Capire i web crawler per capire come funziona il web

Come funziona un web crawler

Il world wide web è ricco di informazioni. Se vuoi conoscere e approfondire un argomento, quasi certamente puoi trovare tutte le informazioni online. Ma come puoi trovare la risposta che desideri, quando il web contiene migliaia di miliardi di pagine? Sai dove guardare?

Fortunatamente abbiamo i motori di ricerca che lo fanno per noi. Ma come fanno i motori di ricerca a sapere dove guardare? In che modo i motori di ricerca possono consigliare alcune pagine dei trilioni esistenti?

La risposta si trova nel web crawler

I web crawler sono programmi che eseguono la scansione del Web, “leggendo” tutto ciò che trovano. I web crawler sono anche noti come spider, bot o indicizzatori automatici.

Questi crawler analizzano le pagine Web per vedere quali parole contengono e dove vengono utilizzate. Il crawler trasforma i risultati acquisiti in un enorme indice. L’indice è fondamentalmente una grande lista di pagine web e di parole che le caratterizzano.

Quando chiedi (query) a un motore di ricerca pagine sugli ippopotami, il motore di ricerca controlla il suo indice e ti fornisce un elenco di pagine che menzionano ippopotami. I web crawler effettuano regolarmente la scansione del web in modo da avere sempre un indice sempre aggiornato.

Le implicazioni SEO dei web crawler

Ora che sai come funziona un web crawler, puoi immaginare il potenziale impatto che può avere sul modo in cui ottimizzi il tuo sito web.

Ad esempio, se vendi fiori, è importante che tu scriva su piante e fiori per il tuo sito web. Se non crei ottimi contenuti sui fiori, i motori di ricerca non suggeriranno mai il tuo sito agli utenti che stanno cercando informazioni su fiori e piante.

Tuttavia i motori di ricerca sono andati ben oltre questa logica che ha caratterizzato da sempre il web. Oggi infatti riescono a suggerire agli utenti, pagine e contenuti che rispecchiano sempre più fedelmente l’intento della ricerca. 

Che cosa vuol dire intento di ricercaVuol dire che se un utente sta cercando informazioni per acquistare online dei fiori riceverà un risultato differente da chi invece sta cercando solamente delle informazioni generiche sulla coltivazione dello stesso fiore.

È anche importante notare che i web crawler non si limitano a prestare attenzione a quali parole trovano, ma registrano anche dove sono state trovate le parole.

Quindi il web crawler sa che una parola contenuta in titoli, metadati e le prime frasi sono probabilmente più importanti che nel contesto della pagina, e che le parole chiave nelle posizioni principali suggeriscono che la pagina è davvero incentrata “su” quelle parole chiave.

Il fatto che i web crawler controllino regolarmente il web per assicurarsi che il loro indice sia aggiornato suggerisce anche che avere sempre contenuti nuovi e freschi sul tuo sito web è una buona cosa.

Non tutti i contenuti possono essere trovati dai web crawler

I web crawler sono programmi che a prima vista potrebbero sembrare molto semplici.
Iniziano con un elenco di collegamenti da esaminare e quindi seguono i collegamenti che trovano. Sembra semplice, giusto? Bene, sì lo sono, finché non arrivano a pagine complesse con contenuti dinamici.

Pensa a contenuti Flash, moduli, animazioni e altre risorse dinamiche. Ci sono molti motivi per cui un web crawler non veda il tuo sito web nello stesso modo in cui lo fanno i tuoi utenti.

In effetti, molte aziende adottano misure per garantire che i web crawler “vedano” tutti i contenuti disponibili. Tuttavia questo potrebbe rappresentare un problema per i siti web con molti contenuti dinamici, visibili solo dopo la ricerca dei contenuti.

Il ruolo di Robots.txt

Puoi dare istruzioni ai web crawler inserendoli in un file chiamato robots.txt.
Potresti chiedere ai web robot di ignorare il tuo sito web o saltare alcune sezioni.
Potresti anche voler aiutare il robot ad accedere a ogni parte del tuo sito Web, in particolare se disponi di un sito web complesso o dinamico.

Indici del motore di ricerca

Una volta che il crawler ha trovato le informazioni , eseguendo la scansione sul Web, il programma crea l’indice. L’indice è essenzialmente una grande lista di tutte le parole trovate dal crawler, oltre alla loro posizione.

Perché l’indicizzazione è solo l’inizio…

Per dare risposte pertinenti alle query di ricerca, i motori di ricerca devono interpretare i collegamenti nel loro indice. I motori di ricerca utilizzano algoritmi, che sono essenzialmente equazioni complesse, per “valutare” il valore o la qualità dei collegamenti nel suo indice.

Quindi quando cerchi “ippopotami”, il motore di ricerca prenderà in considerazione centinaia di fattori quando scegli quali siti web offrire all’utente.

Tra i fattori principali che i motori di ricerca considerano , sono inclusi :

  • Quando la pagina è stata pubblicata.
  • Se la pagina include testo, immagini e video.
  • La qualità del contenuto.
  • La corrispondenza alle query di ricerca dell’utente.
  • La velocità di caricamento della pagina e del sito web.
  • Quanti link da altri siti web puntano al contenuto.
  • Quante persone hanno condiviso i tuoi contenuti online …

…e molti altri. In un post futuro esamineremo più in dettaglio i 200 fattori che Google considera quando forniscono i risultati di ricerca.

Penalizzazioni e deindicizzazione da Google

Google non desidera raccomandare siti web di scarsa qualità, quindi se ti impegni in una serie di pratiche di spam potresti essere penalizzato dall’indicizzazione del tuo sito web. Cosa significa?

Significa che il tuo sito web non sarà più presente nell’indice di Google, pertanto il tuo sito web non verrà più visualizzato nei risultati di ricerca di Google.

Come puoi immaginare, questo è uno scenario catastrofico per qualsiasi azienda che abbia una presenza online. Affidarsi dunque a professionisti del settore , può essere la strada migliore per non incappare in spiacevoli quanto dannosi inconvenienti.

Strategia SEO: come misurarne l’efficacia


Gli indicatori per monitorare una strategia SEO

Oggi vi parlerò di strategia seo e di come verificare se funziona per il vostro business. Per un consulente SEO, ottimizzare un sito e portarlo nelle prime pagine dei motori di ricerca non è mai un punto di arrivo. È necessario, infatti,  monitorare costantemente l’efficacia delle azioni intraprese per capire cosa funziona e cosa non funziona. Se una particolare azione funziona bene occorre, se possibile, incrementare le energie spese in quella direzione.
Se alcune strategie non funzionano dopo un ragionevole lasso di tempo, è meglio abbandonarle. In questo articolo vi mostro cinque indicatori da tenere costantemente sotto controllo per stabilire se le cose stanno funzionando per la vostra strategia SEO.

1. Controllare il traffico da ricerca organica (motori di ricerca)

Il traffico arriva da varie fonti, ma è possibile determinare quanto ne arriva dalla ricerca organica e quanto no. sessioni google analytics

Se utilizzate Google Analytics e avete inserito il codice di riferimento del vostro sito su tutte le vostre pagine,  si può facilmente vedere quanto del vostro traffico proviene da una ricerca organica.

Aprite Analytics e cliccate su “Acquisizione”, e poi, “Canali”. Questa videata vi mostrerà quanto del vostro traffico è

  • Direct: diretto, arriva cioè da chi già conosce il vostro sito, il vostro brand.
  • Referral: da fonti di riferimento, cioè da siti web dove è presente un link che punta al  vostro sito.
  • Social: dai social media
  • Organic Search: dalla ricerca organica.  Se questo ultimo numero non è in costante crescita, è necessario capire perché. 

2 Engagement

L’obiettivo di ogni sito web è quello di ottenere visite. Per raggiungere questo obiettivo i vostri visitatori debbono apprezzare quello che fate. Se questo accade o no, lo potete misurare attraverso il tempo che i visitatori stanno sulla pagina.

Se un visitatore sta sulla vostra pagina meno di 20 secondi “rimbalzando” fuori, significa che non sta apprezzando il vostro lavoro. La frequenza di rimbalzo delle vostre pagine e del vostro sito web, è un indicatore SEO molto significativo e da tenere senz’altro in considerazione.

Se questo valore è alto bisogna capire perché i visitatori “rimbalzano” su altri siti. La vostra scrittura è noiosa ? Si stanno usando immagini per aumentare l’interesse della pagina ? I vostri contenuti sono utili e importanti per la vostra nicchia ?

3 Backlinks 

I backlinks sono ancora di fondamentale importanza quando si tratta di SEO. Se nessuno segnala la vostra pagina dandogli un backlink, si stanno perdendo o non guadagnando posizioni sui motori di ricerca. Si dovrebbe avere un metodo costante per ottenere backlinks e si dovrebbe fare in modo che i backlinks sembrino ottenuti in maniera “naturale”.

Google in realtà non vuole che vengano raccolti backlinks in maniera non naturale. Odiano gli schemi per raccoglierli, che cosa fare, allora ? Per esempio non puntare ad ottenere backlinks solamente da siti con authority/rank più alto del vostro.

Ogni tanto un backlink da un sito con minore authority/rank renderebbe il tutto più naturale agli occhi di Google. Stesso discorso per i link “nofollow”. Miscelate link “dofollow” con qualche “nofollow”. Possedere solo link “dofollow” e pretendere di fare credere a Google che siano tutti naturali è pura illusione.

Un’ultima cosa, ricevere molti backlinks in un breve lasso di tempo potrebbe fare suonare più di qualche campanello di  allarme negli uffici di Google. Come si sa, Google odia i backlinks acquistati.

4. Da dove provengono i vostri visitatori ?

motori-di-ricercaI vostri visitatori arrivano da Google o da altro motore di ricerca? In Italia è noto che la stragrande maggioranza delle ricerche avviene su Google ma, per alcune nicchie, si potrebbe scoprire che i visitatori provengono da altri motori di ricerca.  Se questo è il caso, bisogna cercare di ottimizzare secondo le direttive di altri motori di ricerca e non con quelle di Google. 

E da che paese arrivano i tuoi visitatori ? Molti arrivano dall’estero ? In questo caso occorre valutare l’opportunità di tradurre i contenuti anche in altre lingue. 

5 State vendendo ?

Questo consiglio non si applica a tutti, è indirizzato, piuttosto alle vendite online, agli e-commerceQuali parole chiave stanno facendo vendere ? Qual è il tasso di conversione? 

Più pagine si mettono online per vendere i vostri prodotti e meglio è. Ma state testando quali sono le parole chiave che funzionano e i prodotti che vengono di conseguenza venduti, e quali no ? Avete un’ idea di cosa funziona e di cosa non funziona ? Sbarazzatevi di tutto quello che non sta portando business.

Conclusioni

Alcuni parametri sono molto importanti per il vostro business, non solo in termini di ricerca, ma in termini di vendite! Se non state monitorando queste 5 statistiche , almeno ogni giorno / settimana / mese, vi state perdendo un sacco di traffico e di affari.

Creo un foglio di calcolo per ognuno dei miei clienti per monitorare queste statistiche, il che mi aiuta a vedere come stiamo progredendo ogni settimana. Provare per credere! 

 

 

Prima pagina su Google, nuovo Eldorado, primi su google

Come essere in prima pagina su google

L’argomento di cui voglio parlare oggi è il seguente: come portare un sito web in prima pagina su google. Argomento affascinante quanto complesso. Se hai un’attività commerciale e possiedi un sito web aziendale, capirai sicuramente l’importanza di fare comparire il tuo sito web in prima pagina dei risultati sui motori di ricerca, e per l’Italia su google, il motore di ricerca preferito dagli italiani.

Esistono solo due strade per essere primi su google :

  1. pagare i motori di ricerca nel nostro caso google, affinché, per determinate parole chiave, il tuo sito possa comparire in prima pagina attraverso l’applicazione Google Adwords.
  2. dotarti di un sito web migliore, un sito web che, possa comparire in prima pagina, con determinate parole chiave, per le sue caratteristiche (navigabilità, contenuti, frequenza degli aggiornamenti).

Vediamo quali sono i pro e i contro delle due soluzioni:

Pagare Google per guadagnare visibilità sui motori di ricerca

Pagare i motori di ricerca, ed in particolare Google, ci da alcune certezze, tra le quali la garanzia della prima pagina, per determinate parole chiave. Fintanto che paghi il tuo annuncio comparirà in un area della pagina, in alto o in basso, in una zona della pagina destinata ai ‘link sponsorizzati’ e a pagamento, preceduto dalla dicitura “Ann.”.

Decidi un budget e le parole chiave da utilizzare e, fino al raggiungimento di questa cifra, il link alla tua pagina web comparirà nella zona dei link sponsorizzati ogni volta che un utente digiterà le parole chiave che hai scelto ma pagherai al motore di ricerca solo quando l’utente farà click sul link, visitando di fatto il tuo sito internet.

Ad esempio, ponendo 100€ il budget mensile e 0,20€ il costo medio delle parole chiave scelte, avrete la garanzia di 500 visite al vostro sito web. A questo link, maggiori informazioni sulle campagne Google Adwords.

Il vostro sito, però, rimarrà tale e quale a prima e se non ha dato buoni risultati in termini di visibilità fino ad ora, continuerà a non darne in futuro. Questo metodo è utile quando avete la necessità di pubblicizzare un prodotto o servizio in poco tempo e per poco tempo (corsi di formazione in date specifiche, servizi a scadenza, offerte di prodotti limitati nel tempo, etc…)

Realizzare un nuovo sito web o effettuare un restyling del sito

L’alternativa al pagamento ai motori di ricerca consiste nel raggiungere la prima pagina per meriti propri del sito. Un sito web che possa stare in prima pagina significa realizzare siti web veloci da caricare, facili da navigare, ricchi di contenuti interessanti e aggiornati di frequente.

Il restyling del proprio sito web, quando questo si dimostra inefficace e improduttivo, è un’operazione a volte dolorosa, ma che porta  a risultati migliori, soprattutto nel medio-lungo periodo. Per ottenere un buon posizionamento, in effetti, è necessario progettare il sito web da capo assicurandosi che sia realizzato in maniera appropriata per i motori di ricerca e, soprattutto, per gli utenti.

Un sito che carica le proprie pagine in maniera rapida, gradevole da navigare e consultare, con contenuti di valore per la nicchia a cui si rivolge, con aggiornamenti frequenti, questi sono i requisiti richiesti da motori di ricerca e utenti.

Un sito con queste caratteristiche, poco alla volta, in maniera “naturale” raggiungerà, grazie alle raccomandazioni, i link (le tracce che gli utenti soddisfatti lasceranno in giro per la rete e sui social network), e con il tempo, la prima pagina su google e più in generale sui motori di ricerca.

Inbound marketing : investimento e non spesa

Dal outbound marketing all’inbound marketing

L’inbound marketing può aiutare le aziende a superare la crisi ? C’e’ la crisi, tutti lo sappiamo, tutti siamo colpiti, chi più chi meno. In questa nuova era di recessione le aziende sono ancora (e di più) in cerca di efficienza. Come già avvenne nel 2001, la pressione finanziaria sta ora spingendo le aziende verso nuovi cambiamenti.

E proprio come allora, questi cambiamenti stanno delineando le fondamenta per un nuovo e più efficiente scenario di crescita di Internet. Gli investimenti vengono spostati da costose campagne pubblicitarie a pagamento e canalizzati verso ottimizzazione dei  contenuti e social media affinché le aziende siano ben posizionate nei risultati di ricerca organici.

In altre parole le aziende preferiscono investire nella SEO per posizionarsi in maniera naturale sui risultati dei motori di ricerca e nei social media per gestire e migliorare il rapporto con i clienti

Inbound marketing: rendere l’azienda reperibile per i clienti.

Nel marketing tradizionale (outbound marketing) il focus delle aziende è trovare clienti. Ciò avviene attraverso tecniche che sono ben poco “targettizzate” e decisamente invadenti: telefonate, pubblicità a mezzo stampa, pubblicità televisiva, posta indesiderata e fiere. La tecnologia ha reso oggi queste costose tecniche decisamente meno efficaci.

Inbound marketing: fare in modo che sia l’utente a cercare l’azienda!

inbound-vs-outboundL’ inbound marketing capovolge le cose: è l’utente a cercare l’azienda. Invece di infastidire le persone con annunci televisivi, si possono creare video che potenziali clienti vogliono vedere e far vedere ai propri amici.

Invece di acquistare spazi pubblicitari nelle pubblicazioni cartacee, si può creare e gestire un blog che i potenziali clienti sottoscrivono e seguono.

Invece di fastidiose chiamate telefoniche a qualsiasi ora, si possono creare strumenti e contenuti che suscitino l’interesse dei clienti che chiameranno per ricevere maggiori informazioni.

Una semplice metafora può essere questa: invece di essere un martello che batte e ribatte sulla testa degli utenti, la comunicazione deve essere come un magnete che attira i clienti verso l’azienda.

I fattori di successo per le campagne di inbound marketing si possono ricondurre a tre principali aspetti:

  1. Contenuti: I contenuti sono la materia prima di una campagna di inbound marketing. Sono le informazioni lo strumento che attrae i potenziali clienti verso il sito e verso il business.
  2. SEO: L’ottimizzazione per i motori di ricerca rende più agevole, per i potenziali clienti, il reperimento delle informazioni. Il sito deve essere progettato e costruito al fine di massimizzare il posizionamento nei motori di ricerca: è il punto di partenza del processo di commercializzazione.
  3. Social Media: I social media amplificano l’impatto delle informazioni. Quando i contenuti sono distribuiti e discussi attraverso reti di relazioni personali, acquistano credibilità e spessore e diventa davvero probabile attrarre utenza qualificata verso il proprio sito.

inbound-marketing

Validità dell’inbound marketing in un’era di recessione.

Con il rallentare dell’economia l’inbound marketing rappresenta un modo più efficiente di assegnare risorse rispetto al marketing tradizionale. L’inbound marketing migliora l’efficienza del marketing tradizionale in tre modi:

  1. Costa meno: marketing tradizionale significa: comprare spazi pubblicitari, acquisire liste di e-mail, commissionare materiale cartaceo, affittare enormi padiglioni nelle fiere… Fare inbound marketing significa creare contenuti e discuterne: un blog costa davvero poco, un account su Twitter, Facebook, Google plus non costa nulla, e insieme possono convogliare verso il sito migliaia di potenziali clienti.
  2. Migliore Targhetizzazione: Tecniche come campagne di e-mail sono notoriamente poco targettizzate: si raggiungono individui presenti in un database; con l’inbound marketing si raggiunge una utenza autoqualificatasi, una utenza che dimostra interesse verso i contenuti trasmessi e che quindi è interessata ai prodotti dell’azienda.
  3. E’ un’investimento, non è una spesa: Con strumenti come il “pay per click”, si ottengono, sui motori di ricerca, risultati di visibilità fintanto che si paga. Per mantenere un buon posizionamento bisogna continuare a pagare. Di contro, investire risorse nella qualità dei contenuti, favorisce enormemente e stabilmente il posizionamento nei risultati di ricerca.

Se hai un’attività pensa all’inbound marketing come ad un investimento pubblicitario che ha come target solo persone realmente interessate ai tuoi prodotti e servizi e che vogliono essere informate sulle novità che hai da proporre. Il tutto ad un prezzo estremamente contenuto, stiamo pur sempre parlando di pubblicita’ . :-)

Come promuovere il tuo blog in 4 semplici fasi

Hai costruito il tuo blog. E’ bellissimo, pieno di informazioni utili e non vedi l’ora di farlo conoscere alla nicchia di cui hai scelto di occuparti, ma come ? Come promuovere il tuo blog? La strategia che presento richiede duro lavoro, una rigida applicazione dei suggerimenti, ma da buoni risultati.

Se eri alla ricerca di qualche ricetta o alchimia magica che portasse centinaia di visitatori al tuo blog senza muovere un dito, senza fare nulla, mi spiace, ma non posso aiutarti. Questa strategia si articola in quattro fasi distinte. Ogni fase richiede del tempo, in totale 2 ore e mezza al giorno. Se avete a disposizione meno tempo, fate una proporzione con la vostra  disponibilita’.

Prima fase: Scrivere un articolo Killer (1 ora al giorno)

promuovere il tuo blogL’ obiettivo è quello di scrivere un articolo killer alla settimana, dedicando alla stesura del pezzo un’ora al giorno. Per articolo killer, intendo un pezzo lungo e ben strutturato, in grado di fornire un valore ai potenziali visitatori. Un articolo veramente utile, che valga la pena di essere letto ma, soprattutto, di essere segnalato ad altri navigatori e alle loro cerchie.

Per fare degli esempi puoi scrivere delle recensioni accurate su un’argomento della tua nicchia, oppure un tutorial che insegni a fare una determinata cosa nel dettaglio, magari con alcune videate che illustrino i passaggi più’ complicati, parlare di un problema che i visitatori del tuo blog si troveranno ad affrontare.

Ad esempio se il tuo blog si occupa di WordPress, probabilmente scrivere un articolo su come si installa WordPress in rete, puo’ essere una buona idea in quanto, chiunque alla prime armi e interessato al mondo WordPress dovrà, prima o poi, occuparsi dell’ installazione online.

Per sottolineare che cosa intendo come articolo killer, la reazione che un visitatore deve avere leggendo il tuo articolo deve essere, come minimo, la creazione di un segnalibro del tuo articolo e, se hai fatto davvero un buon lavoro, la citazione della tuo articolo nei suoi account social e relative cerchie. Per fare questo, dedichiamo un’ora al giorno per le ricerche, gli studi e gli approfondimenti necessari alla redazione di questo articolo. L’articolo killer è il nostro miglior alleato, dedichiamogli il tempo e la cura necessari.

Seconda fase: Networking (30 minuti al giorno)

Per promuover il tuo blog, il networking è essenziale, soprattutto agli inizi, quando non sei conosciuto in rete. I 30 minuti che si dedicano ogni giorno al networking potrebbero essere divisi tra la lettura e il commento, su altri blog della tua nicchia, di articoli di altri blogger, e l’interazione con gli altri blogger tramite citazioni sui social dei loro lavori.

Se cito sui social il tuo lavoro, ti incentivo, emotivamente, a fare lo stesso a patto che i miei, siano contenuti di qualità. Questo significa costruire relazioni autentiche, in modo da avvicinare le persone non solo perché si pensa che questo contribuisca alla promozione del blog, ma perchè rispetto e stima reciproca possono contribuire ad una crescita comune, di entrambi. Più’ relazioni significa più credibilità e, di conseguenza, un maggior potenziale di lettori del tuo blog.

Terza fase: Promozione degli articoli (30 minuti al giorno)

come promuovere un sito webPer prima cosa, cerchiamo di promuovere gli articoli killer. Ogni volta che ne pubblichi uno, si dovrebbe spingerlo, in rete, in ogni modo possibile. Come? Facciamo degli esempi. Portare a conoscenza della propria nicchia l’esistenza del nuovo articolo (ma senza mendicare un collegamento), far conoscere a webmaster e blogger della tua nicchia l’esistenza del tuo nuovo articolo, promozione tramite social, forum o newsgroup di nicchia. Se rimane tempo, cercare di ottimizzare i contenuti per un paio di parole chiave poichè non rifiutiamo i visitatori provenienti dai motori motori di ricerca.

Quarta fase: gli articoli normali

Proprio come un uomo non vive di solo pane, un blog non vive di soli articoli killer. Gli articoli normali, quelli che si pubblicano giornalmente, servono comunque a dare un senso di attualità e cura del blog. Cosa fate quando arrivate su un blog non aggiornato, con la data dell’ultimo articolo non troppo recente ? Pensate che il sito sia stato abbandonato, non più aggiornato e le notizie contenute in esso, obsolete.

Non date la stessa sensazione ai vostri visitatori. Pubblicate almeno un articolo normale al giorno. Ad esempio, per promuovere il tuo blog,  è possibile pubblicare un articolo killer ogni lunedì e articoli normali dal martedì al venerdì. Ecco alcune idee per gli articoli normali. Un articolo con un link a un articolo su un altro blog e contenente la tua opinione a riguardo, un articolo per informare i tuoi lettori su una notizia nella tua nicchia, un articolo in cui fai una domanda ai tuoi lettori cercando di avviare una discussione, un articolo che evidenzia una nuova risorsa o trucco che hai scoperto e che sarebbe utile per i tuoi lettori.

Mentre gli articoli assassini sono essenziali per promuovere il tuo blog e portare nuovi lettori a bordo, gli articoli normali sono quelli che creeranno la diversità nel contenuto per tenere impegnati i vostri lettori.

foto : paper and string of flickr