Semrush la guida definitiva al monitoraggio delle keywords

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Semrush è uno strumento reperibile online, utilizzato tutti i giorni dai professionisti del marketing internazionale per ottenere informazioni sulle modalità in cui i prodotti sono ricercati e promossi sul web.

 

 

Semrush la guida definitiva alle keywords

 

Il tipo di ricerche, il posizionamento online e la spesa dei concorrenti sono elementi utili per definire corrette strategie di marketing.

Vi sono prodotti interessanti come Seoprofiler oppure Majestic ma a mio parere, Semrush è il migliore (e non mi pagano per affermarlo :-))

Questo post su Semrush è un tutorial che ha l’obiettivo di mostrare, anche a chi non è proprio un esperto SEO, quali sono le principali funzioni e come poterle sfruttare per analizzare l’andamento del proprio sito web. 

semrush-rapporto-keywords

Per questa guida useremo la versione gratuita e limitata di Semrush e come sito dimostrativo su cui fare la nostra recensione, utilizzeremo il sito ufficiale del Torino Calcio, per la precisione il sito del TorinoFC la gloriosa società granata ricca di storia e tradizioni, di cui sono un orgoglioso tifoso.

Detto ciò, dopo esserci portati sul sito Italiano di Semrush, e cioè https://it.semrush.com/ inseriamo l’indirizzo web del sito che vogliamo analizzare, nel nostro caso digiteremo torinofc.it.

Vi ricordo che Semrush è un prodotto professionale e come molti altri a pagamento ma, previa registrazione, è possibile effettuare un numero limitato di ricerche giornaliere.

 

Grafico organico e ADS

 

Questa è la videata che riceviamo in risposta, diamo un’occhiata per vedere che cosa ci può essere utile.

La prima cosa che salta all’occhio è il grafico sulla destra che mostra, con step che vanno dagli ultimi 30 giorni a più anni, l’andamento della ricerca organica e degli ADS (annunci a pagamento) del sito in questione.

In questo caso i dati degli ADS non sono presenti.

 

torinofc-grafico

Box Panoramica

semrush-posizionamentoAppena a sinistra del grafico, compare un interessante box che fornisce una serie di utili informazioni:

  • Posizionamento Semrush: il numero di parole chiave che rientrano nei primi 20 risultati dei motori di ricerca, 2264 nel caso di Torinofc.it;
  • Traffico organico: il numero stimato di visitatori, al mese, generati dalle 2264 parole chiave, 137995 nel nostro caso.
  • Prezzo del traffico organico, in dollari : costo per portare lo stesso numero di visitatori attraverso gli ADS 31736$ per il sito del Torino FC.

Infine ci sono alcune info sul Traffico ADS di che il sito del Torino FC non utilizza.

Piu’ sotto, all’interno della stessa videata, notiamo altri due box interessanti:

  • Parole chiave organiche
  • Concorrenti nella ricerca organica

Box parole chiave organiche

 

 

semrush-parole-chiave-organicheIl rapporto sulle parole chiave è molto importante poiché ci fa vedere per quali parole chiave è posizionato un sito.

Il lavoro che fa un SEO è di ottimizzare un sito per determinate parole chiave: con questo rapporto possiamo vedere non solo se si è raggiunto il successo ma anche le parole che sono, per così dire, ‘giunte a rimorchio’ di quelle programmate.

In questa videata compare un’anteprima in cui ci viene mostrata

  • La chiave di ricerca (keyword).
  • La posizione (dell’ultimo rilevamento, e tra parentesi, del penultimo rilevamento).
  • Il volume di ricerche mensili per keyword.
  • Il costo per click (CPC) per keyword degli annunci a pagamento.

Semrush ha un database proprietario per quello che riguarda i dati delle ricerche.

Questo database viene aggiornato regolarmente e vedremo nel dettaglio come avviene il processo.

Per quanto riguarda i volumi di ricerca, i dati sono quelli di Google (nella versione a pagamento). Da questo box possiamo andare nel dettaglio cliccando su ‘Rapporto completo’, oppure ottenere lo stesso rapporto su file excel o CSV cliccando su ‘Esporta’.

Box parole chiave: Rapporto Completo

semrush-rapporto-keywords

 

 

Con questa selezione ci troviamo nel cuore delle informazioni che ci fornisce Semrush. Come prima cosa, il rapporto è ordinato per i dati di una determinata colonna ed è possibile riordinarlo per qualsiasi colonna, il che fornisce utili e interessanti viste dei dati presentati.

Per default, il report è ordinato per la colonna ‘Traffico %’, ne riparleremo più avanti. Dunque analizziamo le colonne sulla base della prima parola chiave del nostro esempio e cioè, la parola chiave ‘Torino fc’.

Le colonne mostrano:

  • Colonna POS: La posizione attuale e, tra parentesi, la posizione della precedente rilevazione. Attenzione a non dimenticare da quanto tempo questo dato è stato analizzato (vedi colonna ‘last update’). Nel nostro esempio se cerchiamo su Google la chiave ‘torino fc’ scopriamo, con poca sorpresa direi, che il sito www.torinofc.it è in prima posizione e lo era anche in data della precedente rilevazione per l’interrogazione ‘torino fc’;
  • Colonna VOL: Il volume medio delle ricerche per la keyword in esame, rilevato negli ultimi 12 mesi.
  • Colonna CPC : Il costo medio, in dollari, di ogni click su per gli annunci a pagamento per questa ricerca. 
  • Colonna URL : L’indirizzo web della pagina mostrata per questa interrogazione (dove la keyword è stata rilevata come performante). 
  • Colonna Traffico % : Il rapporto tra il numero di visitatori che arrivano al sito da questa interrogazione di ricerca, e tutti i visitatori che arrivano dai risultati di ricerca.
  • Colonna Costi % : Il rapporto tra il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori per questa interrogazione di ricerca e il costo stimato dell’acquisto dello stesso numero di visitatori target che arrivano a questo sito dai risultati di ricerca.
  • Colonna Com: Indice di concorrenza degli inserzionisti di annunci a pagamento: maggiore è il numero, più alta è la concorrenza.
  • Colonna Risultati: Numero dei risultati di ricerca, quante pagine il motore di ricerca conosce per questa interrogazione
  • Colonna Tendenza: Un piccolo grafico ad istogrammi per mostrare il riscontro delle ricerche suddiviso per mese
  • Colonna SERP source: Mostra istantaneamente una pagina con i risultati per la ricerca della keyword in esame
  • Colonna Last update: Mostra la data dell’ultima volta che la keyword è stata analizzata. Dato molto importante perchè a volte si tende a pensare che il report fornisca sempre dati ‘freschi’ ma non sempre e non per tutte le chiavi, è cosi. Vi faccio notare, inoltre, che i dati non vengono rinfrescati in maniera omogenea per tutte le chiavi.

 

Come leggere questo report

 

Viste brevemente le colonne, vediamo come ottenere le informazioni utili per capire quali sono le chiavi più importanti del nostro business, quali performano e quali no.

La prima cosa da fare è guardare il report cosi’ come è, per dare un’occhiata alla colonna Traffico % che ci dice quanto pesa allo stato attuale sul sito ogni interrogazione.

Nel nostro esempio, la chiave ‘Torino fc’ porta un 30,82 % di tutte le ricerche che associato al volume di 90500 interrogazioni mensili, ne fanno un’ottima chiave.

Bisogna sempre guardare ai volumi e a quante visite una chiave porta. Molti si fermano solo a guardare la posizione e si accontentano di essere primi o in prima pagina.

Ma per quale interrogazione ? Che valore ha essere in prima pagina per una interrogazione che viene effettuata poche decine di volte in un mese ?

La posizione è importante nella valutazione di una parola chiave ma altrettanto importante è il volume di interrogazioni che questa chiave porta con se.

Verificare la percentuale di traffico di una chiave è importante.

Potreste scoprire che una chiave a cui non davate molto peso, in realtà’, vi porta molto traffico.

Un’altra cosa sulla quale riflettere è la URL che il motore di ricerca ‘vede’ per questa interrogazione.

E’ possibile e non infrequente avere 2 o più’ pagine che sono ottimizzate per la stessa parola chiave.

Un’altra colonna che vi consiglio di guardare è quella del CPC che aiuta a capire quanta concorrenza esiste per ogni chiave di ricerca e quanto ci potrebbe costare un’ipotetico click.

Sottolineo ancora una volta, infine, l’importanza della colonna ‘last update’.

E’ importante verificare da quanto tempo il dato non viene aggiornato: una posizione 2(2) che non viene aggiornata da 1 mese o più ci può far dubitare che la posizione possa essere ancora attuale.

 

Box Concorrenti nella ricerca organica

 

Come già detto, Semrush è un’ottimo strumento per valutare il lavoro di ottimizzazione svolto sul sito attraverso le parole chiave, i volumi e la concorrenza esistente.

La concorrenza è uno degli aspetti da non dimenticare quando si ottimizza un sito.

Vediamo come ci aiuta Semrush.

concorrenti

 

Semrush prende in esame e ci mostra tutte le chiavi di ricerca che compaiono entro le prime 20 interrogazioni dei motori di ricerca.

Questo punto comune di partenza ci puo’ aiutare a valutare l’andamento del nostro sito e  quello dei nostri concorrenti. Guardiamo l’immagine qui sopra.

Ci mostra i siti dei nostri 5 concorrenti più agguerriti.

Le informazioni che ci mostra sono:

  • Dominio.
  • Livello della competizione. Un’istogramma che mostra, graficamente, quanto il dominio in questione sia simile al nostro per la tipologia di chiavi di ricerca che utilizza.
  • Parole chiave in comune.
  • Parole chiave organiche. (il numero di parole chiave che si classificano entro i primi 20 risultati della ricerca organica).

Identificare i propri concorrenti per verificare cosa fanno e come lo fanno è un punto importante per capire come aumentare la visibilità del proprio sito web.

Cliccando su concorrenti della ricerca organica, questo stesso box si espande mostrandoci le ulteriori colonne.

concorrenti-ricerca-organica

 

  • Traffico organico. Il numero di visite mensili del sito
  • Prezzo traffico organico. Costo stimato acquistando lo stesso numero di visitatori attraverso annunci a pagamento.
  • Parole chiave Ads. Numero di parole chiave che il sito ha nei Top 20 degli annunci a pagamento.

Conclusioni

 

Semrush è un’ottimo software e già’ nella versione gratuita e limitata, mostra i propri punti di forza.

Naturalmente questo è solo un punto di partenza, al suo interno nella versione a pagamento, oltre al non avere il limite dei 10 migliori risultati per ogni Box, troviamo altri strumenti come il raffronto tra due siti, il keyword difficulty, il site audit e molte altre cose.

Spero che questa piccola introduzione a Semrush vi sia stata utile.

Con questo si conclude l’articolo “Semrush la guida definitiva”, provatelo e commentate la vostra esperienza con Semrush.

Come ottimizzare Google My Business per le attività locali

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In questa guida ti darò indicazioni su come ottimizzare Google My Business poiché molti non sanno che più il profilo dell’attività è ottimizzato e maggiori sono le probabilità che venga mostrato a un utente della tua area geografica quando cerca prodotti e servizi come quelli che offri tu.

Google My Business è uno strumento gratuito che l’azienda di Mountain View mette a disposizione dei proprietari di piccole imprese per promuovere la propria attività locale sul motore di ricerca Google e su Google Maps

Ho già scritto una guida su Google My Business che puoi trovare a questo link,  in questo articolo voglio darti alcune indicazioni su come ottimizzare Google My Business per le attività locali.

Al seguente link il sito ufficiale di Google.

A questo link la pagina di Wikipedia sull’argomento.

Tanto per cominciare Google My Business è’ un’ottima opportunità di marketing per la tua azienda, in particolare se è un’azienda che opera in prevalenza su un determinato territorio.

Se hai rivendicato la pagina della tua attività su Google My Business e pensi che il lavoro sia finito, purtroppo ti sbagli.

Adesso è il momento di ottimizzare la tua pagina per cogliere il momento in cui il consumatore ha bisogno di prodotti e servizi simili ai tuoi.

I bisogni dei consumatori riguardano essenzialmente il ‘sapere’, ‘andare’, ‘fare’ o ‘acquistare’.

Quando il consumatore si trova in uno di questi momenti per soddisfare il suo bisogno, agisce con una ricerca su un dispositivo mobile correlato alla sua posizione geografica.

Per questo motivo è fondamentale che la tua attività si presenti in modo coerente e professionale su ogni dispositivo.

Per acquisire una quota di queste ricerche è consigliabile ottimizzare la pagina aziendale su Google My Business.

Tramite questa applicazione puoi pubblicare gli orari di apertura, gli aggiornamenti sulla tua attività, foto e video che aiutano il consumatore a conoscerti e a fidarsi del tuo marchio.

Dal punto di vista dei motori di ricerca, un profilo ottimizzato di Google My Business conferma al motore di ricerca che la tua attività è un risultato pertinente per quel consumatore.

Questo aumenta di molto la visibilità del tuo marchio su Google.

 

Ottimizzare Google My Business in cinque semplici passaggi

Per le ricerche locali, Google favorisce le aziende con le informazioni sul profilo Google My Business più complete e accurate.

Questo perché è importante che i potenziali clienti siano informati non solo sui tuoi prodotti e servizi, ma anche su dove si trova fisicamente la tua attività e quando possono farti visita o telefonarti.

 

completa il profilo

Completa il profilo di Google My Business

 

Quando un utente effettua una ricerca locale per soddisfare uno dei suoi bisogni, Google abbina questa necessità con i risultati più pertinenti.

Pensa al seguente scenario: il tuo prodotto o servizio è l’ideale per la ricerca di un determinato consumatore ma il tuo profilo è incompleto perché ad esempio, manca del contatto telefonico.

Come potrà contattarti in maniera rapida, se lo desidera?

Non aver compilato accuratamente il profilo, non averlo compilato completamente fa supporre al motore di ricerca che la tua attività non sia rilevante.

Il valore di un profilo di Google My Business risiede nella qualità delle informazioni in esso contenute.

Non perdere potenziali clienti solo perché il tuo profilo non è completo.

 

compila la descrizione

Compila la descrizione della tua attività

 

La descrizione della tua attività ti consente di fornire contenuti informativi e molto spesso anche multimediali direttamente a Google.

Stai rilasciando informazioni sui tuoi prodotti e servizi direttamente al motore di ricerca.

Hai a disposizione circa 750 caratteri per descrivere la tua attività, cerca di utilizzarli tutti, se possibile.

Cosa inserire nella descrizione della tua attività?

Ad esempio una breve descrizione dei tuoi prodotti e servizi più importanti.

Se hai bisogno d’ispirazione posso mostrarti la descrizione della mia attività sulla mia pagina di Google My Business:

Teutra è una web agency di Torino. Come web agency, la nostra mission è aiutare imprese come la tua a crescere mettendo al centro del progetto il TUO cliente.
Solo se conosci il tuo cliente puoi vendere i tuoi prodotti e servizi sul web.
Tra i nostri servizi offriamo l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) e consulenza web marketing.

Offriamo servizi come la gestione di pagine aziendali sui social network, annunci pay per click su Google ADS (ex Adwords), recupero di penalizzazioni su Google, costruzione di e-commerce e ogni altro tipo di servizio sul web per le aziende.
Contattateci per un preventivo gratuito.

 

aggiorna gli orari

Mantieni aggiornati i tuoi orari

 

Non c’e’ niente di peggio di un cliente che si presenti alla soglia della tua attività per trovare il negozio chiuso.

Se il tuo profilo dice che sei aperto ma non è vero, perdi credibilità agli occhi del cliente e sei fuori dal gioco, almeno per lui.

Ricorda che quando scatta l’attimo del ‘bisogno’ nel cliente, cresce immediata la necessità di una soluzione.

Se decide di raggiungerti, visitarti e acquistare non puoi deluderlo.

Gli orari su Google My Business si possono facilmente modificare ed è possibile farlo in anticipo rispetto ai giorni di festa e ai tuoi giorni programmati di chiusura, come le vacanze estive o invernali.

 

scegli le categorie

Scegli le giuste categorie per la tua attività

 

Quando configuri Google My Business puoi selezionare la categoria principale della tua attività.

Oltre a questo puoi selezionare fino a un massimo di dieci categorie.

Ricorda che l’intento di Google è di catalogare la tua attività per mostrarla in maniera pertinente agli utenti e quindi non è necessario utilizzare tutte e dieci le categorie.

Usa solo quelle che aiutano il motore di ricerca a identificare al meglio la tua attività.

Ad esempio, una pizzeria può scegliere le categorie “pizzeria”, “pizza a domicilio” e “catering”.

Questa classificazione aiuta Google a mostrare la tua attività per ricerche locali come ad esempio “pizza vicino a me” o “pizza a domicilio vicino a me”.

 

verifica la posizione

Verifica la tua posizione

 

Google My Business è un valido alleato per le attività locali.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca locale detta Local SEO si applica solo se l’attività dell’azienda e locale.

Per questo motivo, Google ti richiede di verificare l’indirizzo e la proprietà dell’attività tramite un processo di verifica che puoi attivare attraverso Google My Business.

Dopo la tua richiesta in cui devi indicare l’indirizzo postale della tua attività riceverai una cartolina all’indirizzo indicato in modo da concludere la procedura.

Non puoi usare una casella postale per questo passaggio.

Se non verifichi la sede della tua attività, non potrai usufruire di tutte le funzioni di Google My Business.

 

Conclusioni

Google My Business è un ottimo strumento che ti aiuta a presentare la tua attività ai potenziali clienti che hanno bisogno di prodotti e servizi come i tuoi.

Come un po’ tutte le cose, è uno strumento che dà un vantaggio solo in base all’impegno che ci metti.

Assicurati quindi di ottimizzare il tuo profilo seguendo i passaggi precedenti.

Se hai dei dubbi sarò felice di risponderti nei commenti.

Se hai bisogno di una consulenza nella costruzione e ottimizzazione del profilo aziendale di Google My Business, contattami.

 

Come creare e impostare la scheda di Google My Business per la tua attività

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Le piccole imprese a volte sottovalutano l’efficacia del web per il proprio business. Un esempio è la scheda di Google My Business associata alla propria attività. E’ gratuita, offre un’opportunità alternativa per attirare clienti, permetter di scoprire come le persone entrano in contatto con te e come interagiscono ma molto spesso non viene neanche impostata.

Con questa guida ti darò una panoramica dettagliata sulla sua importanza e su come impostarla. Partiamo!

 

Crea la tua pagina con Google My Business

 

Crea la tua pagina di Google My Business collegandoti a questo link.

La scheda è essenziale perché fornisce agli utenti e di Google e Google Maps le informazioni ‘anagrafiche’ di base sulla tua attività e non solo. Qui sotto puoi vedere un esempio per la ricerca ‘Teutra’ su Google Maps.

teutra on google maps

 

Come puoi vedere ci sono le informazioni di contatto più importanti come indirizzo, telefono, orari di apertura e indirizzo del sito web. Queste informazioni Google Maps le ricava proprio dalla scheda di Google My Business.

Per costruire la scheda della tua attività su Google My Business dovrai affrontare una serie di passaggi e rispondere a una serie di domande: cerca di farlo nella maniera più corretta possibile, solo in questo modo Google saprà come inserire la tua attività nella categoria più appropriata.

 

Inserisci le informazioni ‘anagrafiche’

 

Le informazioni ‘anagrafiche’ sono molto importanti e saranno tra le prime cose che ti verranno chieste. Inserisci dunque:

  • Indirizzo.
  • Contatti telefonici.
  • Indirizzo del sito web.
  • Orario di apertura dell’attività.

Queste informazioni come puoi capire, sono essenziali per farti trovare. Assicurati di tenere sempre aggiornate queste informazioni.

 

Verifica la proprietà

 

Occorre ora rivendicare la proprietà dell’attività cioè comunicare a Google che sei tu il titolare dell’attività. A questo link puoi verificare che nessuno abbia già rivendicato la proprietà della scheda di Google My Business ed eventualmente rivendicarla.

Questo può capitare poiché molto spesso Google stessa genera in modo automatico schede delle attività commerciali che a volte hanno dati imprecisi o peggio, errati.

Si può rivendicare la proprietà dell’attività attraverso vari metodi tra cui i principali:

  • Per mezzo di una telefonata.
  • Tramite l’invio di una cartolina. (si proprio la cara, vecchia e tradizionale posta).
  • Con una email.

Il processo non richiede molto tempo (se hai richiesto la verifica tramite posta, solitamente si riceve la cartolina in pochi giorni lavorativi) e fino a che Google non ‘certifica’ l’associazione tra te e l’attività in questione, la scheda non sarà attiva.

 

Ottimizza la scheda per il tuo business

 

Adesso è il momento di fornire informazioni sulla tua attività ai tuoi visitatori. Devi utilizzare nelle varie descrizioni, le parole chiave più importanti della tua nicchia, del settore merceologico di cui ti occupi. Come fare? Per prima cosa pensa a quali sono le parole chiave che ti aspetti che gli utenti inseriscano su Google quando cercano un attività come la tua: come seconda cosa guarda cosa fa la tua concorrenza.

Immaginiamo tu sia un elettricista a Milano. Probabilmente le persone cercano attività come la tua con parole chiavecome  ‘elettricista a milano’, ‘impianti elettrici a milano’ o simili. Cerca d’inserire queste chiavi di ricerca nelle tue descrizioni perché contribuiranno a farti trovare sui motori di ricerca.

Quando crei la scheda sulla tua attività commerciale non inserire le chiavi a casaccio ma concentrati nell’inserire le parole chiave in frasi che abbiano un aspetto grammaticale del tutto corretto. Guarda e ispirati a quello che scrive la tua concorrenza, soprattutto di quei concorrenti che compaiono ai primi posti delle ricerche. Ispirati ma non copiare, questo non piace a Google.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere la mia guida.

 

Foto e video di qualità

 

Aggiungi foto e video alla tua scheda commerciale di Google My Business. Lo scopo dei social e della scheda, è quello di creare relazioni tra la tua attività e i tuoi clienti. Il miglio modo è quello di mostrare che sei una persona ‘reale’ e hai un’attività ‘reale’.

Certo, questo è molto più vero se hai un’attività ‘tradizionale’, meglio se hai un negozio. In questo caso mostrare foto del tuo negozio mentre interagisci con i tuoi clienti, oppure far vedere i tuoi prodotti è decisamente una buona idea. Cerca la qualità. Scatta foto e gira video in alta risoluzione.

Il tutto legittimerà il tuo marchio e ti renderà più credibile nel processo decisionale dell’acquisto da parte di potenziali clienti.

 

Le recensioni

 

Le recensioni sono molto, molto importanti nel processo che porta gli utenti ad acquistare prodotti e servizi sul web. Parallelamente al vecchio ‘passaparola’ conoscere l’esperienza degli altri utenti prima di acquistare è diventato uno dei principali fattori decisionali.

Molti imprenditori non lo fanno e trascurano questo aspetto, perdendo opportunità di business. Se la recensione è positiva, tutto va bene. Ma che succede se la recensione è negativa? Se rispondi cercando di capire il problema e mostrandoti disponibile a risolverlo avrai dimostrato cura e attenzione verso i tuoi clienti.

Se invece ignori la cosa avrai mostrato supponenza e disinteresse e i potenziali clienti che successivamente leggeranno la tua scheda, non ti considereranno un opzione credibile. Prenditi del tempo ma rispondi sempre alle recensioni nel modo più professionale possibile.

 

Mantieni la scheda sempre aggiornata

 

Un altro errore è quello di costruire una scheda e poi dimenticarsene. Grave errore. Le informazioni che hai inserito in fase di creazioni, non rimangono costanti nel tempo. Mi riferisco ad esempio all’orario di apertura, il numero di telefono, il sito web, i prodotti e servizi e qualsiasi altra informazione associata alla tua attività.

Se non aggiorni queste informazioni dai un’immagine passiva di te e di quello che fai mettendoti in cattiva luce. E questo allontana i clienti.

Programma periodicamente del tempo da dedicare a recensioni e aggiornamento della pagina. Eccoti un esempio di come le imprese utilizzano con profitto Google My Business.

 

Guida a Google Analytics per principianti: scopri chi visita il tuo sito

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Con questa guida a Google Analytics per principianti, voglio presentare a tutti coloro che non lo conoscono, lo strumento gratuito che Google ci mette a disposizione per monitorare il traffico del nostro sito web.

 

 

Sei il responsabile marketing di un’azienda, oppure un professionista o un piccolo imprenditore? Di sicuro  intendi generare contatti commerciali e vendite online con una campagna di web marketing. In questo caso certamente avrai la necessità di verificare cosa funziona e cosa non funziona nella tua strategia.

Google Analytics, è lo strumento di analisi che il colosso di Mountain View mette a disposizione gratuitamente a tale scopo.

Con questa guida ti mostrerò:

  • Come impostare il tuo account per massimizzare i risultati.
  • Quali sono i report più importanti.
  • Una serie di tattiche avanzate.

Se stai cercando di prendere maggior confidenza con Google Analytics, con questa guida riuscirai a ottenere una maggiore comprensione su come i tuoi potenziali clienti stanno utilizzando il tuo sito web. 

 

Come accedere a Google Analytics

 

Il requisito per utilizzare Google Analytics è quello di avere un account Google. Visita la pagina ufficiale di Google Analytics e accedi con la tua username e password. Seleziona il tuo sito dall’elenco e verrai reindirizzato alla dashboard o in Italiano, pannello di controllo.

 

La Dashboard o pannello di controllo

 

Accedendo alla dashboard, è possibile vedere una serie di “istantanee” di diversi rapporti generati da Google Analytics. Questi rapporti possono includere visitatori, fonti di traffico, le conversioni, etc…

È possibile spostare, aggiungere report dalla dashboard  o rimuovere quelli che non ti piacciono, semplicemente con un’azione di drag and drop. Tra i dati presenti nella dashboard ti segnalo:

  • Sessioni: Il numero totale di sessioni nell’intervallo di date. Una sessione corrisponde ad un periodo di tempo in cui un utente interagisce con il sito web.
  • Utenti: Il numero di utenti che hanno avviato almeno una sessione nell’intervallo di tempo selezionato.
  • Visualizzazioni di pagina: Il numero totale di pagine visitate nel periodo di tempo selezionato.
  • Frequenza di rimbalzo: La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite di una sola pagina, ossia visite in cui la persona esce dal sito dalla stessa pagina in cui è entrata senza interagire con essa. Questo dato è spesso ingannevolmente alto poiché un certo numero di utenti arriva sul vostro sito rendendosi conto che non era quello che stavano cercando.
  • Durata sessione media: La quantità media di tempo che un visitatore trascorre sul tuo sito.
  • % Di nuove sessioni: La percentuale di nuovi visitatori al sito rispetto a tutti i visitatori. E’ un dato interessante poiché’ alcune aziende potrebbero volere un sacco di nuovo traffico, mentre altre potrebbero volere generare visite ripetute.

 

analytics-dashboard

 

 

 

 

Per impostazione predefinita, Google mostra gli ultimi 30 giorni di attività. Tuttavia, è possibile modificare questa impostazione, o anche confrontare due diversi intervalli di date, ad esempio agosto 2017 rispetto ad agosto 2018. È possibile raggiungere questo obiettivo facendo clic sulla casella di date trovato nell’angolo in alto a destra e cambiando il flag “Confronta con” e inserendo le date appropriate. 

Rapporti utili

 

I dati evidenziati da Google Analytics sono moltissimi e il rischio è quello di perdersi e non riuscire a estrarre da questa mole di dati, i risvolti più significativi. Il mio consiglio è di esplorare i vari rapporti alla ricerca di quelli che ti sembrano più utili e interessanti per i tuoi obiettivi e, una volta individuati, rivederli regolarmente. Eccone alcuni:

  • Acquisizione/Panoramica: Da dove provengono gli utenti che visitano il sito? Per monitorare le strategie di web marketing e ottimizzazione SEO, è fondamentale capire da dove arrivano i tuoi visitatori. Con questo rapporto si ha il dettaglio delle visite suddiviso in organic search il numero di utenti che arrivano al sito dai motori di ricerca, direct coloro che digitano e conoscono già l’indirizzo web del sito, social quelli che arrivano direttamente dai social media, referral  sono i visitatori che arrivano dai link al tuo sito presenti su altri siti (backlinks), paid search gli utenti che scoprono il tuo sito da ricerche a pagamento, tipicamente da Google Adwords o Google Adsense. Perché’ questi dati sono importanti e da rivedere? Perché è il modo per verificare se si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati. Il singolo dato può essere ulteriormente esplorato: ad esempio cliccando sui social si ottiene un rapporto che evidenzia le visite dai singoli social con il numero esatto di sessioni per social.

 

social-analytics

  • Comportamento/Contenuti del sito/Tutte le pagine: con questo rapporto analizziamo le pagine del sito alla scoperta di dati interessanti come Visualizzazioni di pagina che indica il numero di volte che la singola pagina è stata visualizzata nel periodo di tempo selezionato, Tempo medio su una pagina che denota la quantità media di tempo passato dagli utenti a visualizzare una specifica pagina o la Frequenza di rimbalzo. Questo dato è utile per capire quali pagine sono visitate e quali no, se sono interessanti per il pubblico della tua nicchia e se gli utenti leggono altre pagine oltre quella da cui arrivano. 
  • Acquisizione/Tutto il traffico/sorgente-mezzo: Siti di riferimento (sotto sorgenti di traffico). Questi sono i siti dove i visitatori sono stati prima di arrivare al tuo, a esclusione dei motori di ricerca.
  • Comportamento/Contenuti del sito/Tutte le pagine: Questo rapporto ti dice e ti da informazioni dettagliate su come i visitatori navigano il sito e più precisamente, su quali pagine vengono visitate. E’ molto utile perché suddivide per pagine l’interesse che il web ha per il tuo sito web. Scoprendo quali sono le pagine più visitate in un sito di ecommerce ad esempio, si può capire quali sono i prodotti di maggior interesse. Questo rapporto è utile per capire anche che cosa non funziona. Se una pagina o un contenuto non vengono visitati come ti saresti aspettato, si possono porre in essere correzioni e modifiche per migliorare la situazione.
  • Pubblico/Dati Geografici/Località: Nella scheda “pubblico” troverai una mappa del mondo che ti mostrerà da dove proviene geograficamente il tuo traffico. Cliccando su ogni paese si può ancora affinare la ricerca. Con un clic su ‘Italia’ ad esempio, otteniamo un report che ci suddivide i visitatori per città di provenienza. Questo è molto utile se il tuo business è locale. Se gestisci un negozio di fiori a Torino, questo rapporto deve evidenziare che la maggior parte dei visitatori proviene dal capoluogo sabaudo. In caso contrario c’e’ qualche cosa che non va nella strategia di web marketing.

 

Conclusione

 

Google Analytics è uno strumento potentissimo e in questo articolo ti abbiamo illustrato solo una minima parte delle sue potenzialità. La creazione di obiettivi, il monitoraggio di link a siti esterni o dei download dei tuoi  ebook, il tracciamento delle ricerche all’interno del sito sono solo alcune ulteriori funzionalità di questo preziosissimo strumento gratuito che Google ci mette a disposizione per monitorare le pagine di un sito web.

Se hai bisogno di aiuto l’installazione di Google Analytics o per la comprensione è l’utilizzo ottimale di questo strumento puoi sempre rivolgerti a Teutra, l’agenzia di web marketing di Torino. Alla prossima. 

Seo hero ovvero come ottimizzare i contenuti per la SEO semantica

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In questo articolo vorrei parlarvi di SEO Hero, un tool online completamente gratuito che si rivela molto prezioso per la creazione di una efficace strategia di contenuti. 

 

 

E’ un tool gratuito e lo sviluppatore Walid Gabteni si è concentrato sulla sostanza: è uno strumento gratuito ed in beta test, puoi per questo trovare qualche errore ma ti assicuro che un piccolo errore non sminuisce il valore di questo software, unico nel suo genere almeno nel panorama italiano.

 

Seo hero e la SEO semantica

 

Sappiamo che con l’avvento della SEO semantica, delle entità definite in schema.org e dello sviluppo delle interrogazioni ‘vocali’, l’interesse di Google è quello di capire l’argomento di una pagina dalle relazioni tra i termini piuttosto che quale parola viene usata più volte.

Per ottimizzare i contenuti dobbiamo concentrarci non solo su una parola chiave ma soprattutto sulle parole collegate al topic, all’argomento del nostro contenuto. Facciamo un esempio

Se volessimo ottimizzare una pagina web per l’argomento ‘ravioli del plin’, il motore di ricerca si aspetterebbe di trovare anche alcuni tra i termini correlati come ad esempio ‘pasta fresca’, ‘pasta ripiena’, ‘primi piatti’, ‘burro e salvia’ e cosi’ via.

In breve SEO Hero partendo da una parola chiave, analizza i contenuti delle prime 100 pagine classificate per quella keyword ed estrae i termini correlati con vari parametri che ci aiutano a capire quanto i singoli termini siano legati alla parola chiave di ricerca.

Ma facciamo un caso pratico che aiuti a capire di più. Per prima cosa navighiamo sino al sito di seo hero al seguente indirizzo web: http://www.seo-hero.tech/

 

Seo Hero e le entità

 

Inseriamo la chiave di ricerca e selezioniamo il database di Google nella lingua che ci interessa e diamo invio. Nell’esempio ho effettuato una ricerca su Google.it per la chiave ‘agnolotti alla piemontese’.

seo hero free

Dopo un paio di minuti di attesa per il completamento della ricerca e cioè fino a che la barra verde non è completa, otteniamo una videata simile a quella in figura.

Una pagina divisa in due sezioni: a sinistra le parole singole (ma non sempre) e sulla sezione di destra le frasi da almeno due parole e molte colonne che adesso esamineremo. Prendiamo sezione di destra.

  • DF (document frequency): Se osserviamo il DF della parola chiave ‘noce moscata’ che è 35% possiamo dedurne che tra le prime 100 pagine sulla SERP che si piazzano per la parola chiave ‘agnolotti alla piemontese’ il 35% di quelle pagine contiene anche la parola ‘noce moscata’.
  • W (words): Se rimaniamo nell’ambito della chiave ‘noce moscata’ sappiamo che tra le pagine che contengono questa chiave la media di parole del contenuto è di 1042 parole.
  • Occur (occurency):  Tra le prime 100 pagine per ‘agnolotti alla piemontese’ e nel 35% che contengono la chiave ‘noce moscata’, si è riscontrata una media di 2,3 ripetizioni.
  • TF (term frequency): è la densità
  • html: per questa opzione c’e’ una lente di ingrandimento che ci porta alla sezione HTML insight che vedremo dopo.
  • Txt: con questa, quella a forma di occhio, possiamo vedere dei suggerimenti delle vere e proprie frasi estrapolate tra le prime 100 pagine, che contengono la chiave di riferimento ‘noce moscata’ e in pratica come è stata usata nelle altre pagine.
  • LT: cliccando su questa colonna vedrete info sulle longtail di ‘noce moscata’

HTML Insights

 

Come dicevamo, la colonna html ci porta ad una nuova opzione presente anche nei tab della videata: gli html insights. Selezionando la lente di ingrandimento in corrispondenza della riga ‘noce moscata’ ci compare una nuova videata.

 

htlm insights

 

In questa videata per la chiave ‘agnolotti alla piemontese’ sono presenti le pagine che contengono anche la chiave ‘noce moscata’. Le colonne corrispondono ai tag html dunque vediamo insieme a dati già presenti nella videata principale anche altri tipo titl (title) desc(description), h1, h2, a (sono i link), b (bold), h3, h4, h5, h6, img (immagini), imga (link sulle immagini), li (elementi di lista), span (elementi di span).

 

html insights dettaglio

 

Che cosa ci dice questa videata? Nell’esempio che ho postato e che riguarda ‘agnolotti alla piemontese’ quello che c’e’ da notare è come le prime pagine si posizionano utilizzando i tag html in maniera a volte molto differente.

Notate ad esempio il numero di parole nel testo o la presenza della chiave di ricerca nella pagina. Addirittura ci son pagine che si posizionano senza avere la parola chiave nella descrizione. In pratica questa videata è una lente di ingrandimento sulla SEO onsite dei competitors di una determinata chiave di ricerca.

Concludendo questa breve presentazione che spero vi sia di stimolo per provare seo hero, trovo che sia un tool molto utile e che l’autore continui su questa strada migliorandolo sempre di più. Fatemi saper con i vostri commenti che cosa ne pensate. Alla prossima.