Web design, web marketing e SEO

Google Plus tutorial,  le funzioni del social di Mountain View

Google Plus tutorial, le funzioni del social di Mountain View

Google Plus non è facebook :-)

Google Plus è il Social Network di casa Google. Esso si presenta come un nuovo modo di gestire i propri contatti sul web. Gli utenti di Google Plus hanno la possibilità mettersi in contatto con altri utenti e di inserirli in delle cerchie ben precise, come familiari, amici, conoscenti, persone che si vogliono semplicemente seguire. Gli utenti hanno anche la possibilità di creare e personalizzare una cerchia con un nome a piacere.

Caratteristiche

Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche principali di Google plus e le sue funzionalità:

  • La Home page è molto minimalista e chiara. Man mano che si aggiungono le persone, nella home compaiono i post condivisi da quest’ultimi. La novità vera e propria di Google Plus è che gli utenti riescono a visualizzare tutti i post condivisi dalle persone appartenente alle proprie cerchie, senza che nessun algoritmo ne stabilisca la priorità, come accade ad esempio su Facebook. Inoltre riusciamo a regolare meglio il flusso dei contenuti, in quanto possiamo visualizzare notizie a tema grazie alle cerchie.
  • Il profilo di Google plus è realmente semplice da comprendere. Si presenta con un immagine di profilo con alcune info più importanti (lavoro, istruzione e luogo di residenza) sulla sinistra ed un immagine stretta  e lunga a destra, che rappresenta la copertina. Sotto alle immagini in ordine troviamo i pulsanti che rimandano alle informazioni sul profilo più dettagliate, i post che sono stati condivisi, le foto salvate, i video, i +1 che rappresentano gli articoli condivisi direttamente attraverso il simbolo +1 posto negli articoli e infine le recensioni scritte personalmente.
  • All’interno di Google Plus si può entrare a far parte delle community, un po’ come i “gruppi” del Social di Mark Zuckerberg, e interagire con gli utenti iscritti ad essa. 
  • A differenza del noto Social Network in blu, Google plus ogni volta che si vuole pubblicare un post chiede a chi rendere visibile il contenuto.Social-Evolution
  • Attraverso esso è possibile condividere post, video, foto o semplicemente link attraverso il tasto ben visibile: condividi. Mentre se si vuole condividere sul Social qualcosa trovata nel web, basterà fare un clic sull’icona +1, solitamente posta all’inizio o alla fine di un post. Una volta effettuato questo passaggio, si aprirà una finestrella con l’anteprima del post e un riquadro dove viene specificato a chi far vedere il contenuto scelto: lo si può rendere pubblico (lo leggono tutti), si può scegliere una persone precise, una sola cerchia, più cerchie, le cerchie estese (per intenderci: gli amici degli amici), si possono mandare e-mail o si può pubblicare l’articolo sulla bacheca di una community alla quale si appartiene.
  • Un’altra novità introdotta da Google Plus sono i videoritrovi (hangout). Si ha la possibilità di creare delle videoconferenze dove è possibile avere fino ad un max di 10 persone che parlando tra di loro ed un pubblico illimitato di ascoltatori. E’ possibile mostrare agli interlocutori le immagini della webcam o lo schermo del Pc, con delle slide ad esempio. Funzione molto utile per realizzare seminari o corsi online. In automatico una volta avviato il video ritrovo, si ottiene la registrazione sul proprio canale YouTube (in questo caso è necessario collegare il proprio canale di YouTube all’account Google Plus). 
  • I temi caldi rappresentano invece gli argomenti più dibattuti all’interno di questo Social ed un utente vi può accedere attraverso il pulsante Esplora sulla barra a sinistra. Questa funzionalità permette a chiunque di ottenere una visibilità maggiore sul web. 
  • I luoghi consigliati sono un’altra funzionalità introdotta molto interessante ed utile. Attraverso il pulsante Local dalla barra a sinistra, si può accedere alla parte dedicata alle attività locali. Interessante è leggere i post sui luoghi che le persone nelle nostre cerchie hanno recensito.

google-plus-growth-20mil

Google Plus è un Social Network ancora molto giovane e tante modifiche ancora verranno effettuate, ma di certo rappresenta il Social Network preferito da Google e che quindi influisce maggiormente nelle SERP rispetto ai tanti altri Social esistenti sul web. Utilizzarlo nei migliori dei modi è il primo passo per un brand di successo.

Twitter : come gestire un profilo aziendale

Twitter : come gestire un profilo aziendale


I Social Network hanno introdotto diversi cambiamenti nel mondo del web e Twitter e tra questi. Probabilmente esistono ormai solo pochissimi remoti angoli della Rete non interessati a questo fenomeno e anche il posizionamento all’interno dei motori di ricerca ne è influenzato. Con questa piccola guida guardiamo le funzioni principali di Twitter e come impostare un profilo aziendale.

Twitter, la famoso piattaforma di Microblogging, permette ai suoi utenti di condividere messaggi della lunghezza massima di 140 caratteri. Questi messaggi prendono il nome di Tweet e possono contenere al loro interno hashtag (parola chiave che identifica un argomento ed è preceduta dal simbolo #), contenuti multimediali, link, nome utente di una o più persone (nome preceduto dal simbolo @) e possono essere messi in evidenza attraverso la funzione “preferiti” (sia i followers, che l’utente autore dei tweet, riceveranno una notifica).

Usare Twitter per un’azienda o un libero professionista significa:

Twitter può essere un potente mezzo per rafforzare la propria presenza sul web se e solo se, viene  considerato uno strumento integrativo di una strategia molto più ampia, la quale dovrà prevedere strumenti sia online, ma anche offline.

Quando un account effettua un Tweet, questo va a finire nella timeline di tutti i propri Follower. E’ facile capire come un profilo con un gran numero di Follower abbia una forza comunicativa maggiore rispetto ad un account con pochi “seguaci”. Tuttavia non ha importanza il numero di Follower che un utente ha, ma bensì la qualità dei propri Follower. E’ preferibile avere venti Follower interessati ai post che pubblichiamo, che mille disinteressati totalmente all’argomento da noi trattato. Una volta che un nostro Follower ha letto il nostro tweet, la possibilità di interazione diventa molto più alta, se questo utente condivide gli stessi interessi o è interessato al nostro prodotto.

Un post interessante e la qualità dei Follower determinano il successo dei tweet.

Ma vediamo adesso come utilizzare direttamente al meglio questo noto Social Network:

  1. Per rispondere ad un utente si usa il simbolo @ davanti al nome dell’account all’inizio del messaggio (tweet) che si vuole mandare, oppure si utilizza il comando sotto al Tweet (simbolo: una freccetta)
  2. Per condividere un singolo tweet, si usa la tecnica del Retweet, mettendo la sigla RT seguita dal @nomeutente e dal tweet che si intende condividere, oppure utilizzando i comandi che Twitter offre direttamente sotto al tweet (simbolo: due freccette che si inseguono).
  3. Per evidenziare post interessanti basta cliccare sul simbolo della stellina, per trasferire il messaggio tra i preferiti.

Vediamo adesso come riuscire a rendere proficua la nostra presenta sul social cinguettante, partendo dall’attività di ottimizzazione del proprio account e dei contenuti.

Per ottimizzare il profilo aziendale di twitter si possono modificare campi che si trovano all’interno della scheda denominata Impostazioni. Da questa scheda si può intervenire sull’Account, Password, Numero di Cellulare, Notifiche Email, Aspetto, Profilo utente, Applicazioni e Widget. Le componenti più importanti per quanto riguarda il web marketing e il posizionamento SEO  sono Account, Profilo e Widget. A tale proposito bisogna fare attenzione a :

  • Bisogna stare bene attenti che il nome utente sia coerente con il nome reale  L’URL in questo caso dovrà essere: http://twitter.com/username, dove appunto il nome dovrà essere il nome con il quale vogliamo farci conoscere sul web.
  • La foto dell’account va scelta con cura ed uguale a quella di tutti gli altri profili degli altri Social Network, in modo da essere riconosciuti con più facilità.
  • La biografia va inserita nel campo BIO. Si hanno a disposizione 160 caratteri ed è opportuno sfruttarli nel miglio modo possibile. In Questo campo possono essere inseriti degli Hashtag per meglio identificare i campi di azione del profilo.
  • Sito web: si può aggiungere la propria pagina web inserendo il link; anche se il link presenterà il “rel = me nofollow”, avrà comunque una valenza per Google per quanto riguarda la Social Search e per la costruzione dei Social Cicle.
  • Posizione: da inserire la posizione geografica per essere identificato anche geograficamente parlando.

 

Per quanto riguarda l’ottimizzazione di contenuti: il tweet non ha di per sé una struttura ottimizzata. L’unica parte ottimizzata è quella relativa al TITOLO. A tale proposito è essenziale che il Tweet debba iniziare con le parole chiave che vogliamo ottimizzare e che il nome dei Title sia corto per dare rilevanza sempre alle stesse parole chiave.

La struttura del Tweet sarà la seguente:

<title>Twitter / Nome : prime chiavi del Tweet</title>.  Un metodo pratico è quello di utilizzare gli hashtag per associare un tweet ad un argomento ben preciso e per permettere agli utenti di rintracciare il post insieme ad altri contenuti  similari di altri utenti.

E tu, come utilizzi Twitter ? Raccontami la tua esperienza.  Se mi cerchi su Twitter mi trovi come @teutra

Impostare una password sicura e non dimenticarsela!

Impostare una password sicura e non dimenticarsela!

Come Creare una password sicura e facile da ricordare

Nel famoso film di Mel Brooks, “Spaceballs” (in Italia uscito nel 1987 con il nome di “Balle Spaziali”), si faceva riferimento ad una combinazione per l’apertura di uno scudo spaziale.

“[…]è la più stupida combinazione che abbia mai sentito in vita mia! E’ la combinazione che un idiota userebbe per la valigia!”. Così recitava Rick Moranis nel film! E non aveva affatto torto!

Spesso usiamo password (o combinazioni) che sono a dir poco ridicole, come la data di nascita, il nome del partner o, come nel film “12345”! Non da meno: “qwerty”, “password”, “abc123” ed i classici “pippo”, “pluto”, “paperino”, “superman” e “111111”.

La cosa peggiore è che spesso si sente dire: “io uso la solita password per tutto, altrimenti la dimentico!”. Più di una volta ho incontrato utenti che, lavorando in grandi aziende (il cui CED funziona) ed avendo avuto delle password più complesse, hanno ritenuto opportuno scriversele su un post-it ed incollarlo sul monitor (i più “furbi” sotto la tastiera)!

Sicuramente se stai leggendo questo articolo non rientri tra gli utenti che commettono gli errori visti sopra (giusto?), ma  sei spinto unicamente dalla curiosità o al massimo, dalla volontà di imparare un nuovo metodo più sicuro per proteggere i tuoi dati e soprattutto facile da ricordare.

Quello che uso personalmente, con successo da anni, si basa su una semplice sostituzione di caratteri alfabetici con caratteri numerici “quasi simili” e viceversa

Solitamente applico questa tabellina:

a/A

l/L

e/E

i/I

o/O

s/S

3

8

@

1

3

!

0

$

E

B

Supponiamo di avere la password “pippo”, nel nostro caso diventerà “p!pp0”… ma non basta! Infatti il consiglio è quello di creare password di almeno 8 caratteri che abbiano (come per “p!pp0”) caratteri alfabetici, numerici e simboli.

In funzione di ciò, spesso sono solito aggiungere le iniziali del mio nome seguito dal carattere “_” (underscore o sottolineato). Se non ti piacciono le iniziali del tuo nome usa quella del tuo partner, della ditta in cui lavori o della squadra del cuore (l’importante è non dimenticarselo!). Usando le iniziali della ditta in cui lavoro (Siti e Grafica) e tenendo a mente le regole dette fin qui, ottengo “SeG_p!pp0”. Se volessi usare quelle del mio nome (Massimo Sgambato) otterrei “MS_p!pp0”.

Vogliamo complicare ancor di più le cose?

spaceballs

Bene basta ricordarsi, ad esempio che la prima lettera non è soggetta alle regole ed è sempre maiuscola (così da inserire anche il concetto di “case sensitive”).

In questo caso la mia password diventa “MS_P!pp0”.

Infatti alcuni server richiedono che non solo vi siano password da 8 caratteri con il mix di caratteri alfabetici, numerici e simboli, ma che vi siano anche maiuscole e minuscole in modo che la parola “pippo” non sia uguale a “PIPPO” e neanche a “Pippo”!

Memorizzando, dunque, queste brevi regole:

  1. Usare il suffisso con delle iniziali mnemoniche seguite da “_”
  2. Convertire I 6 caratteri come in tabella
  3. Assicurarsi che la prima lettera della parola scelta sia in Maiuscolo
  4. Assicurarsi che l’intera password così composta sia almeno di 8 caratteri

Otterrete password sicure e personalizzate anche se usate “1234”, pardon “SeG_12E4”!

Ospitiamo, questa settimana, un articolo dell’amico Massimo Sgambato responsabile del progetto Siti & Grafica che ci fornisce alcuni suggerimenti sul come impostare la password sicura. Massimo Sgambato è uno dei soci di Siti e Grafica Snc. Dall’età di otto anni e nel mondo informatico. Oggi è un analista-programmatore in grado di sviluppare applicazioni desktop e mobile, siti web e  mettere a disposizione dei propri clienti i migliori servizi consulenziali in ambito informatico. All’interno di Siti e Grafica svolge anche attività di Responsabile commerciale e si occupa di SEO e formazione IT.

 

La vendita online

La vendita online

Obiettivi del venditore

Non importa quello che fai professionalmente e non importa come ti presenti. Non importa ciò che stai cercando di vendere o che azienda rappresenti. Alla fine della giornata di un venditore online, l’unica cosa importante sarà sempre la medesima: essere riusciti ad ottenere che i tuoi clienti abbiano acquistato ciò che gli hai proposto in vendita. leggi tutto…

Google sito più visitato nel 2013

Google sito più visitato nel 2013

L’avanzata dei dispositivi mobili

Google è sito web più popolare del 2013, con un’ audience media mensile di circa 165 milioni di visitatori unici. Questo secondo secondo Nielsen. I dati riguardano il traffico web, su desktop, degli Stati uniti nel periodo gennaio-ottobre 2013. leggi tutto…

Come strutturare una pagina facebook aziendale

Come strutturare una pagina facebook aziendale

La domanda è, può essere utile una pagina Facebook aziendale all’interno di una campagna di web marketing ? La risposta è sicuramente si. Vediamo in pochi ma essenziali punti, i vantaggi di questa attività.

Personalizza la tua pagina Facebook 

Come azienda, non si desidera che la pagina di Facebook sia proprio uguale a qualsiasi altra pagina, come azienda dobbiamo differenziarci. Ad esempio, è possibile creare Tabs personalizzate. Con le Tabs  è possibile aggiungere voci per rendere più facile per chiunque visiti la pagina, trovare qualcosa a cui  potrebbe essere interessato. Ad esempio per un hotel si potrebbe impostare una Tabs con la dicitura ‘Camere’ che, una volta cliccato, porti il visitatore a vedere le foto delle camere della struttura. Una Tabs utile, sempre per un albergo,  potrebbe essere quella del Last Minute, dove al navigatore viene mostrata una pagina del sito web dell’hotel con le offerte dell’ultimo minuto.

Non lasciate che la vostra pagina Facebook raccolga polvere

Le aziende spesso fanno l’errore di credere che sia sufficiente creare una pagina aziendale di Facebook e non pensarci più. Se si vuole avere successo sulla popolare piattaforma di social media, si consiglia di visitare quanto più spesso possibile la pagina aziendale di Facebook, e lasciare qualcosa di significativo. La prima regola per una pagina aziendale Facebook di successo è quella di essere presenti, con  post, foto, video, articoli, voci interessanti che creeranno interesse intorno al vostro business. Se non avete il tempo per gestire il vostro account aziendale Facebook, rivolgetevi ad una agenzia web che lo farà per voi.

Web Marketing con Facebook Ads

mi-piaceGli annunci a pagamento sono una soluzione per farsi conoscere sulla più popolare piattaforma di social media. Un annuncio con Facebook Ads porterà moltissimi visitatori sulla vostra pagina web aziendale ad un costo estremamente contenuto. E’ possibile utilizzare questa forma pubblicitaria in determinati periodi dell’anno, dove si concentrano le offerte speciali e/o le migliori occasioni di vendita.

Creare impegno

Una cosa che si dovrebbe conoscere sui social media è che tutto si basa sul coinvolgimento. Avviare un dialogo con coloro che visitano e cliccano su ‘mi piace’, offrendo bonus e sconti può essere una gran buona idea. Ma non dimenticate di chiedere ai vostri ‘fans’ cosa vogliono.  Attraverso sondaggi, concorsi  e altre strategie interattive, potete trasformare  la vostra pagina di Facebook da stantia a molto agitata. E, come le persone si riuniscono di più in luoghi che sono già frequentati, disegnando una folla,  cosi sarete sulla giusta via, verso il successo della vostra pagina aziendale.

Offrire occasioni esclusive

Convincere le persone a cliccfacebook-web-marketingare su ‘mi piace’  della vostra pagina Facebook non è poi così difficile. La chiave è quella di offrire loro qualcosa che non possono trovare altrove. Ad esempio, è possibile impostare offerte esclusive riservate solamente a coloro che hanno cliccato su ‘mi piace’. Dare dei contenuti esclusivi interessanti per la vostra nicchia, come ad esempio un e-book, solo a coloro che cliccano ‘mi piace’ sulla vostra pagina aziendale. Naturalmente ognuno dovrà trovare la propria strada poiché’ non esiste un unico rimedio per curare ogni male. L’importante è provare, sperimentare e non arrendersi fino a trovare gli accorgimenti che funzionano meglio per la vostra attività.

Facebook è la piattaforma di social media più redditizia con oltre 1 miliardo di utenti registrati. Perché’ non approfittare di questa opportunità, realizzando e curando la vostra pagina Facebook aziendale anche e  soprattutto, quando la vostra concorrenza ne fa uso già da tempo? 

Vi rimando alla lettura dell’approfondimento e sui consigli per gestire il vostro business su facebook.

Sexy query per la SEO

Sexy query per la SEO



In questo post vi parlero’ di quelle attività seo legate alla ricerca su Google, direttamente sulla riga di ricerca e senza utilizzare nessuno strumento estrno al motore di ricerca. Da una recente ricerca apprendiamo che il 64% degli intervistati rimane online, tutti i giorni, per almeno 20 minuti. Pare che la motivazione principale sia quella di rimanere aggiornati sulle novità.

Fra i canali più usati notiamo Facebook  usato giornalmente dal 68% degli intervistati, i motori di ricerca con il 58%, Twitter con il 47% e le Newsletters con il 54%. Dunque i motori di ricerca che in Italia vuol dire Google, sono un canale molto importante e usato. E cosa si fa sui motori di ricerca ? Si cerca qualcosa, direbbe il compianto Massimo Catalano.

utilizzo-motori-di-ricerca-italiaMa queste ricerche le sappiamo fare bene? Sappiamo utilizzare a pieno gli operatori che Google ci mette a disposizione ? Questa guida non ha molte pretese, in fondo è simile a tante altre che si trovano in rete. L’ho fatta poiché quando si svolgono delle attività SEO, a volte si cercano tanti strumenti in internet, a pagamento o gratuiti, per fare delle interrogazioni che potremmo fare utilizzando esclusivamente gli operatori di Google. Ad esempio cito l’operatore inurl che ci segnala tutti i siti con una determinata keyword nell’url (l’indirizzo web). Utilizzato in una certa maniera, può fornirci informazioni molto utili dal lato SEO.

inurl:/pippo “pluto”

ottengo come SERP (risultato della ricerca) tutti quei siti che hanno la stringa pippo nell’url della pagina e la stringa pluto nel suo contenuto. Riuscite a capire la potenzialità per le nostre ricerche SEO ? Proviamo ad elencare un po’ di questi operatori con degli esempi, alcuni sono conosciuti e, a volte banali, altri un poco meno.

Lo scopo è comunque quello di aprire una discussione sull’argomento e di capire come e quando vengono usati dai SEO e dai professionisti del web ma anche dall’utente comune.

google-search

Query per studiare la nicchia di mercato

Valutare i competitors di una SERP è una delle atticità che un SEO deve effettuare quando analizza una determinata nicchia di mercato. Lo scopo è quello di valutare la quantità e la qualità dei competitors per stabilire, normalmente in base al budget del cliente, quali keywords utilizzare per la campagna di web marketing.

Si possono ottenere ottimi risultati semplicemente interrogando il nostro motore di ricerca preferito, Google. Un buon punto di partenza può essere l’utilizzo di una query che utilizza intitle: e/o allintitle:. Tutti sappiamo che per l’algoritmo di ricerca di Google, il tag <title>, è uno dei parametri più importanti per capire l’argomento della pagina in analisi.

Per aiutare l’algoritmo di Google in questo compito non semplice, si cerca di inserire la chiave della pagina nel titolo, almeno un buon SEO questo dovrebbe fare. Con le query intitle: e/o allintitle: possiamo estrapolare dati fondamentali per la nostra analisi della nicchia di mercato in esame, senza alcun software, solo interrogando il motore di ricerca. Vediamo come.

  • Intitle: è una query che evidenzia tutte le pagine che hanno, nel titolo, ed in qualsiasi ordine, una delle stringhe che gli passiamo come parametro.

Esempio intitle:vacanza hotel Aosta

otterrò tutte le pagine che hanno, nel titolo, la stringa vacanza, and/or la stringa hotel and/or la stringa Aosta. Guardando la SERP otteniamo un utile punto di partenza per valutare la concorrenza delle keywords che sto prendendo in esame. Da questa SERP ricavo infatti quante pagine, e di conseguenza, quanti competitors si stanno cercando di posizionare per queste chiavi, ed anche chi sono. Ma non basta, andiamo più in profondità con la query allintitle:.

  • Allintitle: Lo uso di solito per verificare quanti (numericamente) e chi sono i competitor per una determinata parola chiave. E’ una query che mostra tutte le pagine che hanno, nel titolo, ed in qualsiasi ordine, tutte le parole che gli passiamo come parametro, in qualsiasi ordine. Questa volta, la query

allintitle:vacanza hotel aosta

mi mostrerà  le pagine che hanno, nel titolo, la stringa vacanza and la stringa hotel and la stringa aosta. Capite la potenzialita’ di queste query se applicate alle nostre keywords? Da una analisi del genere posso valutare se, per una determinata keyword, ho poca o molta concorrenza e capire anche se aspettarmi uno scontro con siti da grossi budget o menno. Se raccolti tra apici, la query ritorna la SERP con la stringa esatta nel titolo. Esempio la query

allintitle:”hotel aosta”

mostra le pagine che hanno nel titolo la stringa con corrispondenza esatta “hotel aosta”. L’esempio che vi ho appena mostrato mi è molto utile e lo utilizzo parecchio nello studio delle keywords.

Detto questo, vi illustro l’utilizzo di inanchor: – allinanchor:,  inurl: – allinurl: e intext: – allintext:.  Il modus operandi è pressochè lo stesso, praticamente uguale a quello che abbiamo visto per intitle: e allintitle:, quello che cambia è l’oggetto della ricerca. Con intitle: e allintitle: il campo di ricerca è il titolo delle pagine, con inanchor: e allinanchor: il campo di ricerca è l’anchor text, con intext: e allintext: il campo di ricerca è il contenuto della pagina. Infine, con inurl: e allinurl: ci occupiamo della URL della pagina. Sono punti di vista diversi, utili per vedere, da varie angolazioni, sempre la medesima cosa : quanti e chi sono i nostri competitors. Vi invito a riflettere anche sul perché esistono questi particolari operatori per interrogare il motore di ricerca proprio su determinati campi, proprio su titolo, url, anchor text e contenuti. Non sono questi proprio tra i parametri piu’ importanti di una buona SEO onsite ?

  • Inanchor: – allinanchor: è una query che evidenzia tutte le pagine che hanno la stringa, che gli passiamo come parametro, come anchor text. Il primo risultato della SERP è quella pagina che ha più link con anchor text uguale alla stringa-parametro, in giro per il web.
  • Intext: – allintext: credo che sia meno utile delle precedenti, soprattutto in considerazione del fatto che non è più utile spammare a palla la keyword nel testo dei contenuti. (Non lo sapevi ? :-)).  Comunque questa particolare query mostra quali pagine stanno usando la keyword passata come parametro, in maniera più massiccia.
  • Inurl: – allinurl: mostra quali pagine hanno la keyword passata come parametro nella URL. Tutti i ragionamenti fatti precedentemente sono validi.

Mi piacerebbe sapere se utilizzate le query in questo modo, per fare SEO ed eventualmente altre query diverse da queste,  lo spazio a vostra disposizione è quello dei commenti, che sono apprezzati e graditi.

That’s all folks !

Restyling di un sito web

Restyling di un sito web



Il restyling di un sito web è un’attività molto importante che molto spesso, viene sottovalutata o ignorata.

Il sito web è l’immagine aziendale sulla rete internet, la cosi detta vetrina.

Cosi come, di tanto in tanto, si rinnovano le vetrine dei negozi, anche il sito web aziendale ha bisogno di aggiornamenti periodici.

Detto questo, con che frequenza bisogna riprogettare un sito web e per quali motivi ?

Il restyling di un sito web comporta in genere, l’aggiornamento dell’aspetto grafico per allinearsi alle tendenze attuali del design.

Tuttavia ci sono in realtà altre due ragioni per la riprogrammazione di un sito web.

  1. Migliorare l’esperienza utente con una particolare attenzione per le conversioni
  2. Migliorare la tecnologia per semplificare la creazione di contenuti

Restyling di un sito web e la User Experience

Ogni singola pagina di un sito web dovrebbe essere considerata come un messaggio pubblicitario.

Ogni pagina deve avere sia un pubblico che un obiettivo. La prima realizzazione di un sito web di solito avviene in fase di start-up aziendale: è il momento in cui gli obiettivi di business aziendali sono ancora in fase di sviluppo.

Se il business cresce,  l’azienda comincia ad offrire più servizi e prodotti.

Questa crescita ha come conseguenza sul sito, un aumento di pagine che a lungo andare, può rendere difficile la navigazione.

Se un navigatore incontra informazioni ripetitive o peggio non riesce a trovare ciò che cerca perché nascosto in qualche menù periferico, ecco che c’è il rischio che abbandoni il sito per cercare le informazioni di cui ha bisogno sul sito della concorrenza, graficamente più aggiornato e meglio navigabile.

Se il business cresce, è probabile che il sito debba essere ridisegnato avendo la user experience bene in mente. Il business è in crescita, di conseguenza la spesa è giustificata.

Ridisegnare per miglioramenti tecnologici

La tecnologia Web si muove velocemente. Solo un paio di anni fa i social media non avevano il peso che hanno oggi nella diffusione di messaggi, anche pubblicitari.

Il classico esempio è quello della pubblicità televisiva. Anche le grandi marche, quelle che spendono milioni di euro ogni anno per la pubblicità in TV, non  mancano di inserire i loghi dei principali social media, Facebook, Twitter e Google+, nei loro spot pubblicitari.

Se il sito web della vostra azienda non ha riferimento alle pagine social aziendali è molto probabile che stiate perdendo una importante opportunità di business.

Altro esempio: il responsive design. Oggi non è più pensabile realizzare un sito web ignorando la grande popolarità e diffusione di tablet e smartphone.

Dal 21 aprile 2015, Google ha disposto delle penalizzazioni nei risulati delle ricerche a tutti quesi siti web che non permettono una navigazione ottimale per qualsiasi dispositivo grafico. In pratica tutti i contenuti debbono essere fruibile su ogni schermo: dal PC allo smartphone al tablet.

Costi per il restyling di un sito web

I costi necessari per il restyling di un sito web saranno ovviamente proporzionali a quanto viene cambiato. Ad esempio, ridisegnare il look costerà meno che cambiare la tecnologia che alimenta il sito web. Il modo migliore per preparare un progetto di restyling di un sito web è di avere obiettivi chiari:

  • Ridisegnare le pagine dei prodotti per aumentare il numero di richieste di informazioni che otteniamo utilizzando i moduli di contatto.
  • Realizzare pagine di destinazione differenti per differenti prodotti nel caso si voglia realizzare una campagna pay per click.
  • Ottimizzare le pagine dei prodotti per la navigazione mobile in modo dal migliorare la call to action.

Questi sono solo alcuni esempi ma ce ne possono essere tanti altri, la cosa importante è che gli obiettivi per cui si da vita ad un restyling di un sito web siano chiari e definiti.  

Se il vostro sito web sente il peso degli anni provate a contattare Teutra per migliorare l’aspetto grafico e funzionale del vostro sito web.

 

 

 

Vendere con un sito web

Vendere con un sito web

Automatizzare il business

I siti web vengono creati per diversi scopi, il più importante dei quali è vendere. Spesso nell’attività di un’azienda si cerca di automatizzare alcuni processi per realizzare gli obiettivi di vendita aziendale.  Vendere è la parte più importante di qualsiasi attività commerciale. La vendita è un’attività che deve essere trattata con la massima cura e professionalità. Un sito web è una opportunità di vendita che si  integra con i canali di vendita tradizionali e che permette di automatizzare le vendite.

Sito web, un negozio a basso costo, sempre aperto

vendere con un sito webCon i canali di vendita tradizionali, sono i clienti a raggiungere fisicamente le vostre strutture oppure sono i vostri rappresentanti commerciali a raggiungere i clienti. Con un sito web però, succede qualcosa di diverso, si ha l’opportunità di automatizzare le funzioni di vendita.  Il sito web va pensato come una struttura di vendita, senza una collocazione fisica,  aperto 24h su 24h e 7 giorni alla settimana, senza costi aggiuntivi che quelli di gestione. Non è forse il sogno di ogni imprenditore automatizzare il processo di vendita?

Vediamo come poter realizzare questo sogno.  Il primo passo è di assicurarsi  che tutti i prodotti, oggetto della vendita, siano ben visualizzati sul sito. Essi dovrebbero anche avere le varie descrizioni e prezzi ben definiti. Il secondo passo è quello di fornire una metodologia di acquisto, come ad esempio il classico carrello, per consentire tutti gli acquisti online. Questo dovrebbe essere accoppiato con un metodo di pagamento come Visa, Master-card, American Express, Paypal e qualsiasi altro metodo che possa essere utile per i vostri clienti .

Consegna dei prodotti

7 elevenIl processo di automazione non può essere completato senza la consegna dei prodotti agli acquirenti. Quando si crea un sito web per vendere prodotti , è necessario disporre di un sistema attraverso il quale le vendite dal tuo sito web possono trasformarsi in consegne agli acquirenti nei tempi previsti, senza ritardi.

Se si vendono i propri prodotti, allora si dovrebbe avere il pieno controllo degli ordini elaborati e inviati per la consegna agli indirizzi indicati dagli acquirenti sul sito web. I servizi di corriere sono ormai lo standard in questo settore poiché i clienti che arrivano dal web non sono più’ solamente locali ma anche  nazionali e, dove possibile, internazionali.

Per coloro che vendono per conto terzi, non vi resta che collegare il vostro ordine con il fornitore per per avere traccia degli ordini consegnati con il loro sistema. La maggior parte farà un ottimo lavoro, ma è anche necessario mantenere un occhio su ciò che avviene per garantire che gli ordini vadano evasi nei tempi e nei modi corretti.

Servizio Clienti

servizio clienti

Un buon servizio clienti è la chiave per far crescere il vostro business e aumentare le vendite. Ogni azienda ha bisogno di un funzionale customer service che si occupi dei clienti e dei loro quesiti, sia di  quelli che sorgono dai visitatori del sito web e sia di quelli dei clienti tradizionali. Anche quando si vuole vendere con un sito web è possibile impostare i sistemi per automatizzare il customer service. La pratica migliore è quella di ottenere richieste filtrate attraverso di un risponditore automatico dove solo le questioni importanti ottengono l’attenzione di un operatore dal vivo. Ciò può ridurre il numero di personale necessario e può aiutare ad avere clienti meglio serviti e più soddisfatti. Per le risposte a quesiti ripetitivi e di minore importanza, si può predisporre, sul sito web, una pagina di FAQ (Frequented Asked Question), con le risposte alle domande piu’ frequenti.

Altre funzioni per automatizzare il business

Oltre a quanto detto sopra, è possibile impostare sistemi per automatizzare i rifornimenti. Un sistema automatico potrebbe allarmare voi e il vostro fornitore sulle vostre scorte, al raggiungimento di una determinata soglia. A questo punto un contatto tra voi e fornitore, una telefonata, email, etc.. oppure, a secondo di accordi, un ordine automatico risolverà il problema del magazzino. Anche la manutenzione del sito web può’ essere affidata ad una web agency che, periodicamente, verifica il corretto funzionamento di tutti i processi. E voi che cosa ne pensate? Commentate qui sotto, apriamo una discussione sull’argomento.