SEO on page, ottimizzare il sito web per incrementare il business

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Un buon lavoro di ottimizzazione SEO on page e off page su un sito internet può fare davvero la differenza in termini di visibilità e, di conseguenza, di guadagno. Essere reperibili sul web oggi è fondamentale, ma non basta avere un sito internet, è necessario che questo abbia un buon posizionamento su Google per riuscire ad ottenere un buon numero di visite.

Quali sono i vantaggi di un sito web ottimizzato con la SEO?

 

E’ troppo semplicistico pensare di “fare un sito e avere successo online”: la verità è che oltre 29 milioni di siti web fanno meno di 10 visite al giorno.

Praticamente un disastro. Avere un sito e non investire in marketing e visibilità equivale a buttar via denaro. In questo articolo voglio darti dei consigli per migliorare la situazione e trarre vantaggi dalla tua presenza online.

 

Cos’è la SEO

 

La branca del web marketing che si occupa di migliorare in maniera organica il posizionamento nei motori di ricerca di un sito internet si chiama SEO. Questa sigla sta per Search Engine Optimization, che tradotto in italiano significa “Ottimizzazione per i motori di ricerca”.

L’esperto SEO si occupa, in breve, di mettere in pratica una serie di tecniche per ottimizzare un sito web in relazione a determinate parole chiave.

 

Ottimizzazione SEO On Page

 

La differenza sostanziale tra un sito ottimizzato e uno che, invece, non lo è, consta nel numero di visite che esso riceve.

Un sito ottimizzato infatti, è un sito che dialoga bene sia con i visitatori che con il motore di ricerca, ottenendo successo e visite targetizzate, cioè visite che vengono da visitatori effettivamente interessati a quello che il sito propone.

Avere un sito internet sul quale non è stato effettuato questo genere di lavoro, infatti, corrisponde un po’ all’immagine di una cattedrale nel deserto: bellissima ma al tempo stesso irraggiungibile e quindi inutile.

È attraverso i motori di ricerca che i potenziali clienti entrano in contatto con il bene o il servizio ricercato e se in relazione alle principali parole chiave legate all’argomento il sito in questione compare solo nelle ultime pagine dei risultati è molto difficile che questo venga raggiunto dai potenziali clienti.

Il sito web ben fatto, accattivante e con contenuti interessanti ma senza un lavoro adeguato di ottimizzazione non porta a nessun tipo di aumento del guadagno, come viene mostrato anche in questo articolo. 

 

Alcuni errori di ottimizzazione

Troppo spesso viene trascurata la struttura del sito: né i visitatori né tanto meno Google riescono a capire cosa venga offerto nel portale. Non implementare un’ottimizzazione on site porta al fallimento di un sito web, che magari avrebbe un grande potenziale.

Creare contenuti senza uno studio adeguato delle parole chiave e di quel che le persone in target (i potenziali clienti) desiderano è grave, ma il tutto può essere risolto con un buon lavoro di analisi del business e conseguente ottimizzazione SEO.

Il vantaggio dell’ottimizzazione SEO: un caso concreto

 

L’ottimizzazione SEO on page e off page può portare un sito web a moltiplicare in maniera esponenziale il numero di visite ricevute, aumentando così la propria visibilità e le proprie possibilità di guadagno.

Nel seguente grafico, ad esempio, è evidente come il numero di visite partendo da un livello decisamente minimo (inerente al periodo in cui il sito non era ottimizzato) sia invece arrivato a più che decuplicare le visite al giorno in seguito al lavoro di ottimizzazione.

 

grafico ottimizzazione on page

 

 

Non è difficile comprendere come una media così alta di visite giornaliere possa influire sui profitti di qualsiasi tipo di attività. Avere un sito ben ottimizzato, infatti, non è un problema che riguarda solo le attività che vendono prodotti online, ma coinvolge anche liberi professionisti, aziende che offrono servizi e così via.

Basti pensare che ogni singolo mese quasi 500 persone cercano un dentista nella città di Bari, e sempre più italiani sfruttano servizi online per scegliere ristoranti e agenzie viaggio.

I clienti, infatti, ormai attingono principalmente al web per ottenere informazioni che veicolino la scelta finale. E avere un immagine nitida e raggiungibile grazie a un buon lavoro di ottimizzazione seo on page può aumentare i profitti di grandi e piccole attività di ogni genere e settore.

Affidarsi a un esperto di SEO  è un ottimo investimento, così come mettere in pratica le così dette tecniche SEO “fai da te”.

In entrambi i casi vi è un costo in termini di tempo o di denaro che viene ripagata con l’aumento dei vostri guadagni.

 

Le tecniche SEO per migliorare il posizionamento di un sito web
 

Sappiate che il lavoro di un SEO si divide principalmente in tre fasi distinte:

  • Analisi del business e ricerca delle parole chiave.
  • Ottimizzazione SEO on page.
  • Ottimizzazione SEO off page o Link Building.

La ricerca delle parole chiave è fondamentale per riuscire a ottimizzare un sito internet. È attraverso queste, infatti, che il cliente arriva al prodotto o al servizio in vendita e, per questa ragione, devono essere attinenti e sufficientemente specifiche.

Scegliere parole chiave troppo generiche aumenta la competitività e rende più difficile ottenere un buon posizionamento. Per ottenere buoni risultati, al contrario, queste devono essere molto specifiche e strettamente correlate al servizio o al prodotto in vendita.

Al tempo stesso tali parole chiave devono presentare un sufficiente volume di ricerche, in modo tale che effettivamente vadano a incidere sul traffico che il sito riceverà.

Una volta stabiliti gli obiettivi, da qui si partirà per il lavoro di ottimizzazione SEO on page. L’ottimizzazione seo on page consiste principalmente nell’ottimizzare la struttura del sito e i suoi contenuti al fine di ottenere visibilità per le ricerche stabilite nella fase precedente.

Oltre allo studio dei menu e dei link interni vanno ottimizzati aspetti relativi alle singole pagine, come le URL, i titoli, i sottotitoli e i contenuti testuali.

Per quanto riguarda quest’ultimi è importante sapere che non bisogna esagerare con l’inserimento delle parole chiave, ma che è sufficiente ripeterle in maniera naturale nel corpo del testo, cercando di renderlo piacevole e scorrevole per i lettori.

Inserimenti troppo artificiosi, infatti, potrebbero rendere difficile la lettura del testo e portare l’utente ad abbandonare la pagina, il che rappresenterebbe un fattore negativo agli occhi di Google che ne penalizzerebbe il posizionamento.

È importante in questa fase lavorare anche sull’inserimento delle parole chiave all’interno di nomi e descrizioni delle immagini e mettere in pratica tutte le operazioni possibili per far sì che l’utente che visita il sito internet in questione abbia una buona esperienza.

Quest’ultimo scopo può essere raggiunto lavorando sulla sicurezza della connessione, sulla navigabilità per ogni tipo di schermo (quindi anche da smartphone e tablet), sulla velocità di caricamento delle pagine e sulla risoluzione di possibili errori che indirizzino a risultati non trovati.

Un buon lavoro di ottimizzazione SEO on page può in molti casi per le parole chiave con minore competitività comportare già da solo il raggiungimento della prima pagina nei risultati di ricerca. Per alcune attività commerciali, però, questo non basta ed è necessario svolgere anche un buon lavoro off page.

La Link Building consiste, dunque, nell’ottenimento di link su altri siti che rimandino al sito internet che si desidera posizionare.

Questo procedimento è necessario per aumentare agli occhi di Google l’autorevolezza di un sito web che, come già accennato, è un fattore che ne determina il posizionamento. Se una pagina viene linkata da più fonti questa assume autorevolezza per il motore di ricerca che ne migliora la posizione all’interno dei risultati.

Un tempo directory e comunicati stampa di dubbia qualità la facevano da padrone, mentre oggi è necessario puntare sulla qualità dei link, provenienti magari da portali relativi lo stesso argomento, quindi che trattano un tema affine al prodotto o al servizio che si offre sul proprio  sito.

Considerando l’importanza di un buon posizionamento oggi queste operazioni rappresentano solo uno sforzo minimo in relazione alla grande portata dei risultati ottenibili. Per qualsiasi tipo di attività, dunque, è importante non trascurare le grandi potenzialità del web e della SEO, e, al contrario, cercare di volgere la situazione a proprio vantaggio grazie ad un lavoro accurato e mirato.

Filippo Jatta

Come ottimizzare le immagini su Google, regole e consigli


Se lavori con il web, sai fin troppo bene che le immagini su Google possono essere ottimizzate, ma se sei nuovo del settore questo argomento potrebbe rappresentare un grosso punto interrogativo.

Quella che all’apparenza sembra una banale operazione, ma che a lungo può significare molto in termini di visibilità, per te e per il sito web che stai sviluppando.

Lavorare sulle immagini ti aiuta a posizionare al meglio le pagine del tuo sito sui motori di ricerca, motivo per cui presta molta attenzione ai consigli che sto per darti.

Ottimizzazione immagini su Google, 5 accorgimenti necessari


L’ottimizzazione delle immagini su Google è un processo semplice ma al tempo stesso, un insieme di accorgimenti indispensabili affinché si possano ottenere buoni risultati.

Quando ottimizzi il codice di una pagina web, gestisci ogni elemento con naturalezza senza strafare, affinché il motore di ricerca per eccellenza, ovvero Google, veda di buon occhio il tuo sito e ti consenta di cavalcare le pagine dei risultati di ricerca in modo più agevole.


Il Tag ALT


Sono sicuro che anche tu ne avrai già sentito parlare, si tratta di un particolare attributo HTML che non dove mai mancare in una pagina web, anche se non tutti hanno capito come lo si usa.

Il tag Alt deve contenere la parola chiave da te scelta, ma al tempo stesso è importante che vi sia un nesso logico con quello che è effettivamente il contenuto all’interno di una determinata pagina, con estrema naturalezza, senza forzature di alcun genere.

Sfruttando questo attributo, si hanno diversi vantaggi, soprattutto nell’ottimizzazione vera e propria, quindi dai a questo elemento tutta l’importanza che merita.

Altra particolarità è che esso viene utilizzato continuamente da “Google Immagini”, per permettere ai non vedenti, di accedere a determinate pagine web, attraverso un lavoro specifico svolto proprio dai lettori vocali.


Titolo e Descrizione

 

Ecco qui altri elementi fondamentali se parliamo di ottimizzazione d’immagini su Google. Proprio il titolo, identificato dal tag Title va curato al meglio.  La prima cosa da fare è di adattarlo alla parola chiave dell’articolo sostituendo da subito il titolo provvisorio che apparirebbe completamente fuori luogo, come ad esempio un banale ”IMG_200”.

Gli altri campi che meritano attenzione sono quelli relativi alla Descrizione e alla Didascalia, che a differenza del tag Alt, possono contenere molti più caratteri, quindi possono essere sfruttati per creare una descrizione in linea con l’elemento visualizzato.


Occhio agli spazi


I titoli delle immagini vanno gestiti con estrema attenzione tenendo sempre ben a mente quelle che sono le regole fondamentali, ad esempio mai separare le parole con un trattino basso o con uno spazio.

E’ lo stesso principio valido in fase di assegnazione dell?URL di una pagina quindi fate molta attenzione. Preferite sempre un trattino normale, così facendo non avrete problemi. 

Esempio: se vogliamo che la nostra foto abbia come titolo ”Ottimizzazione immagini su Google” il modo corretto prevederà, l’inserimento di trattini normali tra una parola e l’altra, motivo per cui il risultato finale sarà ”ottimizzazione-immagini-su-google”.


Stop alle immagini pesanti


Tutti sappiamo che inserire immagini originali e di ottima risoluzione significa dare ancor più bellezza a un determinato articolo o pagina del nostro sito web, ma bisogna fare attenzione al loro peso in termini di byte, perché un’immagine troppo pesante va automaticamente a diminuire la velocità di caricamento di una pagina.


Google non vede di buon occhio immagini di molti megabyte. Inserisci immagini compresse e con una buona risoluzione, leggere e ideali per il web.

A oggi esistono tante soluzioni per far fronte a questo problema, ma io te ne consiglio una su tutte, ovvero quella di affidarti a un servizio esterno, ma totalmente semplice, veloce e gratuito, proprio come questo, che ti permette di caricare un’immagine, per poi restituirtela con un peso minore, pronta per essere inserita nel tuo sito web senza problemi.

 

Dimensioni Immagine

 

Se utilizzi un CMS come WordPress è proprio il sistema stesso a segnalare le dimensioni di ogni immagine, specificandone quindi l’altezza (height) e la larghezza (width). Se usi altre piattaforme ricordati di inserire manualmente height e width di ogni immagine.

 

Ottimizzare le immagini su Google è complesso?


Il processo di ottimizzazione delle immagini non è affatto difficile, possiamo dire che sia a prova di neofita web, motivo per cui, da oggi non dimenticare di porre grande attenzione a questi elementi, perché in futuro ne potrai toccare con mano i benefici.

Sei hai dubbi a riguardo o consigli da offrire, non dimenticare di segnalarlo, magari con un commento.

Local SEO: guida al posizionamento per le attività sul territorio

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La local SEO è estremamente Importante per soprattutto se la tua è una attività fortemente legata al territorio.

Si lo so che  la natura stessa di internet è globale e hai la possibilità di fare business in qualsiasi parte del mondo.

Ma se l’attività è locale? Che senso ha impegnare risorse su internet per fare giungere il messaggio promozionale in località distanti quando il business si sviluppa in un ambito territoriale specifico e limitato?

Una ottimizzazione mirata attraverso tecniche di local SEO fa la differenza quando un potenziale cliente effettuata una ricerca geo localizzata su Google di prodotti e servizi simili a quelli che offri tu.

Per darti un’idea Ipotizziamo che tu gestisca un negozio di fiori a Torino.

Quando un utente ha un “bisogno“, in questo esempio acquistare dei fiori e digita sul cellulare “negozio di fiori a Torino” e la tua attività non compare nei risultati della ricerca di Google, non solo hai perso un potenziale cliente ma lo ha acquisito un tuo concorrente che ha investito nell’ottimizzazione SEO locale.

 

 

attività locale

Local SEO per aziende con business locale

 

L’impresa fortemente legata al territorio ha la necessità di concentrare i propri sforzi di marketing sulla comunità locale.

Una campagna di marketing per essere efficace deve tenere in considerazione questo fatto.

Le attività che offrono servizi o prodotti in ambito territoriale come Hotel, B&B, professionisti (medici, dentisti, notai, commercialisti, avvocati) e artigiani (idraulici, elettricisti) solo per citarne alcuni, possono trarre grossi vantaggi dall’ottimizzazione local SEO.

La SEO e cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca, deve essere studiata per rispondere a questa esigenza.

Google non classifica i siti in base alla posizione geografica e allora, come si può’ fare la SEO per le attività locali?

Continua la lettura e risolverò i tuoi dubbi in merito.

 

serp local seo

Google e la pagina dei risultati per ricerche locali

 

Quando un utente effettua una ricerca ‘locale’ su Google come ad esempio, “negozio di fiori a Torino” il motore di ricerca mostra essenzialmente delle tipologie di pagine diverse che possono comprendere:

  • Box e mappa: accade principalmente per le ricerche “negozio di fiori vicino a me” o simili. Google a quel punto ci presenta una mappa con i negozi di fiori in prossimità della nostra posizione geografica unitamente a un box con l’elenco delle attività mostrate e le informazioni di contatto.
  • Hotel e ristoranti: in questo caso Google ci mostra qualcosa di molto simile al box e mappa visto prima ma più orientato all’interazione. Vengono infatti messe in risalto oltre alle informazioni di contatto, possibilità di contatto immediato come un tasto per una telefonata immediata o la prenotazione tramite un semplice clic.
  • Box mirato: quando si effettua una ricerca specifica inserendo ad esempio il nome specifico dell’attività, Google mostra una pagina con un box quasi ‘anagrafico’ con tutte le informazioni di contatto, mappa, indirizzo, indicazioni stradali, sito web, recensioni etc… sull’attività in questione.

 

Utilizzare la posizione geografica nelle le parole chiave

 

Il primo suggerimento che posso darti per l’ottimizzazione locale è quello di utilizzare la posizione geografica della tua attività tra le parole chiave che utilizzi.

Ad esempio Teutra è un’agenzia web di Torino che realizza siti web in tutta Italia ma naturalmente, con un occhio di riguardo verso il capoluogo piemontese.

Una delle nostre parole chiavi principali è “agenzia web torino” visto che una grossa fetta di clienti giungono proprio dalla provincia sabauda.

La nostra collocazione geografica guiderà le persone e le aziende di Torino e provincia verso il nostro sito web.

Prova ad andare su Google e digitare “agenzia web torino” e scopri se abbiamo fatto un buon lavoro :-).

 

codice html

Usare la posizione geografica nei meta tag

 

In fase di ottimizzazione delle pagine devi sapere che i meta tag sono importanti per i motori di ricerca e non si deve perdere questa opportunità.

Se ottimizzi in proprio le tue pagine o ti appoggi a un consulente SEO, assicurati che la tua posizione geografica venga inserita nei meta tag delle pagine del tuo sito.

Naturalmente, è necessario avere la tua posizione geografica anche nelle parole chiave utilizzate nel corpo del testo affinché questo suggerimento risulti efficace per i motori di ricerca e per gli utenti.

 

Usufruire degli strumenti locali di Google

 

Google My Business è il luogo ideale dove presentare il tuo business locale, perché le ricerche locali nella maggior parte dei casi, sono effettuate da persone della stessa zona geografica.

Se cerco “agenzia web” oppure “agenzia web vicino a me” e sono a Torino grazie ai servizi di geo localizzazione, il sito di Teutra compare nella pagina dei risultati di ricerca visto che l’azienda offre servizi e prodotti di questo genere e l’attività ha sede proprio a Torino.

La posizione geografica dunque, è parte integrante della ricerca e delle ricerche locali.

Se vuoi approfondire ho scritto degli articoli sull’argomento che ti consiglio di leggere:

 

Backlinks con posizione geografica come testo di ancoraggio

 

Potrebbe essere un complicato ottenere backlinks organici di valore con la tua posizione geografica come testo di ancoraggio perché alcune parole chiave non suonano come naturali.

Ad esempio, usare “SEO Torino” per un link, e quindi nel testo di un documento, non è una scelta semanticamente corretta.

È difficile ottenere un backlink di qualità con questo ancoraggio ma è pur sempre possibile utilizzarlo  per ottenere un backlink che aiuta la SEO.

 

motori di ricerca locale

Essere incluso nei motori di ricerca locale

 

Motori di ricerca globali, come Google, Bing o Yahoo possono portare un mucchio di traffico, ma a seconda della dislocazione della tua attività, i motori di ricerca locali, potrebbero essere una vera miniera d’oro.

Un motore di ricerca locale potrebbe essere la via di accesso a una determinata zona geografica

Ad esempio, se vuoi vendere i tuoi prodotti in Cina, inserire il tuo sito web su Baidu, il più famoso motore di ricerca cinese, potrebbe essere l’opzione migliore.

 

Presidiare le directory locali

 

Oltre ai motori di ricerca locali, è necessario tentare la fortuna anche con le directory locali.

Si potrebbe pensare che nessuno legga gli elenchi di directory, ma questo non è esattamente vero.

Per esempio, le pagine gialle sono uno dei primi luoghi in cui la gente cerca un fornitore locale per un determinato prodotto o servizio.

Uno dei modi più efficaci per indirizzare traffico locale per il tuo sito è una campagna pubblicitaria locale.

Ad esempio una campagna pay per clic utilizzando strumenti come Google Adwords o Ads come si chiama adesso, oppure Facebook Ads.

Con questi strumenti è possibile impostare un raggio d’azione della campagna per determinate province o regioni, oppure per singole città o addirittura, per un raggio di un certo numero di chilometri a partire dalla sede aziendale.

 

Controlli saltuari delle parole chiave

 

Di tanto in tanto controlla il volume di ricerca corrente delle parole chiave.

Inutile dire che se la gente non cerca più  “creazione siti web torino” perché ha iniziato a utilizzare altre frasi di ricerca staremo sprecando tempo e denaro.

Tenere d’occhio le parole chiave dei vostri concorrenti è un’ottima indicazione per capire quali parole chiave funzionano e quali no.

social media

 

Utilizzare i social media

 

I social media possono guidare molto traffico verso un sito web.

Se questo è valido per le ricerche globali, deve esserlo anche per la ricerca locale.

Facebook, Instagram, Twitter e gli altri social network hanno un grande potenziale di vendita, perché è possibile:

  • promuovere la tua attività gratuitamente.
  • raggiungere esattamente le persone interessate ai tuoi prodotti e servizi.

I gruppi di discussione locali sui siti social sono particolarmente preziosi perché i partecipanti sono principalmente dalla regione/località che ti interessa.

 

Richiesta di recensioni e testimonianze

 

Giudizio dei clienti e testimonianze sono uno strumento aziendale classico, sono come le lettere di raccomandazione per il tuo business.

Se il tuo business è locale, probabilmente riceverai queste raccomandazioni dall’ambito locale.

Questo rafforza ancora di più quanto detto in relazione ai social media che sono ai giorni nostri, strumenti utilizzati per dare un giudizio su servizi e prodotti.

 

Creare pagine separate per località diverse

 

Quando si dispone di attività in diverse località, la questione diventa un poco più complessa.

Questo perché non è possibile ottimizzare il tutto in un’unica frase chiave.

Tanto per capirci, non è possibile inserire “agenzia web torino milano napoli”.

In questo caso la soluzione è quella di creare pagine separate per le diverse località.

Cosa sono ranking PR, PA, DA e zoom ranking di una pagina web

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Che cos’e’ il ranking di una pagina o di un sito web? I motori di ricerca valutano ogni singola pagina di internet e i base a complessi algoritmi, assegnano un punteggio. Con questo punteggio stabiliscono un ordine con il quale mostrano le pagine nei risultati della ricerca. E’ evidente l’importanza di questo concetto per ottenere visibilità.

 

Valutare l’importanza di un sito tra ranking PR, PA e DA

 

Come possiamo conoscere il ranking di una pagina web? E come incrementarlo? La Search Engine Optimization (SEO) non è una scienza esatta è piuttosto una strategia organica che comprende diversi elementi che agiscono insieme.

Non esistono perciò delle bacchette magiche con cui scalare le SERP (Search Engine Result Page), ma con il tempo e con il lavoro dei consulenti seo, si sono sviluppati validi strumenti d’intervento.

La prima cosa da considerare riguarda l’analisi ed il monitoraggio delle proprie prestazioni del proprio sito web ed in questo articolo ci concentreremo su alcuni strumenti di misurazione delle performance di un sito web rispetto alla visibilità ed all’autorità che ha sul web.

 

I backlinks

 

Uno strumento di cui avrete sicuramente sentito parlare sono i backlinks esterni, cioè i link che da un sito non vostro puntano al vostro sito. Questi link, vere e proprie raccomandazioni. Si ottengono stabilendo contatti diretti o relazioni con i proprietari di altri siti web possibilmente della vostra stessa nicchia di business.

I backlinks migliori quelli che Google ama di più, si possono guadagnare grazie alle raccomandazioni degli stessi utenti che stimolati dalla qualità dei vostri contenuti, segnalano e condividono le pagine del vostro sito su internet e sui social.

Per darvi un’idea su quanto questo strumento sia prezioso, provate a verificare il profilo dei backlinks dei vostri concorrenti e trovare alcune intuizioni davvero interessanti.

Sulla base di questa analisi potete cominciare a costruire nuove relazioni e collegamenti, pensando sempre di trovare backlinks di qualità, evitando strategie di bassa lega che fanno più male che bene, portando penalizzazioni.

Un ottimo sito, che consiglio, per verificare i backlinks è quello di Ahrefs.

 

ahrefs

Il Page Rank

Il Page Rank (PR) si misura su una scala 0-10 (numeri interi). Google dà un punteggio al link verso una determinata pagina e lo considera come una sorta di voto di apprezzamento verso questa pagina.

Più grande è il valore della pagina che ospita il link, più grande è il valore che entra nel calcolo dell’algoritmo. Google aggiorna il PR sui siti indicizzati ogni 3-9 mesi.

(NOTA BENE. Google non aggiorna da anni il PR e ne ha diminuito il valore nella valutazione di un sito. Ancora esiste ma è valutato molto meno di una volta).

Nel calcolo del Page Rank del vostro sito si tiene conto del numero complessivo degli External Backlink, e dell’ottimizzazione della pagina.

All’interno di questo calcolo hanno importanza il numero totale dei Referring Domains e la quantità di Backlinks EDU e Backlinks GOV, cioè link di ritorno provenienti da siti istituzionali.

 

Le directory

 

Fino a qualche anno per acquisire backlinks era sufficiente l’iscrizione alle directory, grandi ‘pagine gialle’ o database digitali in cui il web si auto recensiva.

Oggi non sono rimaste molte le directory realmente affidabili, e fra queste possiamo citare Dmoz.org, una open directory strutturata gerarchicamente e gestita da persone che agiscono esclusivamente per fini non commerciali.

Recentemente anche questa directory è stata dismessa, ne esiste una versione non aggiornata a questo indirizzo.

Naturalmente il PageRank è solo uno dei tanti parametri per valutare le performance di un sito web, soprattutto dopo le modifiche che Google ha apportato al suo algoritmo di ricerca, come abbiamo già detto in precedenza.

I fattori da tenere in considerazione sono molti e un analista SEO si serve di strumenti ad hoc che riescono a calcolare alcuni dati in maniera aggregata.

 

Page e domain authority

 

Un altro strumento utile di analisi è la Page Authority (PA) che misura la forza predittiva di ranking sulle SERP di una pagina singola su una scala da 0-100 (numeri interi). Si tratta di uno strumento offerto da moz.com attraverso cui si determinano le possibilità di posizionamento di una singola pagina.

Il tool utilizza un algoritmo di apprendimento automatico per stabilire le correlazioni tra i parametri di collegamento e di posizionamento, fornendo indicazioni utili per l’ottimizzazione.

A differenza di altri strumenti la PA è più affidabile perché è difficile influenzarne direttamente i risultati. Si tratta infatti di un aggregato di metriche applicato all’universo complesso della ricerca di Google.com.

moz home page

Sempre da moz.com arriva il calcolo della Domain Authority (DA), su scala 0-100, che prende in considerazione l’autorità sul web dell’intero dominio. Il valore del dominio in termini di autorità offre spunti interessanti per l’analisi competitiva e la scelta di eventuali partner con cui stabilire sinergie.

Per tenere sempre sott’occhio questi valori avete a disposizione utili strumenti da piazzare anche nella toolbar del vostro browser. Anzitutto ci sono molti add-on che misurano in tempo reale – mentre si sta visitando un sito, la PR, poi c’è mozBar, una toolbar gratuita offerta da Moz.com.

Negli ultimi anni in Italia, si è affermato un tool denominato seozoom dell’amico Ivano di Biasi che tra le altre cose ha introdotto un parametro denominato Zoom Ranking per misurare l’autorità sul web di una pagina web.

Concludendo Google ha tentato negli ultimi anni di spostare l’attenzione dalla valutazione delle pagine web cercando di spingere sulla qualità dei contenuti per misurare l’attendibilità di un sito web.

Ricerca Semantica e come capire l’intento di ricerca

Nel Settembre 2013 Google ha annunciato di aver introdotto un nuovo algoritmo per regolare il suo motore di ricerca: stiamo parlando dell’algoritmo “Hummingbird” (tradotto in italiano: “Colibrì”).

 

 

L’ impatto di Hummingbird

 

Questo algoritmo, è stato il primo vero passo verso la ricerca semantica, già dichiarata dal colosso di Mountain View nel 2008. 

Ma vediamoci chiaro: Cosa si intende per ricerca semantica?

La ricerca semantica, all’interno di un motore di ricerca, è quella tecnica che utilizza l’intelligenza artificiale per capire l’intenzione dell’utente che pone in essere una ricerca, invece di fare un’analisi attraverso le parole chiavi, come farebbe un normale dizionario.

Google, attraverso Hummingbird, cerca di comprendere la relazione tra le parole inserite e la loro disposizione, in modo da capirne il significato, proprio come farebbe un essere umano.

 

La macchina si adatta al ragionamento umano

 

Agli albori di Internet, è l’utente che si deve adattare ai motori di ricerca utilizzando parole chiave e operatori booleani, oggi è la “macchina” che si adatta al ragionamento umano, in modo da rendere naturale l’interazione.

Attraverso Hummingbird, gli utenti si sono potuti interfacciare col motore di ricerca, con il proprio linguaggio parlato, come se stessero parlando con un conoscente.

In altre parole invece di scrivere nel modulo di ricerca: “previsioni-Roma”, oggi si possono utilizzare espressioni del tipo: “che tempo farà domani a Roma?”, “ci sarà il sole a Roma domani?” e simili.

Addirittura adesso è possibile omettere la località di cui si vuole l’informazione, lasciando al sistema il compito d’individuare la nostra posizione geografica.

Con la ricerca semantica, il sistema non solo ragiona come noi umani, ma lavora anche attraverso la logica.

Questo algoritmo si sposa bene con gli studi che Google porta avanti relativi alla ricerca vocale, la quale migliorerà ulteriormente la connessione uomo-macchina.

 

Come la ricerca semantica cambia la SEO ?

 

In passato, quando Google possedeva algoritmi non semantici, era possibile alterare la sua percezione semplicemente manipolando la “Keyword density” dei propri articoli, scritti nel sito, forzando così Google a credere che i contenuti fossero rilevanti e ricchi d’informazioni a riguardo.

Questo modello però era troppo semplice e Google doveva porre rimedio a questo meccanismo, che non dava nessun valore aggiunto all’utente finale.

A tale proposito Big G mise a punto un algoritmo, molto più complesso di quello precedente, che riusciva a capire se lo “spammer di turno” lo stava prendendo in giro con tecniche di writing spinto o se si trattava di un contenuto davvero utile.

Il primo passo che Google ha compiuto per non farsi “fregare” più è stato quello d’introdurre Google Panda, un algoritmo in grado di valutare “il livello di spam” di una determinata pagina web. 

Questo sistema lavora semplicemente come i server di posta (che individuano la posta indesiderata) per fare una prima scrematura del così detto spam.

Questo non è però sufficiente a garantire i “giusti” risultati in SERPEcco che Google è giunto a farsi questa domanda:

Come faccio ad essere certo che un testo di una pagina web che utilizza il 4% una determinata parola chiave (digitata dall’utente che si interfaccia con il motore di ricerca) non contenga, nel restante 96% notizie irrilevanti?

Per risolvere questo problema Google è approdato all’ algoritmo basato sulla “semantica” e a Hummingbird (presentato prima).

Con gli algoritmi semantici Google, non solo riesce a lavorare sulla parola chiave richiesta dall’utente, ma anche sui “Topic” (insieme di concetti) che rappresentano l’argomento a qui realmente l’utente è interessato, valutando i contenuti in toto. 

In altre parole attraverso gli algoritmi semantici, Google garantisce che:

  • i testi non abbiano ripetizioni forzate e innaturali di keyword.
  • non siano contenuti troppo brevi rispetto all’argomento trattato.
  • non siano testi scritti da persone scarse conoscenze sull’argomento trattato.

Insomma per essere sicuri che Google non penalizzi un sito rispetto a un altro, bisogna alzare la qualità di ciò che si scrive e realizzare contenuti assolutamente unici e utili.

Se si garantiscono queste cose si è perfettamente in linea con ciò che Google ogni giorno cerca di ottenere, e non c’è da preoccuparsi minimamente di come realmente funziona il suo algoritmo semantico e di come Google ottiene i suoi risultati nelle SERP.

Hai verificato anche tu l’impatto di questi cambiamenti sui tuoi siti web ? Raccontaci cosa è cambiato nel tuo modo di fare SEO.