel Word Wide Web e tutto ciò che è on line è in maniera, diretta o indiretta, influenzato da esso.

Google, attraverso un algoritmo complicatissimo e protetto dal segreto industriale, stabilisce nel momento in cui gli utenti digitano determinate keyword (parole chiave) nel Google Box. l’ordine di apparizione dei siti in SERP.

Ci sono vari fattori che Google prende in esame per stabilire se le informazioni contenute in un determinato sito web sono particolarmente utili e che la pagina che le contiene andrebbe posizionata nelle prime posizioni della SERP. In questo articolo cercheremo di analizzare nel dettaglio questo particolare aspetto.

Google è quindi una sorta di vigile che direziona l’informazione online, il cui obiettivo principale è garantire agli utenti un esperienza assolutamente utile: trovare quello che cercano nel momento in cui lo cercano.

La priorità di Google

è quindi quella di fornire:

  • contenuto di qualità;
  • contenuto originale;
  • contenuto che risponde direttamente a quella che è la richiesta dell’utente online.

In un’unica frase, per avere successo online, basta attenersi ad un’unica e sola regola che è :

Concentrati sul lettore che Google ti premierà!

Un buon posizionamento del sito web è la conseguenza di una strategia web marketing vincente. Riuscire a trasmettere la credibilità necessaria per costruire attorno al tuo brand un’aura di credibilità deve essere il fine ultimo di ogni strategia adottata e del tuo business. 

Esiste una ricetta per la visibilità sul web e gli ingredienti di base sono solo 2:

  • Identità (personale oppure aziendale);
  • Contenuti

L’identità è un fattore da studiare e da non lasciare assolutamente al caso, in quanto non considerandolo si potrebbe rendere meno efficaci i contenuti di qualità che si andranno a creare sul tuo sito web.

scrivere motori ricerca again

I contenuti possono essere testuali oppure visuali, come foto e video, e sono quelli che faranno parlare di te creando interesse verso la tua persona (Brand) e di conseguenza verso i tuoi prodotti/servizi.

Il contenuto di qualità è la vera e propria colonna portante per il successo dei siti online. Analizziamo adesso quali sono i requisiti e le competenze per ottenere il successo e per essere notati.

Ecco ciò che servirebbe per creare valore:

Abilità nella scrittura

I lettori scelgono il tuo contenuto perché lo considerano interessante, ironico, coinvolgente, ma anche, e solo, perché scritto da una persona che ha una buona reputazione online. Chi legge un contenuto è perché pensa di ottenere un ritorno conoscitivo e culturale.

Sviluppare le capacità di ricerca online e offline

Naturalmente chi scrive online non conosce qualsiasi argomento in maniera approfondita; la capacità di scrivere del tema trattato con competenza dovrà sottostare ad un lavoro di ricerca di informazioni accurata. Nello scrivere bisogna tenere sempre conto di cosa realmente i potenziali lettori hanno bisogno e del proprio pubblico di riferimento.

Imparare a sfruttare i Social Media in maniera strategica

Ottenuto un lavoro contenutistico interessante, originale e accattivante lo si deve supportare con una buona azione di PR Online e sfruttare ogni piattaforma social al meglio, seguendo le caratteristiche più congeniali alla viralizzazione del contenuto (Hashtag, foto e tantissimi altri trucchetti…).

Saper ottimizzare il testo/contenuto in chiave SEO

Per questo aspetto ci vengono in aiuto tantissimi Plug-In anche gratuiti che possono essere installati sulle varie piattaforme. Per WordPress il più conosciuto è SEO di Yoast.Yoast_Footer_Thumbs-Up

Includere nel sito web un blog

Un blog costantemente aggiornato con news e informazioni crescerà di volume di traffico, la qualità e la reputazione e attirerà i lettori che a loro volta ne condivideranno il contenuto. La lettura dei post riesce a generare un atteggiamento positivo verso il BRAND che dimostrerà così di conoscere a pieno dell’argomento trattato. Il blog aumenta l’efficacia delle strategie di Marketing sui Social Network e in generale online.

Ma vogliamo ribadire che pensare soprattutto ai lettori e creare una buona base di “Fan” che apprezzano il tuo prodotto/servizio porterà senz’altro ad un buon  posizionamento.

Panda Update 4.1 : evitiamo le penalizzazioni

Panda Update 4.1 : evitiamo le penalizzazioni

Google Panda Update 4.1: segreti e stratagemmi per non farsi penalizzare dall’algoritmo di ricerca

Introdotto nel marzo 2011 l’aggiornamento dell’algoritmo di ricerca di Google Panda è stato a fine settembre nuovamente rivisto. Al momento dell’introduzione Panda vide la luce per contrastare il fenomeno delle Content Farm, aggregatori di notizie e contenuti a 360° messi in piedi grazie alla pubblicazione di contenuti duplicati, con il solo scopo di attirare maggior traffico possibile, e di conseguenza pubblicità.

google+-logoPanda Update 4.1 è la ventisettesima uscita dell’algoritmo di Google. Il colosso di Mountain View lo ha annunciato tramite un post su Google+ lo scorso 24 settembre, dicendo che il ‘roll-out’, la fase di transizione da un algoritmo all’altro, sarebbe stata lenta arrivando a durare almeno una settimana. Nel frattempo qualcosa comincia già a cambiare (secondo Google dal 3% al 5% del totale delle ricerche) e gli analisti stanno già constatando fluttuazioni e modifiche nel ranking.

Vediamo così di scoprire cosa c’è di nuovo e quali saranno le conseguenze per gli addetti SEO e le imprese presenti online. Nelle intenzioni di Google come al solito c’è l’idea di rendere il suo motore di ricerca (di cui l’algoritmo è il core, il cuore) ancora più preciso. L’obbiettivo a cui tendere è poi quello di far emergere sempre più i siti di alta qualità per poterli vedere e classificare meglio. 
Ma se da una parte emergono nuove possibilità per alcuni attori medio-piccoli del web, dall’altra Panda Update 4.1 porta con sé anche nuove penalizzazioni. Nuovi siti che in precedenza non erano stati colpiti da Panda potrebbero subire un improvviso calo di traffico. Vediamo di scoprire perché.penalizzazioni-matt-cutts

Panda lavora proprio al punto di intersezione fra una miriade di funzioni, perciò nello scoprire come funziona dobbiamo essere profondamente consapevoli che bisogna considerarle tutte quante, senza escluderne nemmeno una. In altre parole possiamo dire che se non facciamo bene su tutta la linea, siamo in qualche modo a rischio penalizzazione. 
Anzitutto partiamo dalle certezze, che fino ad oggi si chiamano contenuti originali. La ricerca organica deve il suo successo proprio a questo tipo di contenuti che sono diametralmente opposti al copia&incolla. Il contenuto fresco e assolutamente non copiato paga, ma anche il modo in cui i siti sono progettati e la qualità della scrittura. Infatti il web del 2014 è attraversato da una miriadi di flussi di informazioni facilmente disponibili e Google vuole fornire solo i migliori risultati per le sue ricerche.

Passiamo poi ad un altro argomento spinoso e centrale anche in Panda Update 4.1 : le tecniche di link building. Quali sono le tecniche di link building che ancora valgono e fanno aumentare di valore il nostro sito?

A livello di article marketing resistono ancora le Article Directory, ma bisogna agire con cognizione di causa. Non vi limitate ad utilizzare un solo metodo per portare link di ritorno. Guardate con interesse anche al guest posting. Sicuramente il guest posting apre scenari più importanti e da sfruttare. Dunque, quando andate a convincere qualcuno a scrivere un pezzo in cui si parla (o si linka) al vostro sito, puntate su contenuti di alta qualità e collegamenti rilevanti.

Per farlo dovrete conoscere direttamente altri blogger, intessere relazioni, a costruire un rapporto personale con loro.

Quando si parla poi di link building bisogna per forza di cosa tenere in considerazione fattori come PR, DA PA, di cui vi abbiamo parlato qualche settimana fa.

content-is-kingQuando parliamo di contenuti dobbiamo anche prendere in considerazione una lunghezza standard sotto cui non scendere. Quando su una pagina o un articolo di news ci sono almeno 2.000 caratteri allora potremo avere un buon mix di parole chiave diversificate. Aumentare la densità di parole chiave e includere parole chiave semanticamente latenti migliora il flusso di traffico verso il vostro sito.
In fin dei conti il nuovo algoritmo di Google, Panda 4.1, è qui per spingervi a pensare fuori dagli schemi e provare dinamiche di creazione, pubblicazione, condivisione, diffusione che i vostri concorrenti non stanno facendo.

Attenzione poi che l’algoritmo non è soltanto proiettato al futuro, ma agisce anche in maniera retroattiva. La cosa migliore da fare reimpostando le proprie politiche di web management è una verifica dei contenuti a partire proprio da quelli più vecchi. Eliminate i duplicati e i contenuti “thin”, quelli sottili e scarni, che Panda giudica come poco adatti. 

 

 

ottimizzare wordpress: 10 plugin indispensabili

ottimizzare wordpress: 10 plugin indispensabili


Ottimizzare wordpress: quali plugin utilizzare ?

In questo articolo ti parlerò di plugin e in particolare di 10 tra i plugin usati dalla maggior parte dei siti web per ottimizzare wordpress. La piattaforma wordpress nata nel 2003, nel tempo si è imposta come la più popolare e diffusa piattaforma gratuita per la pubblicazione e la gestione dei contenuti online (oltre 60 milioni di download per questo CMS – Content Managment System).

Per chi ha deciso di installare sul proprio dominio la piattaforma WordPress c’è la possibilità di servirsi di plugin da scegliere in un elenco che ne comprende decine di migliaia. I plugin non sono altro che software che ci vengono incontro in fase di costruzione e ottimizzazione di un sito web. Si integrano a perfezione con la piattaforma wordpress e se ne trovano di gratuiti e a pagamento.

Sul sito WordPress.org troviamo una lista completa dei plugin esistenti e possiamo effettuare delle ricerche per argomento.

Contact Form 7

contacy form 7

Contact Form 7 è il plugin più popolare per generare e gestire un modulo di contatto. Definito dalla stessa presentazione “semplice ma flessibile”, con più di 20 milioni di download e 5 milioni di installazioni Contact Form 7 è uno dei plugin più popolari. Questo fatto dimostra come ci sia sempre più l’esigenza di interagire con il pubblico degli utenti, anche e soprattutto sui siti progettati con WordPress.

Yoast SEO

yoast seo

Un plugin in costante crescita negli ultimi anni è WordPress SEO by Yoast, uno strumento che tiene insieme più funzionalità SEO e che può essere utilizzato a differenti livelli di profondità. La search engine optimization o SEO, sta alla base dell’obiettivo del raggiungimento della visibilità sui motori di ricerca. Con questo strumento chiunque può cimentarsi nell’impresa di ottimizzare wordpress. Questo plugin aiuta i meno esperti ad ottenere una ottimizzazione di base. Per un lavoro più più preciso e per ottenere risultati significativi, occorre sempre rivolgersi ad un consulente SEO.

Akismet

akismet

Akismet (24.107.862 di download complessivi), è lo strumento in grado di filtrare i commenti ai post ed alle pagine dividendo quelli genuini dallo spam. Tutti siamo martellati da messaggi indesiderati via email. Se ti dovessi trovare ad amministrare un sito con wordpress, sono convinto che amerai questo plugin che senza il tuo intervento e in completa autonomia,  impedirà ai messaggi spam di inquinare i preziosi commenti dei tuoi utenti.

Wordfence Security

wordfence security

Wordfence Security è un plugin che offre strumenti per la sicurezza, proteggendo con firewall e un potente software contro i malware il tuo sito web e il tuo business dai continui e fastidiosi tentativi di accesso non autorizzato. Questo plugin sta riscuotendo un rapido successo per la sua qualità e la gratuità, ed è in costante aggiornamento.

Woocommerce

woocommerce

WooCommerce è un plugin wordpress molto utile se si deve realizzare e gestire un e-commerce, il classico negozio online. Questo plugin è un sistema espandibile per il controllo unificato delle vendite. Visualizzate nel vostro online store come stanno andando le vendite, a che punto stanno le scorte, le recensioni rilasciate dai clienti. Settate i vostri metodi di pagamento e di spedizione. A disposizione ci sono diverse estensioni gratuite ma se volete il top dovete sottoscrivere un abbonamento Premium. 

WP Super Cache

wp super cache

Questo plugin genera del codice statico html dagli originali file php di wordpress. Con quale scopo? Aumentare la velocità di caricamento delle pagine, fattore importante per emergere nelle ricerche. Google ha annunciato che la velocità di caricamento delle pagine diventerà un fattore di ranking sempre più significativo. Wp super cache può essere un buon punto di partenza per velocizzare il caricamento delle pagine anche se è sempre meglio rivolgersi ad un consulente SEO.

Jetpack

jetpack

Jetpack è un plugin in grado di ridurre il numero complessivo dei plugins wordpress installati grazie alle sue potenti funzionalità all-in-one. Monitoring del sito, gestione abbonamenti e commenti tramite social network, editor CSS, sistema di correzione di bozze e molte altre funzioni per un plugin quasi completo che viene aggiornato spesso.

All in one Seo pack

all in one seo pack

All in One SEO pack è uno strumento che permette anche chi muove i primi passi nel settore della SEO, acronimo di search engine optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca di migliorare le impostazione sul proprio sito web. Si è in grado di controllare con questo plugin diverse cose come ad esempio titoli, tag, meta descrizioni di pagine e articoli. Molto diffuso è adesso stato sopravanzato dal plugin di Yoast ma ciò non toglie che resti sempre un strumento valido.

bbPress

bbpress

Se il tuo sito web o il tuo blog hanno bisogno di un forum di discussione, bbPress è la risposta. Le sue principali caratteristiche sono la semplicità d’uso, la velocità e l’integrazione con la piattaforma wordpress. Pur essendo un software open source, creato e supportanto da utenti appassionati, è molto leggero e flessibile e risolve a pieno tutte le funzionalità di un forum moderno.

WP Smush

wp smush

Quando si cerca di ottimizzare un sito web, una delle prime cose da fare è cercare di rendere meno pesanti le immagini. Il motivo è presto detto: un immagine più leggera in termini di kbyte verrà caricata molto più velocemente rendendo più veloce il caricamento globale della pagina web. WP Smush svolge egregiamente questo lavoro di compressione delle immagini. Basta installarlo e fargli analizzare le immagini presenti sul sito web: automaticamente verranno rielaborate e alleggerite senza perdere in qualità. Pur essendo abbastanza recente, ha accumulato velocemente più di un milione di installazioni. Il massimo nel suo genere.

Concludendo

Altri plugin che vi segnalo per ottimizzare wordpress sono ad esempio WordPress Importer, per trasferire da una piattaforma all’altra messaggi, pagine, commenti, campi personalizzati, categorie, tag attraverso la creazione di un file di esportazione di WordPress.

C’è anche NextGEN Gallery, il sistema di gestione delle gallerie con slide show animato programmabile che ha realizzato oltre 10 milioni di download. Infine vi segnalo UpdraftPlus, il tool specifico per il backup ed il ripristino dei contenuti, con operazioni manuali o pianificabili.

Questa è una lista dei principali plugin che uso per ottimizzare wordpress ma se ne conosci altri interessanti, scrivilo nei commenti sono sempre interessato a conoscerne di nuovi.

Se hai bisogno di un sito web per la tua attività, rivolgiti ad un professionista che ti aiuti a realizzare il tuo sito web con wordpress. In questo caso, ricordati di Teutra :-)

Alla prossima

 

 

 

 

Ranking di una pagina web tra PR, PA, DA e zoom ranking

Ranking di una pagina web tra PR, PA, DA e zoom ranking


Come valutare l’importanza di un sito tra ranking PR, PA e DA

Ranking di una pagina web, come possiamo conoscerlo? Come incrementarlo? Non ci stancheremo mai di ripetere la Search Engine Optimization (SEO) non è una scienza esatta. Si tratta di una strategia organica che comprende diversi elementi che agiscono insieme. Non esistono perciò delle bacchette magiche con cui scalare le SERP (Search Engine Result Page), ma con il tempo e con il lavoro dei consulenti seo, si sono sviluppati dei validi strumenti di intervento.

La prima cosa da considerare riguarda l’analisi ed il monitoraggio delle proprie prestazioni del proprio sito web ed in questo articolo ci concentreremo su alcuni strumenti di misurazione delle performance di un sito web rispetto alla visibilità ed all’autorità che ha sul web.

I backlinks

Uno strumento di cui avrete sicuramente sentito parlare sono i backlinks esterni, cioè i link che da un sito non vostro puntano al vostro sito. Questi link, vere e proprie raccomandazioni li otterrete stabilendo contatti diretti o relazioni con i proprietari di altri siti web possibilmente della vostra stessa nicchia di business.

I backlinks migliori e quelli che Google ama di più potrete guadagnarli grazie alle raccomandazioni degli stessi utenti che stimolati dalla qualità dei vostri contenuti, segnaleranno e condivideranno le pagine del vostro sito su internet e sui social.

Per darvi un’idea su quanto questo strumento sia prezioso, provate a verificare il profilo dei backlinks dei vostri concorrenti e potrete trovare alcune intuizioni davvero interessanti. Sulla base di questa analisi potete cominciare a costruire nuove relazioni e collegamenti, pensando sempre di trovare backlinks di qualità, evitando strategie di bassa lega che fanno più male che bene, portando penalizzazioni. Un ottimo sito, che consiglio, per verificare i backlinks è quello di Ahref.

ahrefs

Il Page Rank

Il Page Rank (PR) si misura su una scala 0-10 (numeri interi). Google dà un punteggio al link verso una determinata pagina e lo considera come una sorta di voto di apprezzamento verso questa pagina. Più grande è il valore della pagina che ospita il link, più grande è il valore che entra nel calcolo dell’algoritmo. Google aggiorna il PR sui siti indicizzati ogni 3-9 mesi.

(NOTA BENE. Google non aggiorna da anni il PR e ne ha diminuito il valore nella valutazione di un sito. Ancora esiste ma è valutato molto ma molto meno di una volta).

Nel calcolo del Page Rank del vostro sito si terrà infatti sì conto del numero complessivo degli External Backlink, ma all’interno di questo calcolo hanno importanza il numero totale dei Referring Domains e la quantità di Backlinks EDU e Backlinks GOV, cioè link di ritorno provenienti da siti istituzionali.

Le directory

Fino a qualche anno fa una delle modalità più istantanee e dirette di acquisire backlinks era l’iscrizione alle directory, grandi ‘pagine gialle’ o database digitali in cui il web si auto-recensiva.

Oggi non sono rimaste molte le directory realmente affidabili, e fra queste possiamo citare Dmoz.org, una open directory strutturata gerarchicamente e gestita da persone che agiscono esclusivamente per fini non commerciali.

Recentemente anche questa directory è stata dismessa.

Naturalmente il PageRank è solo uno dei tanti parametri per valutare le performance di un sito web, soprattutto dopo le modifiche che Google ha apportato al suo algoritmo di ricerca, come abbiamo già detto in precedenza. I fattori da tenere in considerazione sono molti ed un analista SEO si serve di strumenti ad hoc che riescono a calcolare alcuni dati in maniera aggregata.

Page e domain authority

Un altro strumento utile di analisi è la Page Authority (PA) che misura la forza predittiva di ranking sulle SERP di una pagina singola su una scala da 0-100 (numeri interi). Si tratta di uno strumento offerto da moz.com attraverso cui si determinano le possibilità di posizionamento di una singola pagina.

Il tool utilizza un algoritmo di apprendimento automatico per stabilire le correlazioni tra i parametri di collegamento e di posizionamento, fornendo indicazioni utili per l’ottimizzazione. A differenza di altri strumenti la PA è più affidabile perché è difficile influenzarne direttamente i risultati. Si tratta infatti di un aggregato di metriche applicato all’universo complesso della ricerca di Google.com. moz home page

Sempre da moz.com arriva il calcolo della Domain Authority (DA), su scala 0-100, che prende in considerazione l’autorità sul web dell’intero dominio. Il valore del dominio in termini di autorità offre spunti interessanti per l’analisi competitiva e la scelta di eventuali partner con cui stabilire sinergie.

Per tenere sempre sott’occhio questi valori avete a disposizione utili strumenti da piazzare anche nella toolbar del vostro browser. Anzitutto ci sono molti add-on che misurano in tempo reale – mentre si sta visitando un sito, la PR, poi c’è mozBar, una toolbar gratuita offerta da Moz.com.

Negli ultimi anni in Italia, si è affermato un tool denominato Seozoom dell’amico Ivano di Biasi che tra le altre cose ha introdotto un parametro denominato Zoom Ranking per misurare l’autorità sul web di una pagina web.

Concludendo voglio dirvi che Google ha tentato negli ultimi anni di spostare l’attenzione dalla valutazione delle pagine web cercando di spingere sulla qualità dei contenuti per misurare l’attendibilità di un sito web

WordPress 4.0 “Benny”

WordPress 4.0 “Benny”

WordPress 4.0 “Benny” un omaggio al re dello swing

Ci siamo, nei giorni scorsi WordPress 4.0 “Benny” è stato annunciato. La quarta versione del popolare CMS – Content Management System, rende omaggio a Benny Goodman – il re dello swing, e introduce interessanti miglioramenti. Si tratta di piccoli cambiamenti che però possono far risparmiare un bel po’ di tempo a webmaster, amministratori e blogger che in tutto il mondo utilizzano WordPress come sistema di pubblicazione e gestione dei contenuti.

WordPress 4.0 Benny è una versione matura della piattaforma open source, che rispetto alle versioni precedenti migliora la gestione dei media con una nuova interfaccia e consente di embeddare contenuti dai siti e dai social e modificare i post in maniera più semplice.

wordpress-4.0-mediamanagerPartiamo proprio da qui, dal nuovo Media Manager di WordPress, adesso più pulito nella navigazione e quindi utile. La griglia degli upload non ha le pagine, è più ordinata e mostra tutti i vostri file scorrendo all’infinito verso il basso o utilizzando i comodi pulsanti.  Vi basterà cliccare sull’immagine per vedere tutti i campi informazione – titolo, sottotitolo, testo alt e caratteristiche tecniche di base come il tipo e la dimensione del file. Inoltre il Media Manager adesso offre la nuova modalità di anteprima dei contenuti.

Passiamo poi ad un altro piccolo grande problema che WordPress 4.0 risolve. Fino ad oggi – alla versione WordPress 3.9, la barra con le opzioni di formattazione rimaneva ferma in alto. Ad esempio, dopo aver selezionato una parola per renderla in ‘grassetto’, bisognava tornare in alto per selezionare la ‘B’ (o, per gli utenti più esperti, usare le scorciatoie da tastiera). Oggi l’Editor di WordPress si muove con voi, facendo sì che gli strumenti di formattazione scorrano con voi e siano disponibili in qualsiasi momento. Anche la barra di pubblicazione adesso è a portata di mano, rimane sempre di lato.

Ecco che un processo che molti effettuano ogni giorno, la scrittura, la redazione e la pubblicazione di contenuti, diviene più facile. Non solo per la barra di formattazione, ma anche per l’operazione di embedding – incorporamento di contenuti nei post, che adesso diviene un’esperienza visiva. Basta con la proliferazione dei plug-in di gestione video, adesso vi basterà incollare un URL di YouTube o Vimeo su una nuova riga per avere istantaneamente il vostro video incorporato. Lo stesso discorso vale per i contenuti da Twitter e da altri 23 siti supportati. In questo modo non è necessaria l’attivazione di applicazioni di terze parti esterne o plug-in di terzi.

plugin-worfpress-4.0Proprio questa è l’altra chicca. WordPress 4.0 rende più accessibile anche l’utilizzo dei plugin. Trovare quello giusto per le vostre esigenze è adesso un’esperienza coinvolgente con il nuovo plug-in di ricerca e la visualizzazione stile negozio. Nella vetrina dei Plugin adesso trovate ciò che state cercando suddiviso in categorie speciali, come ad esempio “performance”, “sociale” e “strumenti”.  Cliccando su un determinato plugin è possibile avere una descrizione, dettagli sull’installazione, registri delle modifiche. Inoltre abbiamo anche una barra laterale per ogni plugin con le specifiche tecniche, il link allo sviluppatore e le info di base. 30.000 plug-in open source recensiti e descritti sono disponibili per voi utenti medi – per personalizzare il vostro sito, mentre per i più esperti c’è CSSChopper, lo strumento per chi ha esigenze particolari.
Infine arriva anche l’introduzione dello strumento WordPress MU (Multi-User). Adesso vi basterà avere una singola installazione di WordPress per ospitare più siti, risparmiando tempo.

Insomma, la nuova versione di WordPress sembra puntare a risolvere – senza troppi stravolgimenti, uno dei problemi fondamentali dei sistemi di web publishing, l’integrazione dei dati e delle risorse esterne nelle pagine, un aspetto molto spesso trascurato nei CMS.

D’altronde Worpdress è una piattaforma molto diffusa, tanto che fra i primi 10 milioni di siti web che Alexa ha ordinato per importanza, circa il 23% si basa su architettura WordPress. Se prendiamo invece in considerazione solo i siti che utilizzano un CMS, WordPress rappresenta addirittura il 61% del mercato, mentre Joomla ha l’8% e Drupal il 5%.

Come per altri aggiornamenti importanti, il nostro consiglio è di installare manualmente WordPress 4.0. Finito il periodo della beta pubblica, adesso la nuova versione del CMS è disponibile. Sicuramente WordPress 4.0 nelle prossime settimane potrebbe avere dei bug più o meno importanti. Il consiglio, per chi ha esigenze professionali, è di attendere almeno fino alla prossima release minore (4.0.1), in arrivo al massimo fra uno o due mesi.